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DOMENICA IV DI AVVENTO 24 DICEMBRE 1967


È molto importante meditare il messaggio di Giovanni Battista.
Egli grida per le piazze e le strade della Palestina:
"preparate nel deserto la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni valle sarà colmata, ogni monte, ogni colle sarà  abbassato; le vie tortuose diverranno diritte, le vie scabrose: piane"
Queste parole di Giovanni sono parole simboliche.
Deserto, valli, monti, tortuosità... vogliono significare le nostre imperfezioni, il nostro egoismo e i nostri peccati.

Bisogna cambiare. Ma che cosa si deve cambiare, che cosa si deve fare?

Prima di tutto bisogna sapere dove sta il male in noi e nella società. Veder chiaro in noi e nella nostra società è molto importante.
Come quando si deve fare una strada, la prima cosa è il progetto degli ostacoli da togliere di mezzo...
Altrimenti si rischia di lavorare invano.
Per sapere dove sta il male, il vero male, in noi e nella società bisogna guardare Gesù.
Qual 'è la missione di Gesù? Quale la missione del Salvatore a cui si deve preparare la strada?
Si apre il vangelo e si legge. Gesù dice: io sono mandato per annunziare la buona novella ai poveri; il Padre mi ha inviato a guarire i cuori sfiduciati; ad annunziare ai prigionieri la libertà; a restituire ai ciechi la vista; a render liberi gli oppressi".

Siamo in linea con questa missione di Gesù?
Oppure ci sono valli da colmare, monti da abbattere, tortuosità da raddrizzare?
Venendo, il Signore trova in noi un cuore, delle labbra e delle mani pronte ad annunziare la buona novella ai poveri?
Anche delle mani perché i poveri non possono contentarsi della buona novella delle parole. Non si sfamano con le sole parole.
Venendo dunque, il Signore trova in noi cuore, labbra e mani pronte ad annunziare la buona novella ai poveri?
Forse no, perché la nostra società, quella società che noi teniamo in piedi, è fatta in modo tale da arricchire sempre di più i ricchi e da impoverire sempre di più i poveri. Questa non è una nostra affermazione, lo ha affermato il Papa, come lo dicono tutte le statistiche e le inchieste.
Esiste un organismo dell'ONU che si occupa del problema della fame  nel mondo. Questo organismo si chiama FAO. Ne avrete sentito parlare. Ebbene, a conclusione di uno studio approfondito tale organismo ha concluso con un rapporto in cui si afferma chiaramente che il 1970 sarà l'anno della fame.

.Altro che annunziare ai poveri la buona novella! Si annunzia loro la fame! Una fame sempre più brutta e diffusa.
Ecco un monte da abbattere. La fame, la miseria che è conseguenza del nostro egoismo. Quelli che stanno bene, stanno sempre meglio; quelli che stanno male, stanno sempre peggio.

La missione di Gesù è anche quella di guarire i cuori sfiduciati, rendere la libertà ai prigionieri, rendere liberi gli oppressi. Siamo in linea con questa missione?

Assistiamo proprio in questi tempi a un terribile aggravamento dell'oppressione da parte dei popoli forti e potenti contro i popoli più deboli. E i popoli forti, i popoli aggressori sono soprattutto quelli composti da cristiani

Ecco il male che è in noi e nella nostra società.
Bisogna riconoscerlo, confessarlo apertamente, prenderne coscienza. Questo è il primo passo per preparare la via al Salvatore.
Non si può combattere il male che è in noi e nella società, se prima non si conosce e non si confessa.
Un tempo quando si parlava di peccato si intendeva soltanto il peccato individuale. Oggi si è capito che il peccato più grave è l'egoismo. Chi è responsabile della fame che c'è nel mondo?
Nessuno si sente colpevole, nessuno si confessa di questo peccato. Allora la colpa è della Provvidenza di Dio. Ma questa è una bestemmia! Chi è colpevole dell'oppressione dei popoli del terzo mondo? Di nuovo nessuno si sente colpevole. Allora la colpa è di Dio.
Noi cristiani bisogna dare l'esempio. Bisogna incominciare a confessare la nostra colpevolezza. Siamo peccatori proprio in queste cose.
Ecco perché abbiamo preso l'iniziativa della Veglia di penitenza la notte di Natale. Per prepararci a ricevere il Salvatore con una confessione pubblica di peccato. Per rispondere all'invito di Giovanni Battista.
Certo c'è sempre chi è pronto a dare una cattiva interpretazione.
Sono le persone che non hanno il senso del Vangelo e che hanno grossi interessi da difendere. Hanno detto che la nostra veglia di penitenza della notte di natale è una iniziativa politica. Voi sapete che non è vero e ne siete giustamente offesi. Voi sapete che si tratta di un gesto religioso; si tratta di annunziare ai poveri la buona novella, si tratta di guarire i cuori sfiduciati, di rendere liberi gli oppressi per prepararci a ricevere il Salvatore che viene.
Dunque questa sera alla mezzanotte precisa inizierà la veglia
di penitenza in preparazione alla Messa. Dopo la veglia ci sarà la celebrazione della Messa.
 

