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Firenze, 22/9/68

All'Assemblea cristiana
che ha occupato il Duomo di Parma

Per conoscenza A Sua Santità Paolo VI

Al Vescovo di Parma


Desideriamo esprimervi la nostra piena solidarietà col gesto
che avete compiuto sabato 14 corr. dandovi convegno nella Cattedrale di Parma ed occupandola con la Vostra Assemblea.

Concordiamo pienamente con gli scopi della vostra azione, primo fra tutti "chiedere, come dice un vostro documento, una scelta discriminante tra coloro che sono dalla parte del Vangelo dei poveri e coloro che servono due padroni, Dio e il danaro".
Siamo convinti che si tratta di una richiesta veramente evangelica: "Beati voi che siete poveri ...ma guai a voi o ricchi".
Può esserci una scelta discriminante più netta?
Una scelta consacrata dalla morte di Croce, cioè dalla partecipazione piena di Cristo alla sorte dei poveri, dei discriminati, degli oppressi: "fu crocefisso fra due ladri... così si adempì la Scrittura che dice - e stato annoverato fra i malfattori" -.
Rigiri di parole, interpretazioni accomodate, non riescono ad attenuare la portata di questa chiara e fondamentale scelta evangelica.
Purtroppo tale scelta discriminante non risulta alla base del Vangelo che predichiamo .
Viviamo in una chiesa che non ha a fondamento i poveri, gli oppressi, i rifiutati, gli affamati e assetati di giustizia.
La Gerarchia e la parte ufficialmente più responsabile della Chiesa non fa parte del mondo dei poveri, dei rifiutati, degli oppressi.
Il Papa, i Vescovi e spesso anche i sacerdoti e i laici più qualificati sono ricolmi di onori, di potere, di prestigio, di privilegi, di amicizie influenti, di cultura ed in ultimo anche di beni.

Non vogliamo mettere in dubbio la loro buona fede e il loro impegno per risultare poveri nello spirito, la sincerità del loro desiderio di parlare ai poveri, di consolarli, di aiutarli ed infine anche un certo coraggio nell'esortare i ricchi e nel chiedere più giustizia.
Non si fa questione di buona volontà.

Si tratta invece di sapere se quella che si proclama la Chiesa di Cristo è veramente crocifissa con Lui sul legno della maledizione, sul legno della disoccupazione, della instabilità e incertezza per il domani, dello sfruttamento, della discriminazione, del disadattamento sociale, della privazione di dignità umana, della fame, ecc. .
O se piuttosto sta a guardare il Cristo che vive nei poveri, esortandolo, consolandolo e confortandolo con una spugna inzuppata nell'aceto.

Si tratta di sapere se la Chiesa e "uscita a patire con Cristo fuori delle mura di Gerusalemme per sopportare con Lui l'ignominia" (vedi lettera agli Ebrei), se é decisa a uscire fuori dalle strutture oppressive, fuori dal sistema iniquo che si fonda sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, fuori dall'imperialismo del danaro che crea lo squilibrio paurosamente crescente tra i popoli della fame e quelli dell'opulenza, fuori dalla cerchia ristretta dei privilegiati, dei rispettati, dei temuti ...
O se invece la Chiesa e invischiata dentro le mura del sistema, coperta magari dall'ipocrisia del neutralismo.
"La Parola di Dio viene incatenata dai fortissimi legami degli interessi finanziario.
Questa è la tragedia della nostra Chiesa cattolica in tanti paesi occidentali: i pastori perdono spesso la coscienza del loro ruolo profetico e dormono nella dolce ubriachezza di un culto finanziato dai grandi padroni del capitale, che stringono la Chiesa con i legami aurei delle loro splendide elemosine.
Le nostre mani cristiane, hanno perduto la sensibilità evangelica e non si bruciano più nel ricevere l'oro diabolico dei "cristianissimi" sfruttatori della nostra società...Una Chiesa che ammette indiscriminatamente alla mensa eucaristica sfruttati e sfruttatori senza denunziare efficacemente questa degradante situazione non fa che "mangiare e bere senza discernere il Corpo del Signore", ossia senza attribuire al cibo e alla bevanda eucaristica il loro valore di agglutinante sociale; e, pertanto, commette un tremendo sacrilegio: "mangia e beva il suo proprio gastigo". (J.M.Gonzalez-Ruiz).

