Home                                            Notizie    Storia    Archivio storico     Incontri Domenicali    Esperienze Educative    Libri    Progetti Condivisi     Echi di Stampa   e-Link      Contatti
RICERCA Y   '54 '55 '56 '57 '58 '59 '60 '61 '62 '63 '64 '65 '66 '67 '68 '69 '70 '71 '72 '73 '74 '75 '76 '77 '78 '79 '80  > NOTIZIARIO       VEGLIE
               a  b  c  d  e      W  02 03 04 05 08 11 14 15 18 23 24 25 26 31 33 34 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53          
   

Anche la predicazione rientra nel quadro della pastorale e quindi ci si interroga su quale debba essere la predicazione nella nostra chiesa. Veramente già una parte dei laici, attraverso le riunioni di gruppo, partecipano alla predicazione domenicale Con questo ciclostilato distribuito al termine delle messe domenicali si cerca di far comprendere la linea che viene seguita nella predicazione anche per far superare ad alcuni certe resistenze derivanti soprattutto da vecchie abitudini moralistiche prese nelle parrocchie di provenienza.

   
   

Parrocchia dell'Isolotto 29 settembre 1968
LA PREDICAZIONE NELLA NOSTRA CHIESA
 


GESU' IN CHE MODO HA PREDICATO IL VANGELO?
Un giorno Egli disse:
"Lo Spirito del Signore è su di me,
mi ha consacrato per annunziare la buona notizia ai poveri,
mi ha inviato a proclamare ai prigionieri la libertà,
ai ciechi la vista, a sollevare i cuori sfiduciati,
a:. render liberi gli oppressi,
a proclamare un anno di grazia dei Signore".
La predicazione di Gesù toccava i problemi reali della. società, sconvolgeva l'uditorio, generava discussioni, creava scandalo e divisioni, suscitava entusiasmo e odio.
Per la predicazione del Vangelo Gesù ci ha rimesso la vita.
La stessa cosa è accaduta agli Apostoli.


PER NOI QUALE SIGNIFICATO HA LA PREDICAZIONE?
La predicazione è divenuta, in genere, ufficiale e convenzionale;quasi un mestiere o un'abitudine.
Si affrontano solo alcuni problemi individuali e secondari. Si denunciano con chiarezza esclusivamente i peccati individuali come quelli contro il VI comandamento o i precetti della Chiesa.
I peccati della società, dell'ordine costituito, delle istituzioni, delle classi sociali, dei popoli; i peccati che generano la fame, lo sfruttamento, la povertà, l'ignoranza, l'oppressione, la guerra; i peccati, insomma, che gridano vendetta al cospetto di Dìo non sono quasi mai affrontati dalla predicazione o si denunciano solo genericamente e vagamente, per non scontentare nessuno.
Chiunque, predicando il Vangelo, prende posizione in favore dei poveri e degli oppressi, contro i ricchi e gli oppressori, viene criticato e accusato. Si dice che non predica il Vangelo, che è partigiano e sovversivo.
NOI NON POSSIM10 PREDICARE PER MESTIERE..
MOLTI DI VOI NON POSSONO SUBIRE LA PREDICA PER ABITUDINE.
Siamo convinti che il predicare un vangelo convenzionale, staccato dai problemi reali della società di oggi, serve infine solo a chi vuole mantenere il popolo nell'ignoranza e nella soggezione.
La Parola di Dio scritta nel libro del Vangelo e la Parola di Dio contenuta nei fatti della vita sono una cosa sola.
CREDIAMO FERMAMENTE CHE CRISTO E PRESENTE NEGLI UOMINI
DI OGGI, A INCOMINCIARE DAI PIU' POVERI, E DAGLI OPPRESSI:
SENTIAMO IN COSCIENZA IL DOVERE DI METTERE A LORO DISPOSIZIONE LA NOSTRA VITA E LA NOSTRA PREDICAZIONE.

Se ci comportassimo diversamente tradiremmo il Vangelo e le nostre scelte più vitali. meglio allora rinunziare alla predicazione!


PROPOSTE PRATICHE
1. La predicazione doMenicale, in linea di principio, dovrebbe sempre affrontare,oltre al Vangelo scritto, i fatti della vita e della storia .at-tuale.
2. Si dovrebbero scegliere particolarmente:
-quei fatti che mettono in rilievo i peccati contro la giustizia, la uguaglianza, la,fraternità, la dignità umana, la libertà, la pace;
-quei fatti che mostrano i tentativi compiuti dagli uomini per liberarsi dall'ingiustizia, dalla povertà, dalla discriminazione, dalla oppressione, dall'ignoranza, dalla violenza, dalla guerra.
3. I fatti vanno guardati con obbiettività.
Questo significa che i fatti,vanno visti con gli occhi di coloro che li vivono e li soffrono.
Non possiamo essere neutrali, perché ciò significa lavarsi le mani per poter dire: "io sono innocente del sangue di questo giusto"... {così disse Pilato).
Noi vogliamo essere esplicitamente dalla parte di Cristo, cioè di coloro che soffrono la povertà, che subiscono l'ingiustizia, l'oppressione, la discriminazione. Per questo vogliamo vedere la realtà coi loro occhi, cioè attraverso i loro documenti, le loro versioni, le loro prese di posizione, le loro giustificazioni. ecc.
Qualche volta sarà difficile fare una scelta chiara.
In questi casi dovremmo stare doppiamente attenti contro la tentazione del neutralismo e del disimpegno; dovremmo moltiplicare il nostro sforzo di documentazione; dovremo diffidare delle fonti di informazione controllate dal mondo dei potenti
Occorrerà rimanere fedeli a tale obbiettività anche quando ciò comportasse dei rischi, anche quando ci trovassimo in contrasto con la mentalità comune e con le posizioni ufficiali della Gerarchia.
4. Qualunque persona del quartiere potrà proporre dei fatti da presentare nella predicazione.
5. Qualche laico che abbia particolare esperienza di alcuni fatti, che li abbia magari vissuti e sofferti direttamente, potrà integrare la predicazione dei sacerdoti.

CQNCLUSIONE

SU QUESTE COSE VI CHIEDIMO DI RIFLETTERE PERSONALMENTE O A GRUPPI.
Qualcuno di voi, per esempio, potrebbe prendere l'iniziativa di riuniRE in casa propria alcuni amici interessati al problema
QUINDI POTRESTE COMUNICARCI LE VOSTRE IMPRESSIONI A VOCE O PER LETTERA.
Se alcuni lo richiederanno si potrà organizzare una riunione per affrontare insieme questo problema.