   
        
   


VIETNAM - VILLAGGIO DI HAI THANH, 8 APRILE 1967

Il 14 marzo gli aerei americani sono venuti a bombardarci. Una bomba è esplosa proprio sulla casa di mio zio. Mio zio e sua moglie, incinta di quattro mesi, sono stati uccisi sul coLpo. Il loro bambino.di dieci anni è rimasto sepolto sotto le macerie, ma ha potuto essere rianimato. Un'altra bomba è caduta sulla mia casa.
Mia nonna di 94 anni è morta sul colpo. Anche io, come vedete, sono stato gravemente ferito. Questo bambino che vedete è mio nipote.
Era con me. E' stato gravemente ferito; ha avuto la perforazione dell'intestino.

Dopo tutti questi bombardamenti, questi bambini, dei qua li mi occupo io, non hanno ancora ritrovato il loro equilibrio: si svegliano la notte urlando di paura.

Sono cattolico e profondamente credente.

Mi hanno detto che state facendo un'inchiesta. vi chiedo con insistenza di denunciare questi crimini. Vi chiedo di fare in modo che ci venga resa giustizia.

Questa testimonianza e le altre che leggeremo, fanno parte della documentazione raccolta dal Tribunale Russel.


Russel ha 95 anni. E' inglese. Viene riconosciuto come uno dei più grandi matematici e filosofi del nostro tempo. Nel 1918 venne condannato a sei mesi di carcere per un articolo in favore del pacifismo.
Anticomunista nel periodo dello stalinismo, difende oggi con i suoi scritti i popoli del terzo mondo.
E' il principale promotore del Tribunale internazionale, istituito per giudicare i crimini commessi dagli americani nel Vietnam.
I bombardamenti contro scuole, chiese, ospedali, villaggi, quartieri cittadini, dighe, l'uso di bombe al napalm, al fosforo e antiuomo, sono la prova evidente della volontà di distruggere l'uomo, di distruggere un popolo.

--"Il .villaggio di Hai Thanh dall' inizio dei bombardamenti aerei americani sul Vietnam del Nord ha subito 152 incursioni, 21 delle quali si sono particolarmente accanite contro le barche da pesca.
Si tratta di un minuscolo borgo di pescatori, di circa 10.000 abitanti,la cui attività è solo in parte agricola, ma prevalentemente rivolta alla pesca. Su questo paesino di pescatori sono state sganciate 1620 bombe, 650 spezzoni, 12 missili; inoltre esso è stato mitragliato 41 volte. Le abitazioni incendiate furono 162 e 644 quelle colpite dalle bombe, 18 giunche furono totalmente distrutte e76 danneggiate. I morti furono una novantina, dei quali 7 bruciati, mentre 14 uomini sono spariti in mare, rapiti, a quanto sembra da navi straniere. Sono stati uccisi 11 bambini di meno di 11 anni
e 5 neonati. Ora questo paesino, che nella sua maggioranza è cattolico si trova sul golfo del Tonkino lontanissimo dalla strada principale, lontano da ogni obbiettivo che possa essere almeno all'apparenza considerato militare".

(dal rapporto Behar)


--"Nel villaggio di Thuy Dan l'unico edificio colpito nell'incursione del 21 ottobre 1966 fu la scuola, nella quale una insegnante di 26 anni e 30 dei suoi scolari furono uccisi. Bruciarono tutti vivi nel luogo dove era la scuola".

