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LETTURE E DIDASCALIE PER IL GIOVEDI' SANTO (feria V in
ebdom. sancta)
ALL'INIZIO DELLA MESSA: La liturgia di oggi ci porta a rivivere ciò che
Gesù fece nell'ultima Cena, la sera prima della sua Passione e Morte. Come
allora, anche oggi, il Signore ci dà il dono supremo del suo amore. Egli
ci dona la sua Carne e il suo Sangue e cosi ci unisce tra noi e con Lui.
ORAZIONE: Signore, noi che facciamo parte della tua famiglia siamo qui
riuniti stasera per rinnovare il mistero del tuo amore. Crediamo
fermamente che solo il tuo immenso amore per noi, ti ha spinto a donarci
il Corpo e il Sangue del tuo Figlio Gesù immolato sulla Croce.
O Signore Iddio, fai che la morte del tuo Figlio non sia per noi causa di
condanna, come per Giuda ma sia fonte di salvezza come per il ladro
crocifisso accanto a Gesù.
EPISTOLA: dalla lettera di San Paolo ai Corinti:
Fratelli: quando vi radunate insieme, il vostro comportamento non è come
si addice a coloro che partecipano alla Cena del Signore: perché ciascuno,
appena vi mettete a tavola, si affretta a mangiare le proprie provviste,
cosicché, mentre uno patisce la fame un altro si ubriaca. Ma non avete le
vostre case per mangiare e bere? O volete col vostro comportamento
disprezzare la riunione della famiglia di Dio facendo arrossire quelli che
non hanno nulla?
Cosa vi debbo dire? Debbo lodarvi? No, in questo non vi lodo.
Io infatti quanto vi ho sempre detto l'ho ricevuto dal Signore, cioè, che
il nostro Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e
dopo aver reso grazie al Padre, lo spezzò e disse:
-Questo è il mio corpo che è sacrificato per voi, fate questo in ricordo
di me.
Così pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo:
-Questo calice è il nuovo patto sigillato col mio sangue: fate questo,
tutte le volte che ne berrete, in memoria di me.
Or dunque, tutte le volte che voi mangiate questo pane e bevete il calice
rinnovate la morte del Signore, fino al giorno in cui Egli di nuovo verrà.
Perciò chiunque mangia questo pane e beve il calice del Signore
indegnamente, sarà colpevole del Corpo e del Sangue del Signore.
Ognuno dunque esamini prima se stesso, e dopo mangi del pane e beva
(continua nella pagina seguente)
(giovedì santo: feria V in ebdom. sancta - continuazione)
del calice; perché chi mangia e beve indegnamente, senza tener conto del
corpo e del sangue 4del Signore, mangia e beve 1a propria condanna.
E' per questo che molti tra voi vengono meno e non hanno in sé la vita di
Dio. Se invece esaminassimo noi stessi, non saremmo castigati.
Del resto questo castigo del Signore deve essere per noi una amorevole
correzione, affinché non veniamo condannati assieme a coloro che
appartengono al mondo.
VANGELO: Lettura dal Vangelo di S. Giovanni.
In quel tempo, prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che e1ra giunta
per lui l' ora di partire da questo mondo e tornare a1 Padre, avendo amato
i suoi che erano nel mondo, li amò fino all'ultimo e, a cena pronta,
mentre i demonio aveva già ispirato nel cuore di Giuda il tradimento.
sapendo che il Padre aveva dato tutto in suo potere e sapendo che veniva
da Dio e che a Dio ritornava, Gesù si alzò da tavola, depose le vesti,
prese un panno e se lo cinse ai fianchi. Versò dell'acqua in un catino e
si mise a lavare i piedi dei suoi discepoli asciugando col panno di cui si
era cinto.
Si avvicinò a Pietro. Pietro gli disse:
- Che, Signore, tu lavi i piedi a me?!
A lui rispose Gesù:
- Ciò che io faccio ora tu non lo puoi capire, lo capirai dopo.
Gli dice Pietro:
- Mai, mai mi laverai i piedi!
Gli rispose Gesù:
- Se non ti lavo i piedi non avrai parte con me.
E a lui Pietro:
- Signore, non i piedi soltanto, ma le mani e il capo.
E Gesù:
- Voi siete tutti puri, ma non tutti.
Sapeva chi lo tradiva, perciò disse "non tutti siete puri".
Quando dunque ebbe lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti e si fu
rimesso a tavola, disse loro:
- Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate maestro e Signore: e dite
bene poiché lo sono; se dunque vi ho lavato i piedi io, Signore e Maestro,
così voi pure dovete lavarvi i piedi l'un l'altro; ho voluto darvi
l'esempio, perché anche voi facciate quello che io ho fatto a voi.
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ALL'OFFERTORIO:
Il sacerdote, ora, offre il pane e il vino, alimento della nostra vita,
per significare il dono di tutta la nostra vita, di tutto noi stessi.
Il dono di noi stessi, ora all'offertorio, e il dono che Gesù farà di sé
alla consacrazione, aprono la via a quella unione che sarà realizzata con
Cristo Gesù nella Comunione, unione intima e profonda che farà di noi e di
Gesù una cosa sola.
Solo questa unione farà sì che il Padre guardi a noi come ad altrettanti
suoi figli, divenuti una cosa sola col suo Figlio Gesù. Sarà realizzato
così il mistero del Cristianesimo, mistero di amore,
(giovedì santo: feria V in ebdom. sancta - continuazione) (3)
che fa di noi, miseri uomini, dei figli di Dio.
