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Domenica III dopo Pasqua 5 maggio 1968
"Comportatevi da uomini liberi, non come chi usa la libertà come di una
maschera per coprire la malizia, ma da servi di Dio"
Queste parole di S. Pietro, che abbiamo letto dalla sua prima lettera,
sono molto attuali.
La libertà è anche oggi la più grande aspirazione degli uomini e dei
popoli. La libertà è una meta e una causa per la quale merita veramente
spendere tutto.
Ma il cammino verso la libertà, anche oggi come ai tempi di Pietro, è
ostacolato dalla falsità.. anche l' Apostolo dice che bisogna stare
attenti a non usare della libertà come di una maschera per coprire la
malizia.
C'è dunque un modo vero e uno falso di cercare, di difendere, e di usare
la libertà. È importante cercare la libertà in modo vero.
Prendiamo un esempio: l'affamato e Il sazio.
L'affamato cerca disperatamente la libertà di sfamarsi; il sazio invece
cerca la libertà di godersi in pace la propria sazietà, senza essere
disturbato da nessuno.
Non è difficile capire che il primo è sincero nella sua ricerca di
libertà, il secondo invece è falso, egli usa della libertà come di una
maschera per coprire il proprio egoismo.
Oggi, nella società nella quale viviamo, si parla tanto di libertà.
Sentiamo dire che la nostra società è una società libera e che dobbiamo
difendere questa libertà.
Ma che libertà è la nostra: è vera libertà o libertà falsa?
Dobbiamo cercare di vederci chiaro, perché la libertà è una cosa molto
importante. La lettera di S. Pietro ci invita a questo esame.
Prendiamo uno degli aspetti più fondamentali della libertà e che, in
questo caso, ci riguarda in modo particolare: la libertà religiosa.
Si dice che nella nostra società vi è libertà religiosa. È vero questo?
Badate bene che quando si parla di libertà religiosa non si intende la
possibilità di vivere o no la religione esteriormente, la facoltà di
andare o no in chiesa, la possibilità di insegnare la religione nelle
scuole, la possibilità di costruire chiese, ecc.
La libertà religiosa riguarda il più profondo dell'uomo e in particolare
la possibilità di cercare la verità, la possibilità di pensare, di fare le
proprie scelte religiose, di aderire al Vangelo e alla Chiesa in maniera
personale, attiva, responsabile e creativa.
Questa è la vera libertà religiosa.
Ma vi è da noi questa libertà religiosa?
Domandiamoci prima di tutto quale è la libertà dell'uomo comune,
dell'operaio, della persona del popolo in ordine alla ricerca della
verità.
Questa sembra addirittura una domanda inutile. È quasi dato per scontato
che le persone del popolo abbiano solo da ascoltare, da ubbidire, da
seguire, da mettere in pratica ciò che quelli più colti e più in alto
hanno già pensato e stabilito.
La persona del popolo, la persona comune deve solo affidarsi a chi ha
tempo, la possibilità e il compito di pensare e quindi di decidere.
Di fatto la gran massa della gente è considerata solo al livello delle sue
possibilità di lavoro, di produzione. Si guarda come la massa può essere
influenzata, guidata, magari anche contentata; ma le è t9olta la
possibilità di pensare e di decidere.
La stessa condizione del lavoro è tale che non c'è tempo di pensare e i
pochi spazi che rimangono liberi sono riempiti spesso da cose che
stordiscono e fanno dimenticare la realtà dei problemi.
La libertà più profonda dell'uomo scompare, e l'uomo come tale, cioè come
persona che pensa e che decide, è ridotta a nulla.
Non vi sembra che tutto questo nasconda in realtà un profondo attentato
alla libertà della coscienza, alla libertà nella ricerca della verità,
alla libertà nelle scelte pratiche della vita?
Non vi sembra dunque che nel nostro sistema sociale la libertà religiosa
si riduca davvero a poco più che un paravento?
La stessa struttura ecclesiastica è talmente inserita in questo sistema
sociale che finisce per sostenerlo e per renderlo più oppressivo.
È doloroso vedere come gli uomini, per ognuno dei quali Cristo è morto e
risorto, sono considerati, perfino dalla Chiesa, poco o nulla in quella
che è la loro caratteristica fondamentale: la libertà. la loro libertà di
pensare, di maturare e di decidere.
Di fatt0 ciò che la Chiesa propone agli uomini, alla massa degli uomini, è
un complesso di verità e di cose bell'e pensate, bell'e fatte. Non c'è
possibilità di ricerca, altro che in piccole cose secondarie. Il popolo
deve solo ascoltare e imparare. E chi non si assoggetta a questo è
automaticamente considerato fuori della Chiesa. Il guaio è che fuori della
Chiesa si trova subito un altro complesso di verità pronto ad accogliere e
ad opprimere.
Non vi sembra che anche nella nostra società la libertà religiosa sia un
po' una maschera, come dice San Pietro?
Non vi sembra che sia importante aprire gli occhi su queste cose?
Non vi sembra che valga la pena di impegnarsi a fondo perché la nostra
società divenga più rispettosa della libertà delle persone e specialmente
delle persone più umili?
Non ci nascondiamo che si tratta di un impegno assai difficile, duro e
anche rischioso. Ci sembra però l'impegno più importante dei nostri tempi,
perché l'aspirazione alla libertà è senz'altro l'aspirazione più
fortemente sentita dagli uomini e dai popoli.
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