(dal Rapporto di JOHN GERASSI, membro della I Commissione di Inchiesta del Tribunale Russell)

Alle testimonianze sull'uso di armi da genocidio, di bombardamenti su obbiettivi civili, di violenza indiscriminata contro gli inermi, si aggiungono le testimonianze agghiaccianti di alcuni soldati americani che hanno combattuto nel Vietnam del Sud.
Essi con le loro deposizioni dinanzi al Tribunale internazionale fanno tornare netti alla nostra mente i sistemi di tortura, le deportazioni e le rappresaglie compiute dal Nazifascismo in Europa.
Oggi come allora pochi voglionO: rendersi conto di ciò che accade, oggi come allora ci rendiamo così complici di questi delitti.

DAL VANGELO DI MATTEO

Il Governatore era solito, per la festa di Pasqua, concedere al popolo la libertà per un condannato, a loro richiesta.
Egli aveva allora in carcere un detenuto famoso, detto Barabba. Pilato domandò a coloro che erano radunati: "Chi volete che vi liberi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?". Sapeva infatti che solo per invidia gli avevano consegnato Gesù.
Ma i Gran sacerdoti e gli anziani persuasero il popolo a chiedEre Barabba e a far morire Gesù.
Di nuovo il Governatore domandò: "Chi dei due volete che vi mandi libero?".
Risposero: "Barabba!".
Pilato disse loro: "Che devo dunque fare di Gesù, chiamato il Cristo?".
Risposero tutti: "Sia crocifisso!".
Replicò loro il Governatore: "Ma che male ha fatto?".
Quelli però gridavano sempre più forte: "Sia crocifisso!".
Or, Pilato, vedendo che non otteneva nulla, anzi che il tumulto si faceva maggiore, prese dell'acqua e si lavò le mani, dinanzi al popolo, dicendo: "lo sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi!".
E tutto il popolo rispose: "Il sangue suo cada su noi e sui nostri figli!".
Allora lasciò ad essi in libertà Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò nelle loro mani, perché fosse crocifisso.

{dal vangelo di Matteo, 27)

Di fronte alla oppressione, alla ingiustizia e alla violenza contro i poveri, spesso ci si comporta come Pilato.

Ci si lava le mani! Si trovano mille scuse per giustificare il proprio disimpegno.

E alla fine, come Pilato, si consegna il Cristo nelle mani dei potenti, perché venga crocifisso; (s'intende il Cristo che è presente nei poveri, negli affamati, negli assetati di giustizia).

"Io sono innocente del sangue di questo giusto, pensateci voi".

Questo il discorso di Pilato; il nostro discorso spesso è uguale: "La religione non c'entra con la politica, siamo innocenti del sangue dei poveri, pensateci voi!"

In questo modo facciamo la politica di Pilato, la politica più egoista e più pericolosa, perché mascherata.

Gesù Cristo non si è comportato così. Egli ha preso su di sé la sorte dei poveri e degli oppressi, con tale intensità, con tanta chiarezza e coraggio, da esporsi all' accusa di fare politica e di incitare alla rivolta.

Dice il vangelo che i capi degli ebrei consegnarono Gesù aPi= lato con questa accusa: "Abbiamo trovato costui che incitava la nostra gente alla rivolta; egli solleva il popolo insegnando per tutta la Palestina".

Alcune comunità cristiane sentono l'urgenza e l'impegno di somigliare a Gesù.

Presentiamo alcune testimonianze di comunità come queste, attraverso le parole dei loro rappresentanti.

TESTI~10NIANZA DI 168 SACERDOTI E SEMINARISTI DELLA
UNIVERSITÀ TEOLOGICA GREGORIANA DI ROMA

Il 24 maggio 1967 è stata consegnata all'ambasciatore statunitense a Roma una lettera-massaggio al presidente degli,Stati Uniti, da parte di 168 sacerdoti-professori e seminaristi-studenti, dalla più importante università teologica cattolica di Roma. Questa testimonianza è tanto più significativa in quanto i firmatari sono personalità di rilievo nella chiesa cattolica e in quanto rappresentano ben dodici paesi: Italia, Canada, Brasile, Argentina, Portogallo, Mozambico, Colombia, Spagna, Messico Stati Uniti, Francia, Be1gio. Il documento è ampio, ne riportiamo solo poche frasi.