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SECRETA: O Dio, nostro Padre, ti presentiamo questi doni, affinché tu li
traSsormi nel Corpo e nel Sangue di Cristo; ti offriamo la nostra vita
perché sia anch'essa trasformata in Cristo Gesù.
Resi una cosa sola con Lui, potremo rinnovare, sul suo esempio, quanto
Egli ci ha chiesto per mezzo dei suoi discepoli e cioè la dimostrazione di
un vicendevole amore.
AL PREFAZIO
E' dunque cosa degna e giusta e anche doverosa per noi, fin da ora, che
ringraziamo Dio Padre d'averci donato il sue Figlio che, per noi, ha
sacrificato se stesse sul legno della Croceo. L'uomo spezzò il suo legame
di figliolanza con Dio mangiando del frutto dell'albero posto nel
paradiso. Gesù, pendente dall'albero della Croce, ha attirate a sé
l'umanità, formando e dando vita alla nuova famiglia di Dio, la Chiesa, di
cui noi facciamo parte.
Per questo, insieme con gli angeli, eleviamo a Dio il nostro
ringraziamento e il nostro canto di lode.
POSTCOMMUNIO .Ti ringraziamo, Signore, d'averci nutriti in questa cena col
Corpo e col Sangue del tuo Figlio Gesù. Per questo to dono crediamo
fermamente di essere una cosa sola tra noi e con te.
Grazie, Signore! poiché attraverso l'unione col tuo Figlio. noi poveri
uomini e miserevoli creature siamo divenuti tuoi figli chiamati a godere
di te per tutta l'eternità.
AL CANONE: ( dopo "E' SANTO") -
Ti ringraziamo, Signore nostro Dio, perché ci hai mostrato il Tuo amore
fin dalla creazione del mondo, ce ne hai parlato per mezzo dei profeti, ce
lo hai pienamente manifestato e donato attraverso Gesù.
Egli è venuto nel mondo per donarci il tuo amore di Padre, per riunirci in
una sola famiglia, per darci la forza di vincere ogni divisione causata
dal .peccato e renderci una cosa sola tra noi e con Te
Egli ci ha raccolto intorno a questa tavola affinché, attraverso di noi
che siamo la Tua Chiesa, questo invito all'unione, alla pace e all'amore
fosse rivolto agli uomini del nostro tempo - per compiere questa tua
volontà la sera in cui veniva tradito mentre sedeva a tavola con i Suoi
discepoli prese un asciugatoio, se lo cinse, poi versata dell'acqua nel
catino comincia a lavare i piedi ai Suoi discepoli dicendo: se vi ho
lavato i piedi io, il Signore e il Maestro,
dovete anche voi lavarvi i piedi l'un l'altro. Io vi ho dato l'esempio,
affinché come vi ho fatto io, facciate anche voi - infatti io, vi do un
comandamento nuovo, che vi amiate a vicenda: amatevi
l'un l'altro come io ho amato voi - e in quella stessa notte in cui veniva
tradito mentre ancora sedeva a mensa con i Suoi discepoli prese del pane
nelle Sue mani sante e venerabili e alzati gli occhi al cielo, cioè verso
di te suo Padre onnipotente, rendendoti grazie, lo benedì, lo spezzò, e lo
diede ai suoi discepoli dicendo: "prendete e mangiatene tutti, perché
questo è il mio corpo".
(pausa)
Allo stesso modo, al termine della cena, prese questo calice nelle Sue
mani sante e venerabili e, rendendoti grazie, lo benedì e lo diede ai Suoi
discepoli dicendo: "prendete e bevetene tutti, perché questo è il calice
del mio sangue, della alleanza nuova ed eterna, mistero di fede, sangue
che viene versato per voi e per la moltitudine in remissione dei peccati.
Ogni volta che farete questo, lo farete in ricordo di me.
(pausa)
E' per questo che noi tuoi servitori insieme a tutto il tuo popolo santo
ti offriamo il pane e il calice rendendoti grazie nel ricordare la morte e
la resurrezione di Gesù, e ti preghiamo di mandare il tuo Spirito
sull'offerta della tua Santa Chiesa. Attraverso il tuo Spirito, noi che
mangeremo questo pane e berremo questo calice diventiamo una cosa sola tra
noi e con te. Così potremo annunziare a tutto il mondo il tuo amore e la
salvezza per il Figlio tuo Gesù, per il quale viene a te, Dio Padre,
nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria.
DOPO LA COMUNIONE: Ti ringraziamo, Signore, di averci parlato del tuo
amore e di avercelo donato - ti ringraziamo di averci raccolti insieme da
veri fratelli - allontana da noi ogni divisione, ogni rancore ed ogni
litigio, - nelle nostre relazioni con gli altri aiutaci a scoprire ciò che
unisce e a mettere da parte ciò che divide - .
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In ogni parte del mondo si è deplorato l'assassinio di
Martin Luther King, si è pianto sulla sua morte, si è pregato per lui, si
è commemorato.
Noi abbiamo preferito dare alla nostra assemblea un carattere di
solidarietà con i negri che continuano la sua testimonianza e la sua
lotta.
Molti di coloro che hanno ostentato indignazione e lutto sono in realtà
gravemente responsabili, dell'oppressione dei negri e della violenza che è
culminata con l'uccisione di King. Il notissimo atleta negro Ralph Boston,
ha deciso di non partecipare alle Olimpiadi di Città del Messico
dichiarando: "Non voglio partecipare a competizioni sportive per
rappresentare la gente che ha ucciso Martin Luther King. Nel corso della
sua vita King è stato mal trattato da quelle persone che oggi, dopo la sua
morte, gli rendano merito. Questa è una crudele menzogna.Io non credo
affatto a questa gente".