Si tratta di sapere se la Chiesa è veramente al servizio del Vangelo "nascosto ai saggi e agli intelligenti e rivelato ai piccoli", se assolve la missione di Cristo: "portare ai poveri la buona notizia, sollevare i cuori sfiduciati, annunziare ai prigionieri la libertà, restituire ai ciechi la vista, rendere liberi gli oppressi" (Lc. 4,14-30).
O se invece la Chiesa e di fatto a servizio di coloro che strumentalizzano il Vangelo per tappare la bocca ai piccoli, nei quali è vivente lo spirito di Cristo, per negare ai poveri la buona notizia, deprimere i cuori sfiduciati, soffocare la libertà, impedire ai ciehi la vista, rendere più dura l'oppressione.

Si tratta di veder se quella che si proclama "la Chiesa", ha veramente amore per la Chiesa, come dice il Papa; se essa risulta veramente dalla "intercomunione di quanti vivono nella carità"; se veramente essa è la famiglia nella quale si spezza tra tutti il medesimo pane.
O se invece il discorso dell'amore alla Chiesa e dell'intercomunione nella carità è la lapide imbiancata posta ad un sepolcro che nasconde il putridume, che nasconde cioè una inimicizia strutturale verso i poveri, una ineguaglianza e una mancanza di amore che gridano vendetta al cospetto di Dio.
La nostra coscienza cristiana ci impedisce di essere d'accordo col Papa quando vi accusa di mancanza di amore per la Chiesa, quando vi rimprovera di esservi impoveriti e svuotati di amore apostolico, fino a divenire molesti e nocivi alla Chiesa di Dio, quando addirittura vi definisce nemici.

L'accusa del Papa si addice piuttosto a coloro che hanno chiamato la polizia per cacciarvi fuori dalla vostra casa.

Non siamo neppure d' accordo col vostro Vescovo il quale asserisce che il vostro metodo non è evangelico ed è lesivo della dignità e del rispetto che si devono alla persona umana.

Come se fosse evangelico e rispettoso il metodo di costruire chiese col denaro proveniente dallo strozzinaggio legalizzato delle banche.

Non siamo d'accordo col vostro Vescovo il quale dice che "la occupazione della cattedrale, dove la Chiesa annuncia la parola divina, raduna il popolo di Dio e celebra l'Eucaristia (che salda i fratelli in un profondo vincolo di unità e carità nel corpo mistico di Cristo), dimostra incomprensione delle linee di fondo della fedeltà a Cristo e alla Chiesa".

Come fa il vostro Vescovo a parlare di Chiesa che annuncia la Parola divina?
Per noi cattolici l'annuncio è una realizzazione efficace, non è mera parola.
E dov'è che la Chiesa è impegnata ad annunciare efficacemente la Parola di Dio, cioè la Buona Novella ai poveri?
In coloro che hanno la bocca piena di "pie esortazione o san-te trivialità" (M.L.King )?
Oppure in quanti s'impegnano per denunziare la radicale ingiustizia e assurdità del nostro sistema sociale e per crearne uno nuovo che realizzi meglio la volontà di Dio?
Come fa il vostro Vescovo a parlare di Chiesa che raduna il Popolo di Dio?
Si è forse dimenticato che il Popolo di Dio è nato in Egitto come popolo di oppressi ed è stato rigenerato da un Oppresso il quale porta ancora nelle sue membra i segni della oppressione subita da parte dei potenti?
Osservi quanti, fra i radunati nella sua cattedrale e nelle cattedrali del mondo intero, portano nelle loro membra le stigmate della oppressione subita a causa della giustizia.
Faccia il confronto con quanti si rifiutano di andare nelle cattedrali e nelle chiese perché le vedono come strumenti della loro oppressione.

Se farà questo esame in maniera obbiettiva e disinteressata sarà ben contento che finalmente, attraverso di voi, nella sua cattedrale si è aperto un piccolo spiraglio verso la effettiva riunione del popolo di Dio.
Vi salutiamo fraternamente .



(Chi lo desidera, può apporre la propria
firma nello spazio sovrastante e riconsegnare la presente lettera presso la parrocchia dell'Isolotto, al più presto)

(la lettera risulta sottoscritta da 122 firme
visibili nella raccolta dei Notiziari))