"Signor Presidente, la gravità dell'ora, l'incombente pericolo di una guerra atomica e l'estendersi sempre più drammatico del conflitto vietnamita, ci inducono a rivolgerci a Lei per esprimere...la nostra angoscia per questo crescendo di barbara violenza, che ci sembra essere contrario al cuore stesso della parola di Dio e alla voce della sua Chiesa...
Oggi noi ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, perché pensiamo che l'autorità della sua posizione, quale capo della nazione americana, la renda particolarmente responsabile degli sviluppi futuri della situazione. Ci rivolgiamo a Lei perché temiamo che una sua mancata iniziativa concreta di pace possa fare di Lei, "l'uomo della terza guerra mondiale"...
Ci siamo rivolti a Lei in particolare, e non ad altri responsabili della guerra attuale, perché ella, come fratello nella stessa fede cristiana, può capire quali speciali obblighi derivino per lei, come per noi, dall'impegno cristiano.
In questo senso. citiamo le parole di monsignor Rhodhain, vescovo francese e presidente dell'associazione "Charitas internationalis":
- Ogni volta che una squadra aerea pilotata da cristiani bianchi distrugge un villaggio dell'Asia con le sue donne e i suoi bambini, nello stesso momento questa squadra cancella in oriente una per una le più belle frasi dei documenti del concilio -.
Nei soldati americani che gettano bombe, i popoli poveri dell'oriente asiatico vedono l'occidente ricco, potente e cristiano che invece di avvicinarli con una parola e un'azione di solidarietà e di pace, li attacca con le armi più micidiali e con le oppressioni più violente
Non si difende la civiltà, e a maggior ragione una civiltà che voglia dirsi cristiana, a colpi di cannone e di bombe.
...Come testimoni del Padre ed eredi delle promesse di Cristo abbiamo il dovere di farci interpreti del grido dei poveri che dal Vietnam accusano coloro che li uccidono e che in loro uccidono il Figlio di Dio: "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno".
Le parole pronunziate da Cristo per i suoi uccisori sono oggi ripetute dal Cristo che è presente nei piccoli, nei poveri, e negli inermi, che nel Vietnam ogni giorno perdono la vita..." ...

TESTIMONIANZA DI MARTIN LUTHER KING

Martin Luther King è pastore evangelico battista.
È negro, ed è uno dei più famosi capi del,movimento per la emancipazione della gente di colore negli Stati Uniti.
Premio Nobel pace, sostiene il metodo della non-violenza.
Ha avuto finora una posizione assai moderata
Il 5 aprile 1967, in una chiesa di New York ha pronunziato un discorso che sembra rappresentare una svolta.

"Gli Stati Uniti si trovano dalla parte sbagliata nel grande processo rivoluzionario che è in atto nel mondo e sono stati dalla parte sbagliata nel Vietnam fin dall'inizio dell'avventura. Essi sono il maggior portatore d violenza che ci sia oggi nel mondo.
Che cosa devono pensare di noi quei contadini che ci vedono avvelenare l'acqua che li disseta, che ci hanno visto distruggere un milione di acri dei loro raccolti, che vagano per gli ospedali e muoiono in venti, sotto il nostro fuoco, per ogni vietcong ferito?
Fino ad oggi, avremo ucciso un milione di civili, in gran parte bambini.
Si aggirano per le città e vedono migliaia di bambini senza casa, senza vestiti, che corrono in branchi per le vie come bestie. Vedono i loro figli degradarsi, chiedendo cibo ai nostri soldati, li vedono vendere le sorelle ai nostri soldati, adescarli per conto delle madri"

A questo punto Luther King ha descritto gli effetti che la guerra vietnamita ha prodotto nella coscienza dei negri diseredati di America. Ed ha così continuato:

"Per tre anni ho viaggiato nelle città del Nord per organizzare la campagna contro i tuguri. Ho parlato alla gente come un figlio di Dio e come un cittadino del mondo. Mi sono aggirato tra i disperati, tra i respinti, tra i giovani in preda all'ira. Ho detto loro che le bottiglie incendiarie e le rivoltelle non risolveranno i loro problemi.
Ho ripetuto la mia convinzione che una trasformazione sociale diviene tanto più significativa se giunge attraverso la non-violenza.
Ma essi mi hanno chiesto: - che succede nel Vietnam? -
Mi hanno chiesto se il nostro paese non stava impiegando la violenza, in dosi massicce, per risolvere nel Vietnam i suoi problemi, per realizzare le trasformazioni desiderate.
Le loro domande hanno colpito nel segno ed ho compreso che non avrei mai più potuto levare la mia voce contro la violenza di coloro che sono oppressi nei ghetti, se non avessi prima parlato chiaro al più grande portatore di violenza che esiste oggi nel mondo: il governo degli Stati Uniti".