Neppure noi possiamo unirci a questo modo farisaico di coprire la propria
responsabilità con lacrime di,coccodrillo. Dobbiamo invece scoprire la
verità e quindi renderci capaci di vedere e confessare che la persona
dell'assassino è solo l'ultimo ingranaggio di una società profondamente
violenta, società nella quale ognuno d'i noi ha la sua parte di
responsabilità.
Noi dobbiamo scuoterci finché c'è tempo. Dobbiamo accogliere il messaggio
di Luther King: non per rinfacciarlo né per contrapporlo ad altri
movimenti negri che rifiutano la non-violenza, ma per attuarlo noi,
modificando radicalmente questa nostra società.
Il messaggio di King, come quello di altri leaders negri, è prezioso,
dobbiamo ascoltarlo,farlo nostro. Con ciò non dobbiamo avere la pretesa di
fare qualche cosa per i negri o per gli altri popoli oppressi. Il
messaggio del popolo negro è fatto per aiutare noi, per aiutarci a
diventare noi stessi, per aiutarci a costruire una società dove il
benessere, il progresso, la sicurezza, l'ordine, non siano frutto di
oppressione, di sfruttamento, di discriminazione, di crescente
sperequazione, di violenza fisica, di sangue.
Se la nostra società non accoglierà presto questo appello, se continuerà a
schiacciare i poveri con la violenza, allora la collera dei poveri
esploderà ed è possibile che la terra si avvii verso la sua totale
distruzione.
Ecco perché abbiamo preferito presentare questo 'incontro come assemblea
di solidarietà con i negri. In loro Luther King continua a
vivere,soffrire, lottare e testimoniare.
MOMENTI DELLA LOTTA DEI NEGRI D'AMERICA.
1619 - Arriva a Jamestown, in Virginia, una nave olandese e sbarca 20
schiavi negri: comincia anche nelle colonie inglesi il commercio degli
schiavi; molti altri, a migliaia, sono già stati portati dagli Europei
nell'America centrale e meridionale.
1661 - La schiavitù viene legalmente riconosciuta nella Virginia: nasce
nel Sud la "speciale istituzione" che durerà due secoli.
1700 - Oltre due milioni di Africani sono già stati rapiti alla loro,
terra per essere venduti nel nuovo continente. Molti di loro non arrivano
a destinazione, molti muoiono presto, sfiniti. .
1774 - Dichiarazione d'indipendenza e Rivoluzione delle colonie inglesi.
Vengono approvate leggi contro l'importazione, il commercio degli schiavi,
la schiavitù. Incomincia il divario fra Nord e Sud.
1787 - Ordinanza del Nord-Ovest:la schiavitù è proibita nei territori in
corso di colonizzazione: nei,nuovi stati i negri saranno liberi.
1800 - Nel Sud degli Stati Uniti le piantagioni di cotone soppiantano
quelle di riso, indaco e tabacco, e si espandono rapidamente. Comincia "il
regno dei cotone". La produzione aumenta, raddoppia da un decennio
all'altro. Gli schiavi sono preziosi: altri 4 milioni saranno importati in
America nel nuovo secolo.
1808 - Una legge federale vieta la tratta degli schiavi. I coloni del Sud
organizzano la tratta clandestina.
1857 - 6 maggio: decreto della Corte suprema: il negro non è un cittadino
agli occhi della Costituzione.
1859 - 16 ottobre: John Brown per scatenare la "guerra di liberazione dei
negri", si impadronisce, con un gruppo di partigiani, dell'arsenale
federale a Harpers Ferry nella Virginia ovest. In tale occasione J.Brown è
ferito, arrestato, giudicato, impiccato.
1860 - 6 novembre: Abramo Lincoln è eletto presidente degli USA.
1861 - 12 Aprile: inizio della guerra civile fra Sud e Nord. Vi
parteciperanno,anche 186000 negri. 68000 saranno uccisi o feriti.
1863 - 1 gennaio: Lincoln proclama la emancipazione degli schiavi negri
degli Stati confederati ribelli.
1865 - Fine della guerra civile .Lincoln è assassinato.
18 dicembre: 13° emendamento alla Costituzione : "Né la schiavitù né
alcuna forma di servitù involontaria...potranno esistere negli Stati
Uniti, né in alcun luogo sottoposto alla loro giurisdizione".
1866 - La legge sui diritti ci vili riconosce ai negri la cittadinanza
americana, e il diritto di voto.La vecchia classe dirigente sudista viene
esautorata. I negri partecipano attivamente alla "ricostruzione" del Sud e
assumono posti di responsabilità e di governo. I negri lasciano in massa
le piantagioni del Sud. Non possedendo né terra né danaro, essi vi
ritorneranno, tuttavia, ben presto affamati e ancora più poveri di prima.
I bianchi del Sud dispongono all'occasione differenti misure "difensive":
- una specie di mezzadria che incatena nuovamente i negri alle loro
piantagioni;
- una legislazione repressiva contro i vecchi schiavi;
- delle società segrete di intimidazione violenta: il Ku Klux Klan, i
Cavalieri della Camelia bianca.
1877 - I repubblicani del Nord, per ottenere l'elezione alla presidenza
del loro candidato, si accordano con i razzisti del Sud, che tornano al
governo. Finisce la "ricostruzione negra" e comincia la segregazione.
1930 - A Detroit nasce il movimento dei mussulmani neri, che solo negli
anni '60 diverrà importante.
1942 - Fondazione del Congresso dell'uguaglianza razziale, movimento che
nel '66 si unirà al movimento del Potere Nero.
1943 - Moti a Detroit: 35 morti, 700 feriti.
1952 - Malcom Little aderisce ai Mussulmani neri e si ribattezza Malcom X.
1954 - 17 maggio: un decreto della Corte suprema condanna la
discriminazione razziale nell'insegnamento pubblico.
1955 - Il Pastore Battista Martin Luther King organizza il boicottaggio
degli autobus di Montgomery. La lotta durerà 380 giorni e sfocierà nella
soppressione della segregazione nei trasporti pubblici.
1956 - Martin Luther King crea la "Conferenza dei leaders cristiani del
Sud" che organizzerà la lotta non-violenta contro la segregazione nel sud
degli Stati Uniti e per il voto del negri.
1957 - Viene decretato il diritto di voto ai negri.
1960 - Fondazione del "Comitato di coordinazione degli studenti non
violenti, chiamati correntemente SNICK. Stokeley Carmichael, leader del
Potere nero, ne diverrà presidente nel 1966.
1963 - Birmingham è il centro della lotta antirazziale: boicottaggi,
manifestazioni non-violente. La polizia lancia i suoi cani contro i
manifestanti, i razzisti moltiplicano gli attentati: 5 giovanette negre
sono uccise in una Chiesa da una bomba.
1963 - 250000 negri effettuano una marcia su Washington in occasione del
centenario dell'abolizione della schiavitù.
1964 - Moti ad Harlem, Chicago, Cleveland, Filadelfia.
1965 - 21 Febbraio: Malcom X è assassinato a New York.
1965 - 7 marzo: Marcia da Selma a Montgomery, per richiedere la iscrizione
dei negri nelle liste elettorali. La polizia e le truppe dello stato
dell'Alabama attaccano i partecipanti alla marcia. Comincia ad essere
usata la parola d'ordine "Potere nero".
1965 - Agosto: 6 giorni di moti a Watts; ghetto negro di Los Angeles: 35
morti, 900 feriti.
1967 - Luglio: moti a Newark (27 morti) e in una decina di grandi città
americane. A Detroit: 1300 incendi,36 morti,2000 feriti,3500 arrestati.
Sono mobilitati per ristabilire l'ordine 16700 poliziotti e soldati.
I dati della miseria negra ,sono ormai largamente noti, ma
non è altrettanto noto che si fanno più impressionanti col passare dei
mesi. Negli slums un negro su tre guadagna meno del necessario per una
pura sussistenza.
Nel 1966 14.000 bambini, prevalentemente negri, sono stati, uccisi o
mutilati dai topi.
La disoccupazione dei negri giovani arriva al 36% a Philadelphia, 33% ad
Harlem, 34% al Bedford-Stuyves, 45% a New-Orlenas, al 47% a S Antonio.
Nei ghetti urbani il reddito pro capite degli anni sessanta, anni di
espansione ininterrotta, è diminuito.
Tredici anni dopo la "storica" sentenza della corte suprema contro la
segregazione nelle scuole,non più del 13% degli scolari negri del Sud
frequenta scuole integrate.
Negli ultimi anni un milione di negri ha lasciato le campagne del sud,
dove la concentrazione e la meccanizzazione delle aziende e l'uso dei
prodotti chimici hanno semp1icemente cancellato il loro 1avoro.
Nel delta del Mississipi molti agrari offrono il viaggio gratis ai negri
disposti ad abbandonare la regione.
Inchieste del tutto attendibili, svolte nella primavera-
estate del 1967, nel Mississipi, hanno accertato che in alcune contee del
delta le autorità bianche rifiutano di distribuire ai negri i cereali e i
legumi elargiti gratuitamente dal Governo federale, e tale rifiuto è per
indurre i negri ad emigrare per fame.
Condizioni di fame vera e propria, fame in senso tecnico e medico, sono
state accertate al di là di ogni dubbio fra i negri, soprattutto fra i
bambini di numerose zone del Mississipi.
Le condizioni, nelle quali gli emigrati vanno a vivere, sono quelle,
spesso orride, che le sole parole slum e ghetto bastano a descrivere.
La miseria da cui i negri sono oppressi è tale da non poter essere vinta
senza prove durissime.
(Da "La rivoluzione negra negli U.S.A."
di Antonio Massimo Calderazzi).
MARTIN LUTHER KING
"Mi sia permesso dire una parola a quelli di voi che sono vittime del
funesto sistema della segregazione razziale. Voi dovete continuare a
lottare appassionatamente e vigorosamente per i vostri diritti, che vi
vengono da Dio e dalla Costituzione: sarebbe vile e insieme immorale per
voi accettare pazientemente l'ingiustizia. Voi non potete, in buona
coscienza, vendere la vostra primogenitura di libertà. per un piatto di
minestra segregata. Con ogni grammo della nostra energia dobbiamo
continuare a liberare questa nazione dall'incubo della segregazione; ma,
nel fare questo, non dobbiamo rinunciare al nostro privilegio e al nostro
dovere di amare. Pur aborrendo la segregazione dobbiamo amare i
segregazionisti: questa è l'unica via per creare la comunità tanto
desiderata.
Ai nostri più accaniti oppositori noi diciamo:
- Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze, con.la
nostra capacità di sopportare le sofferenze; Andremo incontro alla vostra
forza fisica con la nostra forza d'animo.
Fateci quel che volete, e noi continueremo ad amarvi.
Noi non possiamo in buona coscienza obbedire alle vostre leggi ingiuste,
perché la non-cooperazione col male è un
obbligo morale.
Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora.
Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi
ameremo ancora.
Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case, nell'ora di
mezzanotte, batteteci e lasciateci mezzi morti,
e noi vi ameremo ancora.
Ma siate sicuri che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un
giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo
talmente appello al vostro cuore e alla vostra coscienza che alla lunga
conquisteremo voi, e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. -
L'amore è il potere più duraturo che ci sia al mondo. Questa forza
creativa, così splendidamente significata nella vita di Gesù Cristo, è il
più potente strumento disponibile nell'umana ricerca della pace e della
sicurezza.
Il cristianesimo ripudia il razzismo il pregiudizio razziale è un
clamoroso rifiuto dell'unità che noi abbiamo in Cristo, perché nel Cristo
non vi è giudeo né gentile, schiavo né libero, negro né bianco.
Ad onta delle nobili affermazioni del cristianesimo, la Chiesa è spesso
rimasta indietro nell'interesse per la giustizia sociale e troppo spesso
si è contentata di declamare pie frivolezze e sante trivialità. Spesso è
stata così assorbita da un bene futuro lassù da dimenticare i mali
presenti 'quaggiù' Eppure la Chiesa è chiamata ad applicare il Vangelo di
Gesù Cristo,alla situazione sociale. Noi dobbiamo arrivare a comprendere
che il Vangelo cristiano è una strada a doppia corsia: da una parte, esso
cerca li mutare le anime degli uomini e in tal modo unirli a Dio,
dall'altra, cerca di mutare le condizioni ambientali degli uomini così che
l'anima, una volta mutata, abbia una possibilità. Ogni religione che
professa di interessarsi delle anime degli uomini, ma non si preoccupa
delle condizioni economiche che li strangolano né delle condizioni sociali
che li paralizzano, è della specie che il marxista descrive come "oppio
per il popolo".
L'onestà ci costringe anche ad ammettere che la Chiesa non è stata fedele
alla sua missione sociale nella questione della giustizia razziale. In
questo campo, essa è venuta meno al Cristo miseramente. Questo fallimento
è dovuto non solo al fatto che la Chiesa è stata sconcertantemente
silenziosa e disastrosamente indifferente nel campo delle relazioni
razziali, ma anche più al fatto che essa ha preso spesso parte attiva nel
formare e cristallizzare gli schemi del sistema di razza e di casta. Il
colonialismo non si sarebbe potuto perpetuare, se la Chiesa cristiana
avesse realmente preso posizione contro di esso. Uno dei principali
sostenitori del perverso sistema dell'apartheid nel Sud-Africa oggi è la
Chiesa protestante riformata olandese. In America, la schiavitù non
sarebbe potuta esistere per quasi duecentocinquanta anni, se la Chiesa non
l'avesse sanzionata, né potrebbero oggi
esistere la segregazione e la discriminazione se la Chiesa cristiana non
vi si fosse associata, col suo silenzio e spesso con la parola. Noi
dobbiamo riconoscere il fatto vergognoso che la Chiesa è la più razzista
fra le maggiori istituzioni nella società americana, e che l'ora più
"segregata" della settimana sono le undici della domenica mattina.
Il giudizio di Dio è sulla Chiesa. La Chiesa ha nella propria anima una
scissura che deve sanare. Sarà una delle tragedie della storia, se gli
storici futuri dovranno registrare che, in pieno ventesimo secolo,la
Chiesa era uno dei maggiori baluardi della supremazia bianca.
Ambedue i brani precedenti sono tratti da "La forza di amare" di Martin
Luther King.
Da anni io sento la parola "aspettate". Essa suona alle orecchie di ogni
negro con una frequenza assillante.
Noi abbiamo aspettato per più di 340 anni i nostri diritti naturali
costituzionali. Le nazioni d'Asia e d'Africa marciano a gran velocità
verso l'indipendenza politica, mentre noi strisciamo ancora verso la
libertà di ottenere una tazza di caffè in un albergo. Forse è facile a
coloro che non hanno mai sentito le frecce aguzze della segregazione dire
"Aspettate". Ma quando avete visto un popolaccio vizioso linciare a
volontà le vostre madri e i vostri padri, affogare secondo la sua fantasia
i vostri fratelli e le vostre sorelle; quando avete visto dei poliziotti
pieni di un odio maledetto colpire e persino uccidere impunemente i vostri
fratelli e sorelle negre; quando continuate a vedere la grande maggioranza
dei vostri venti milioni di fratelli negri soffocare nella prigione della
povertà in mezzo ad una società opulenta; quando sentite la vostra lingua
torcersi bruscamente se cercate di spiegare alla vostra figlia di sei anni
perché non può andare al parco dei divertimenti, di cui ha appena visto la
pubblicità alla televisione, e vedete spuntare le sue lacrime quando essa
sente che il parco dei di divertimenti è chiuso ai bambini di colore, e
scorgete le nuvole minacciose del sentimento di inferiorità cominciare a
formarsi nel suo piccolo campo mentale, e deformare la sua personalità,
sviluppando inconsciamente dell'amarezza nei riguardi dei bianchi; quando
dovete trovare una risposta per vostro figlio che vi chiede: Papà, perché
i bianchi trattano con tanta cattiveria la gente di colore?; quando,
attraversando il paese in macchina, siete costretti a dormire, notte dopo
notte, nella vostra macchina perché nessuno hotel vi accetta; quando siete
umiliati, giorno dopo giorno, da cartelli aggressivi "bianchi e neri";
quando vi perseguita e vi tormenta notte e giorno il fatto di essere
negro, non sapendo mai cosa vi attende; quando siete avvelenati dalle
paure interiori e dai risentimenti esterni; quando lottate tutti i giorni
contro un sentimento che vi stordisce e che vi induce a pensare "io non
sono nessuno": allora voi comprendete perché noi troviamo così difficile
aspettare.