TESTIMONIANZA DI MARTIN NIEMOELLER

Martin Niemoeller è pastore evangelico tedesco; è stato uno
dei dirigenti della "chiesa confessante", che si oppose al nazismo a partire dal 1934.
Nel 1937 egli fu internato nel campo di concentramento di Dachau e vi rimase otto anni, fino alla caduta di Hitler.
È attualmente uno dei sei presidenti dal Consiglio mondiale delle chiese.
All'inizio di quest'anno. si è recato nel Vietnam del Nord, con una delegazione di cui faceva parte anche Monsignor Heussler, vescovo cattolico di Friburgo. Hanno avuto incontri e colloqui con Ho Chi Minh. Di ritorno ha, scritto un articolo su un periodico tedesco in data 15 febbraio 1957

"...C'è da chiedersi per che cosa questo povero popolo vietnamita abbia dovuto subire per decenni questa guerra, che esso non ha voluto né provocato.
I civili sono uccisi così come se fossero al fronte.
La guerra è diventata veramente "totale" ed ha perso quei caratteri che gli uomini hanno sovente indicato per cercare di giustificarla.
Certamente non è, né mai sarà un mezzo per conseguire la pace.
Credo che dobbiamo ascoltare Ho Chi Minh quando dice: "noi non facciamo la guerra. Noi non vogliamo nulla dagli americani. Vogliamo solo che ci lascino in pace, in modo che possiamo scegliere e percorrere la nostra propria strada! Ma fino a che ci attaccheranno per soggiogarci con la forza noi diremo NO. Sta a loro stabilire quanto debba ancora durare questa guerra. Se la smettono, la guerra è finita".

È difficile contestare queste affermazioni. E noi cristiani dovremmo sapere che con la forza e la violenza non si vincono le inimicizie".


Ciò che accade nel Vietnam è diventato il punto culminante e il segno stesso della oppressione e dello sfruttamento, che una società profondamente ingiusta e malata impone ai popoli del terzo mondo e alle classi lavoratrici di tutta la terra, specialmente più diseredate.

I popoli del Terzo Mondo sono i popoli dell'America Latina, dell'Africa e dell'Asia, che per secoli sono stati sfruttati dal Colonialismo.

Essi "lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie endemiche, della ignoranza".
(Populorum Progressio)

Essi sanno che la loro lotta è strettamente legata alla lotta del popolo vietnamita.

Presentiamo alcune testimonianze di persone particolarmente
te impegnate nella lotta dei popoli del terzo mondo.

Sono testimonianze molto significative perché provengono da persone che non possono in nessun modo essere screditate dall'accusa di estremismo o di fanatismo.

TESTIMONIANZA DI EMILIO MASPERO
Emilio Maspero, brasiliano, cattolico militante, è segretario
generale dei sindacati dell'America latina.
Ultimamente è stato a Firenze a il 17.11.67, presso l'Istituto Stensen, ha fatto una canferenza sui problemi dall'America latina Fra l'altro ha detto:

"In questo continente vasto e dove la popolazione cresce ad un ritmo veramente vertiginoso, la miseria reale cresce anch'essa ad un ritmo geometrico.
Secondo le statistiche della FAO (organismo dell'ONU) 180 milioni di latino americani vivono in un regime alimentare deficiente; inoltre quasi sessanta milioni sono male alimentati e 130 milioni vanno a dormire senza aver mangiato nella misura minima necessaria ad un essere umano.
La fame cresce sempre più nell'America latina. È vero che ci sarebbero delle soluzioni come la riforma agraria.
Ma per fare la riforma agraria è necessario un grande investimento di denaro.
Di fronte a tali necessità gli eserciti dell'America latina spendono ogni anno duemila miliardi di dollari per acquistare armamenti.
Gli Stati Uniti, per fare la guerra nel Vietnam, una guerra ingiusta e inumana, spendono ogni anno quasi tutto il denaro che occorrerebbe per la riforma agraria nell'America Latina; una riforma che libererebbe 180 milioni di esseri umani dalla fame.
Ci troviamo in una economia di guerra.
La guerra nel Vietnam colpisce direttamente i contadini di quel paese, ma essa colpisce anche, sempre di più i contadini dell'America latina...
Nell'America latina, molte volte si parla di rivoluzione pacifica, ma attualmente l'America latina è una società violenta.
L'America Latina non è una società violenta a causa della lotta degli oppressi; è una società violenta fatta così dagli oppressori.
Fare giustizia per il popolo è il compito storico dell'America latina.
Di fronte a questo compito ci sono dei cristiani, formalmente cristiani, che non contano nulla.
Mentre un uomo come Che Guevara, che viene dalla ricerca marxista è un uomo che ha dimostrato di essere un cristiano naturale. Egli è stato capace di impegnarsi a fondo nella lotta per la giustizia, è morto per la giustizia, per la giustizia de i poveri dell'America latina: questo è più cristiano di tutte le altre impostazioni farisaiche del cristianesimo.
La sua testimonianza, come quella di Don Camillo Torres (sacerdote cattolico morto nella guerriglia) è una testimonianza che colpisce profondamente il mondo cristiano, perché il Vangelo dice che è beato colui che è capace di soffrire persecuzione, di andare in carcere e anche morire per la giustizia...
Non è una causalità che due nostri vescovi, una settimana f nel Brasile hanno celebrato una messa ed hanno invitato tutti i fedeli, tutto il mondo a pregare insieme per l'anima "del caro fratello Che Guevara..."..