Arriva un momento in cui il calice della sopportazione trabocca e gli
uomini non accettano per molto altro tempo di essere affogati in un abisso
di ingiustizie dove risentono la freddezza di una disperazione corrosiva.
Io spero, signori, che voi comprendiate la nostra impazienza legittima e
inevitabile.
Da "La rivoluzione negra"
di Martin Luter King.
MARTIN LUTHER KING non è l'unico leader negro che abbia pagato con la vita
il prezzo della liberazione.
Nel 1965, a New York, fu assassinato MALCOM X.
Egli aveva fondato l'organizzazione della unità afro-americana.
No, io non sono un americano, io sono uno dei 22 milioni di uomini neri
che sono vittime dell'americanismo. Uno dei 22 milioni di uomini neri
vittime della cosiddetta democrazia, che poi non è altro che ipocrisia
mascherata.
Per questo io vi parlo qui non come americano, o come patriota...
Io vi parlo come vittima del sistema americano.
E io vedo l'America attraverso gli occhi della vittima.
Non vedo nessun sogno americano: vedo un incubo americano...
Quando sarò morto vedrete che la stampa dei bianchi mi identificherà con
"l' odio".
Vedrete. Mi appiccicheranno, se va bene, l'etichetta di negro
"irresponsabile". Riguardo a questa accusa, ho sempre pensato che il
leader negro, che i bianchi giudicano "responsabile" è sempre quello che
non riesce ad ottenere nulla. Per ottenere qualcosa in quanto negro,
bisogna essere considerati "irresponsabili" dai :bianchi. Questo è un
principio che avevo imparato sin da bambino e poiché sono stato in qualche
modo anch'io un leader dei negri, qui, in questa società razzista di
America, mi sono sentito riconfortato tutte le volte che i bianchi mi
resistevano o mi attaccavano con maggiore violenza, perché in ogni caso
ciò mi faceva sentire più sicuro di essere schierato in difesa degli
interessi del negro americano. L'opposizione dei razzisti mi faceva
automaticamente sapere che avevo fatto qualcosa di valido peri negri.
Sì, è vero, ho amato il mio ruolo di "demagogo".
So benissimo che spesso la società ha ucciso coloro che avevano
contribuito a cambiarla,e se mi sarà dato di morire dopo aver portato una
luce, aver rivelato qualche importante verità che valga a distruggere il
cancro razzista che divora il corpo dell'America, ebbene, tutto ciò sarà
dovuto a Dio. Miei rimarranno solo gli errori.
Credo che ora Dio stia concedendo alla cosiddetta società bianca cristiana
l'ultima occasione di pentirsi ed espiare i suoi delitti :avere sfruttato
e reso schiavi i popoli di colore di tutto il mondo. È proprio come quando
Dio diede al faraone la possibilità di pentirsi, ma questi rimase fermo
nel suo rifiuto di fare giustizia in favore del popolo ebraico che aveva
oppresso, e, come sapete, Dio distrusse il faraone.
Malcom X e Luther King sono morti ma il movimento negro continua la sua
lotta.
Nel ghetto negro di Milwaukee, nel Wisconsin, c'è la Parrocchia cattolica
di S. Bonifacio.
Il vice-parroco, P. James Groppi, è un bianco.
Egli condivide la povertà ed i problemi del suo popolo. Vive con i giovani
negri nella "Casa della Libertà" dove opera la Sezione del Youth Council,
il movimento giovanile dell'associazione per il progresso della gente di
colore.
Per contrastare la crescente violenza bianca contro le dimostrazioni
antirazziste, P. Groppi ha organizzato gruppi di autodifesa.
"In questa lotta io ritengo che ci sono bianchi che sono negri e negri,
del ceto medio, che sono bianchi. Io penso di essere negro. Qui i bianchi
(antirazzisti) sono stati tutti incriminati dalla giustizia. Sono stati
colpiti dai gas della polizia. imprigionati e bastonati con noi. Il negro
ha diritto di definire le tattiche, ma noi qui diamo il benvenuto ai
bianchi, seguendo il giudizio di Malcom X".
"Non so se una rivoluzione non violenta, sia di fatto realistica negli
Stati Uniti. Del resto essa non è mai stata sperimentata se non in
situazioni particolari.
Con Malcom X, credo nella necessità assoluta dell'autodifesa".
"Molti ecclesiastici non intervengono nella lotta per i diritti civili a
causa dell'erronea educazione ricevuta come cattolici.
Noi abbiamo identificato la santità con l'accoglimento magico dei
sacramenti. Ancora adesso ci viene predicato il non-intervento.
Spesso, però, quello che noi chiamiamo prudenza, è vigliaccheria.
Il Vangelo di Gesù Cristo è, per me, una dottrina tanto radicale e
rivoluzionaria quanto qualsiasi altra si trova in giro.
La Chiesa dovrebbe essere la prima organizzazione in America nella lotta
per i diritti civili, avendo un leader come Gesù. Ad ogni modo, tutto il
problema del razzismo si riduce a questo: se la Chiesa avesse realmente
adempiuto al suo dovere, il fenomeno del razzismo sarebbe scomparso già
tanto tempo fa".
(da un'inchiesta della rivista Rampart,
pubblicata da "Settegiorni").