TESTIMONIANZA DI 17 VESCOVI PROVENIENTI DA VARI PAESI DEL TERZO MONDO: BRASILE - ALGERIA - OCEANIA - EGITTO - COLOMBIA - JUGOSLAVIA - LIBANO - CINA - LAOS.

Alcune settimane fa è stato pubblicato un eccezionale documento firmato da 17 vescovi del Terzo mondo. In tale documento, forse por la prima volta, un autorevole rappresentanza dell'episcopato cattolico prende posizione, nel modo più esplicito, a favore della causa politica ed economica della rivolta dei paesi della fame contro i paesi dell'opulenza. Ecco alcune frasi:

"...La Chiesa non ha che un solo sposo, il Cristo: non è affatto sposata con nessun sistema, e soprattutto non lo è all'imperialismo internazionale del danaro ...
I governi devono impegnarsi per far cessare questa lotta di classi che troppo spesso, contrariamente a quanto si pensa di solito, i ricchi hanno scatenato, e continuano a condurre contro i lavoratori, sfruttandoli per mezzo di salari insufficienti e di condizioni di lavoro inumane. È una guerra sovversiva che da tempo il danaro conduce subdolamente nel mondo, causando il massacro di popoli interi.
È tempo che i popoli poveri ... difendano efficacemente il loro diritto alla vita...
Quando, con la sua resurrezione il Cristo libera l'umanità dalla morte, conduce tutte le liberazioni umane alla loro pienezza eterna".

-SIGNORE TU SEI IL MIO DIO
TI ESALTERÒ E CELEBRERÒ IL TUO NOME.

-Hai ridotto la città forte a un cumulo di rovine
e la rocca fortificata a una maceria

-I PALAZZI DEGLI ORGOGLIOSO SONO STATI ANNIENTATI
E NON SARANNO PIÙ RICOSTRUITI.

-Tu sei stato una difesa per l'indigente,
un rifugio per il povero che soffre.

-UN RIPARO PER L'OPPRESSO NELLA TEMPESTA
UN'OMBRA NELLA GRANDE CALURA;

-Poiché il soffio dei potenti è come un uragano,
come l'ardore del sole sopra una terra arida

-COME HAI MITIGATO LA CALURA
CON L'OMBRA DI UNA NUVOLA,

-così sarà represso il canto
dei potenti e dei superbi.

-POICHÈ TU CHIEDI RAGIONE DEL SANGUE
E NON DIMENTICHI IL GRIDO DEI POVERI.

-La speranza degli oppressi non sarà delusa
né più a lungo sarà dimenticato il povero


Il genocidio del Vietnam e l'oppressione dei popoli del terzo mondo sono il frutto dell'imperialismo internazionale del denaro che è stato giustamente condannato dai 17 vescovi del terzo mondo e, prima di loro, anche da Paolo VI.


Ma l'imperialismo internazionale del denaro si annida anche nel mondo occidentale e anche nel nostro paese.


I lavoratori italiani e europei sanno bene quanto sia pesante l'oppressione di tale imperialismo: al di là di ogni falso benessere.


Non possiamo chiudere questa veglia senza uno sguardo su ciò che accade nel mondo del lavoro.