~ P. Groppi è stato arrestato sei volte durante tre anni di lotta per i
diritti civili, sostenuta dalla Comunità negra di Milwauukee.
Il 12 settembre 1967, nel corso di una dimostrazione, negri e bianchi
hanno impegnato una dura battaglia. Più di 50 dimostranti sono stati
arrestati.
In quella occasione, oltre un centinaio di cattolici razzisti si sono
presentati all'Arcivescovo di Milwaukee, Monsignor William Cousius,
chiedendo la destituzione di p. Groppi.
L'Arcivescovo ha rifiutato decisamente di intervenire ed ha scritto un
articolo sul giornale della diocesi.
"Troppe persone, egli ha detto, si sono fuorviate in una campagna di odio
contro un uomo, mentre i problemi dei negri rimangono irrisolti. Questa
gente si preoccupa a tal punto dell'attività di p. Groppi, da perdere di
vista la causa per la quale egli si batte e che è la causa della libertà e
della dignità dell'uomo.
In quanto cristiani, conclude Monsignor Cousius, noi difendiamo la stessa
giusta causa.
(Da Information Catholiques Internationales)
Stokeley Carmichael è stato capo del "Comitato di coordinamento degli
studenti non-violenti (organizzazione presieduta adesso da Rap Brown).
Attualmente è il più noto esponente del "Potere Nero", l'ala del movimento
negro che propone la linea di lotta più decisa contro la società bianca
americana ed il suo attuale governo.
Le posizioni di Potere nero attualmente differiscono molto, come
impostazione ideologica, da quelle del movimento diretto da Martin Luther
King, anche se ultimamente, in certe lotte contingenti, era stata trovata
una base d'intesa temporanea.
Da qualche tempo Carmichael ha attivamente propagandato per tutto il mondo
i termini del prob1ema dei negri d'America e gli obiettivi della loro
lotta, ricercando un collegamento sempre più concreto con gli altri
movimenti di liberazione nel resto del mondo.
La parola d'ordine "Potere Nero" è sorta perché gli afroasiatici negli
Stati Uniti si convinsero che, sino al 1966, quelli che stavano dirigendo
la lotta non puntavano al potere ma ad altre cose trascurabili: amore,
non-violenza, pace,mentre è norma politica che quando si vogliono operare
profondi cambiamenti, non è questione né d'amore, né di non-violenza, né
'di moralità. Ciò di cui si ha bisogno è il potere. Poiché già si è
compreso perfettamente che il potere è ciò che necessita alle masse degli
Stati Uniti se vogliono ottenere la loro liberazione, noi esigiamo il
Potere Nero.
In realtà, avendo vissuto negli Stati Uniti per 400 anni, gli
afroamericani conoscono perfettamente quanto profondo è il razzismo negli
Stati Uniti. Al contrario di molta gente del terzo mondo, che vive fuori
del Nord America, e non ha possibilità di conoscere questo razzismo, noi
abbiamo vissuto lì per quattro secoli, e abbiamo sperimentato la
profondità del razzismo, per cui dobbiamo condurre una lotta su due
fronti: contro il razzismo e contro lo sfruttamento, le componenti del
sistema capitalistico.
......le potenze imperialistiche violarono il continente africano in una
forma tanto codarda, strappandoci all'Africa e disperdendoci per tutto il
mondo; staccandoci dalla nostra patria; separandoci dalle nostre madri e
dai nostri padri, dividendo le nostre famiglie; privandoci della nostra
cultura, del nostro idioma; togliendoci la nostra eredità; e spogliando ci
della nostra dignità. E ora stiamo cominciando a comprendere sempre più
che - diversamente da altri popoli che hanno una terra o un paese per cui
combattere - per noi, per la nostra razza, il Potere Nero dovrà diventare
in un certo senso una specie di nazionalità e perciò il nostro colore
diventerà la nostra patria.
(da un articolo di Stokeley Carmichael apparso nella rivista "Tricontinentale"
riportato da "Problemi del Socialismo").
L'uomo bianco ha imposto la sua cultura dovunque è andato, dovunque. Se
infatti Africani, cinesi, indiani, vengono in Inghilterra, essi devono
accettare i modelli culturali e le istituzioni bianche del popolo inglese.
E perché quando l'uomo bianco va in un altro paese, invece di adottare i
modelli culturali e le istituzioni di quei popoli, impone i suoi agli
altri?
L'uomo bianco ha imposto sempre il suo razzismo. Ha imposto la sua cultura
a tutti in tutto il mondo. Ha imposto un criterio della bellezza nel
mondo. La bellezza è bianca, almeno così dicono i bianchi. Quando c'è una
donna bianca, i capelli lisci, il naso stretto e le labbra sottili, questa
allora è la bellezza, e tutte le donne del mondo fanno del loro meglio per
imitarla e nello stesso tempo distruggono la loro bellezza. Mi colpì il
fatto che le giapponesi, anche se molto belle si sottoponevano ad
operazioni per arrotondare i loro occhi.
Non è disgustoso? Ogni giorno nel mondo le donne nere distruggono la
bellezza dei loro capelli mettendoci dentro quelle forbici roventi per
renderli simili a quelli delle donne bianche. Disgustoso! E questa nausea
viene dal fatto che l'uomo bianco pensa che solo lui ha il diritto di
imporre un criterio dì bellezza. Tutto ciò dobbiamo cominciare a dirlo nel
mondo, noi negri d'America o d'Africa, noi cinesi o indiani.
Siamo fatti secondo un criterio: la trama dei nostri capelli, la larghezza
delle nostre narici, lo spessore delle nostre labbra. Siamo fatti così,
questo è il nostro colore. Siamo belli come siamo. Fino a quando non
cominceremo a capire queste cose, non ci sarà possibile riconoscere la
nostra battaglia. Non possiamo imitare l'occidente. Bisogna creare una
nuova società per i nostri popoli dovunque si trovino. Non possiamo
imitare l'occidente. Imitare l'occidente significa far cadere bombe
atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Imitare l'occidente significa invadere Aden, la Malaysia, il Vietnam e
tutto il mondo. Non possiamo imitare l'occidente.
(da un discorso di Stokeley Carmichael riportato da
"La Sinistra" sett. 1967 )
Noi istintivamente ci alleiamo con i popoli del Terzo Mondo perché ci
consideriamo, e in realtà siamo una colonia dentro gli stessi Stati Uniti,
allo stesso modo che i popoli del Terzo mondo sono colonie fuori degli
Stati Uniti. La stessa struttura di potere, che sfrutta e opprime quei
popoli, sfrutta e opprime noi afro-americani. Dobbiamo unirci per
sconfiggere il nemico, perché non stiamo lottando contro un capitalismo
isolato, stiamo lottando contro il capitalismo internazionale; e come le
potenze imperialistiche del mondo hanno internazionalizzato il loro
sistema, così noi dobbiamo internazionalizzare il nostro affinché la
nostra lotta sia una lotta internazionale. Quindi ciò che dobbiamo fare
come popoli del Terzo Mondo oggi è cominciare ad unirci. Ciò che
l'Occidente fece fu di usare il nostro colore per opprimerci e
sopprimerci. Ciò che dobbiamo fare noi è usare il nostro colore per unirci
e fermare questa oppressione.
Nel Ghana avete indiani che combattono i neri. In Malaysia avete i cinesi
che combattono gli indiani. Nelle Indie Occidentali avete i cinesi che
combattono indiani e neri. In Africa avete tutti che combattono contro
tutti e l'uomo bianco seduto al di sopra con un sigaro in bocca.
Noi non possiamo più accettare le divisioni che l'uomo bianco ha seminato
tra noi dalle isole Figi ai Caraibi. Noi non potremo più a lungo
accettarle. Se non abbiamo una cultura comune, se non abbiamo ideali
comuni, abbiamo lo stesso comune nemico.
Noi dobbiamo unirci di nuovo e portare avanti l'umanità.
Ciò non è stato fatto per troppo tempo. Noi dobbiamo cominciare ad unirci.
Non possiamo permettere che differenze ci tengano divisi. È su di esse che
l'uomo bianco ha giocato.
Noi dobbiamo cominciare a capire che le lotte del Vietnam, di Aden, le
lotte dei neri negli U.S.A., le lotte degli africani, dei cinesi, dei
latino americani, sono le nostre lotte e noi ne facciamo parte.
Dobbiamo far capire all'occidente quando fa cadere una bomba sul Vietnam
che, se non abbiamo le bombe, noi bruceremo le sue fabbriche dovunque esse
siano.
Dobbiamo forgiare una tale unità dal Terzo Mondo, una tale organizzazione
così unita da fargli capire che non gli sarà possibile opprimere nessuno,
in nessun posto.....
Dobbiamo diventare una forza reale, politica, fino a mettere in ginocchio
la società occidentale, dare loro il giusto posto come ad ogni altro uomo.
Fino a quando non faremo questo saremo perduti.
(op. cit.)
Pochi giorni prima di morire Martin Luther King scriveva queste parole
profetiche, che hanno trovato una. tragica conferma nei fatti che in
questi giorni stanno accadendo in America.
"È giunto il tempo per un ritorno alla non-violenza di
massa. In conseguenza, abbiamo in progetto una seri,e di dimostrazioni cui
prenderanno parte negri e bianchi allo scopo di ricercare un vantaggio per
i poveri delle due razze...
"Noi crediamo che se questa campagna riuscirà, la non-violenza diverrà
ancora una volta lo strumento dominante per arrivare ad un, mutamento
sociale e un posto di lavoro e un reddito ci saranno anche per i
tormentati poveri. Se fallirà, la non-violenza riuscirà screditata e può
darsi che il Paese venga gettato nell'olocausto, una tragedia resa ancor
più grave dalla consapevolezza che era evitabile....
"Credo che siamo giunti al punto in cui non vi è più possibilità di
scegliere tra non-violenza o i disordini. Si deve avere una massiccia
non-violenza o i disordini. Il malcontento è così profondo, la collera
così diffusa, la disperazione, il disagio così estesi, che qualcosa si
deve fare che possa rappresentare una via attraverso cui tutti questi
sentimenti possano trovare uno sbocco ....
"Io sono per la non-violenza in modo assoluto. Non sono disposto ad
uccidere nessuno, nel Vietnam o qui. E anche se questa estate la protesta
non violenta dovesse, fallire continuerò a sostenerla e ad insegnarla....
"L'America sta raccogliendo i frutti per avere negato il diritto
all'istruzione per generazioni alla sua popolazione negra e per averla
sfruttata economicamente. Ora, a quasi un secolo dalla fine della
schiavitù, troviamo l'eredità dell'oppressione e del razzismo erompere
nelle nostre città, come una lava vulcanica fatta di amarezza e di
frustrazione che cola lungo le nostre strade.
"Gli Americani neri sono stati pazienti e forze potrebbero continuare ad
esserlo se gli fosse consentito di sperare ancora un poco. Ma ovunque "il
tempo sta giungendo al suo termine", come dicono lo parole di uno dei
nostri spirituals.
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