Leggiamo questo giudizio sulla situazione italiana, tratto dal settimanale delle A.C.L.I., "AZIONE SOCIALE"

"...mentre le fanfare dell'ottimismo stanno riprendendo a squillare sulla nostra economia, il mondo del lavoro è travagliato da una delle crisi più profonde di questi ultimi anni. Il massiccio processo di riorganizzazione aziendale in atto sta mietendo vittime in tutta Italia


Da varie fonti abbiamo queste notizie:

In Italia 42579 morti sul lavoro negli ultimi dieci anni

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Nell'industria, in quattro anni, dal '60 al '64, i morti, le malattie e gli incidenti sono aumentati del 50%.
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A Firenze negli stabilimenti di confezioni, dove si impiega mano d'opera femminile si ha una media giornaliera di assenze per malattia che va dal 10 al 20%.
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Alcuni industriali distribuiscono alle dipendenti, nei periodi critici, la pillola per eliminare ogni disturbo che possa rallentare il lavoro
______________________
La situazione di molte lavoratrici è quella s di questa donna della TRIPLEX di Milano:
".....ho un bambino, lo affidavo all'asilo nido e tiravo fuori dalla busta paga 25.000 lire al mese per la retta. Avevo però bisogno di un'ora al giorno, che poi recuperavo durante la giornata, per andare a prendere il bambino. La ditta non mi ha concesso quest'ora. Ho dovuto dimettermi
______________________
L'industriale Faini di Cosenza ha risolto il problema del costo della mano d'opera e dell'assistenza alL'infanzia: egli pAssa il lavoro ai bambini ricovErati negli asili delle monache, senza naturalmente pagarli.

Ancora oggi molti bambini lavorano invece di studiare
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Durante l'alluvione di Campobasso, un bambino di 14 anni è morto con le 350 pecore che aveva in custodia. Da quando aveva nove anni è stato fisso a guardare le pecore.
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Certaldo. Un bambino di 13 qnni è morto bruciato il primo giorno di lavoro.


Una sentenza della corte di Cassazione ha definito "delittuoso" lo sciopero 'in bianco' o 'a singhiozzo' e legittima in tal caso la "serrata"
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Palermo: per aver scioperato arrestati due metalmeccanici: denunciati 41 metalmeccanici, tutti i netturbini della città, 245 tranvieri per aver radunato i tram in piazza durante uno sciopero, 56 braccianti. 35.000 braccianti esclusi dalle liste anagrafiche, perdendo il diritto all'assistenza, alla previdenza e al sussidio di disoccupazione.
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Milano: cinque orfani e un vedova, ancora giovane ma immobilizzata dalle malattie, vivono da mesi in uno sgangherato pollaio di Pioltello, a pochi chilometri da Milano, "la capitale del benessere". Il capofamiglia è morto di freddo: Mario Carelli di 53 anni, mungitore disoccupato, l' hanno trovato cadavere in un fosso, una notte che il termometro era sceso dodici gradi sotto zero.
I ragazzi - la più grande, Livia, ha quindici anni, il più piccolo, Edilio, ne ha due - e la madre hanno continuato a sopravvivere nella capanna con le pareti di cartone, una tenda per porta, la paglia in. terra. Quando stanno per crepare dal freddo, i bambini corrono nelle case dei contadini vicini, si scaldano quel tanto che basta per non farli morire e tornano al tugurio.
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In un quartiere ghetto di Cosenza: Stiamo come gli animali, peggio degli animali. Erano state costruite come stalle ed ora invece le abitiamo; i servizi igienici sono tutti in comune, all'aperto, come potete vedere voi stessi, e non vengono mai puliti; non c'è acqua.
Quasi ogni giorno un bambino deve essere portato all'ospedale.
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Catanzaro: venti bimbi spastici sono stati trovati nudi e in preda alla fame e alla disperazione presso l'Istituto di S. Orsola. La clinica incassava venti milioni all'anno; la retta giornaliera pagata dal Ministero della Sanità era di lire 3.000, per il vitto quotidiano si spendevano 250 lire a ricoverato.
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Cabras (Sardegna): Da pochi giorni 9 piccole vittime sono morte. altre 33 lottano con l'ausilio dei medici contro la morte. Nel paese molte persone ancora camminano scalze, non esistono fogne, né servizi di nettezza urbana. Si innalzano montagne di immondizie. Lo sguardo delle acque putride ristagna e ammorba l'aria del paese.
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Cutro: a Cutro il palazzo municipale non esiste più. L'8 novembre durante una manifestazione di braccianti è stato bruciato. 8 braccianti arrestati. Da anni i braccianti senza terra chiedono la distribuzione delle terre incolte.
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A Isola Rizzuto il tentativo di inchiodare la porta del Municipio era stato fatto il giorno prima. Già da venti giorni i braccianti avevano occupato una parte del fondo del Conte Gaetani. Gli ordini di arresto sono molti. Gli arrestati sono una quindicina (tra i quali 5 aclisti). Gli altri, come a Cutro, non si fanno trovare.


TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI

Don Lorenzo Milani è stato un sacerdote della diocesi fiorentina, parroco a Barbiana, piccola fraziono del Mugello.
Egli ha dedicato tutte le sue energie e la sua attenzione ai lavoratori sfruttati, ai contadini, ai :pastori.
Oltre al libro "Lettera ad una professoressa", edito recentemente, egli ha scritto, dieci anni fa, un libro intitolato "Esperienze Pastorali", autorizzato dal card. Elia Dalla Costa. In questo libro, fra l'altro, dice:

"Ho sentito preti e giornali dire che tutte le cose sindacali e sociali sono materia. Che non bisogna che il prete si faccia trascinare dal suo cuore di uomo, da motivi terreni; che il pensiero del benessere è eresia; che ai poveri Gesù parlava solo di croce e cielo...


Ma se un mio figliolo mi chiede ragione di quel che fa il suo principale, di quel che fa il governo cattolico, che gli posso dire?
Potrò ingannarlo? Potrò dirgli che attenda? Potrò dirgli che il suo padrone ha diritto per diritto naturale ? Che la celere ha il dovere di difendere la legge pagana che fa forte il padrone ? Che questa legge è quella che Dio ha posta?
Io non posso dirgli queste cose. Non mi crederebbe. E ha ragione. ..,

Anch'io ho diritto di gridare contro i padroni e il governo.
Non per il pane che strappano al mio bambino ma perché strappano il mio bambino dalle mie braccia. E son sacerdote anche proprio in questo atto. E non ho deviato dalla tradizione apostolica a pastorale. Perché ho in mano la pisside sola. Non l'ho deposta sull'altare. Non ho deposto la tol1aca per correre sulle barricate. Nelle mie mani consacrate ho solo i sacramenti e coi piedi do una pedata a un ostacolo caduco che mi sbarra la strada.


-GUAI A COLORO CHE MEDITANO L'OPPRESSIONE +
E PREPARANO L'INGIUSTIZIA FIN DALLA NOTTE.
-La mettono in esecuzione di primo mattino +
perché hanno in mano la forza.
-ESSI BRAMANO I CAMPI E LI USURPANO, +
LE CASE E SE LE PRENDONO.
-FANNO VIOLENZA ALL'UOMO E ALLA SUA CASA +
AL PROPRIETARIO E AL SUO POSSESSO.
-Voi non camminerete più altezzosi +
perché questo è tempo di disgrazie.
-NON PROFETARE, DICONO ESSI +
NON PROFETARE IN TAL MODO!
-Io vi dico: Ascoltate, o principi del mio popolo +
o magistrati d'Israele:
-NON È FORSE VOSTRO COMPITO +
SAPERE CIOÒ CHE È GIUSTO?
-Invece voi odiate il bene e amate il male +
con violenza strappate la pelle di dosso alla gente.
-AI PROFETI CHE SEDUCONO IL MIO POPOLO +
COSÌ DICE IL SIGNoRE DEI PROFETI:
-QUANDO HANNO DA MASTICARE QUALCHE COSA FRA I DENTI + annunziano la pace;
-MA A CHI NON METTE LORO NIENTE IN BOCCA +
DICHIARANO GUERRA!
-TALI VEGGENTI SARANNO SVERGOGNATI +
per mancanza di un responso da Dio.
-IO INVECE SONO RIPIENO DI FORZA +
DI GIUDIZIO, DI CORAGGIO E DI SPIRITO DEL SIGNORE,
-per annunzia:e a Giacobbe il suo delitto +
a Israele i1 suo peccato.
-ASCOLTATE DUNQUE LE MIE PAROLE +
VOI CHE REGGETE GERUSALEMME CON L'INGIUSTIZIA E COL SANGUE:
-I suoi capi giudicano +
perché ricevono regali;
-I SUOI SACERDOTI INSEGNANO +
PERCHÈ HANNO UNA PAGA;
-i suoi profeti profetizzano +
per sete di danaro .
-E POI SI APPELLANO A DIO DICENDO: +
NON È FORSE IN MEZZO A NOI IL SIGNORE?
-Ecco, per colpa vostra, Sion sarà arata come un campo +
Gerusalemme diverrà un cumulo di pietre