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29 GIUGNO 1967. FESTA DEI S.S. APOSTOLI PIETRO E PAOLO
Oggi, 29 giugno, entrano in vigore, in tutta la Chiesa, delle nuove norme
liturgiche. Si tratta di riforme riguardanti aspetti molto marginali, che
forse non presenterebbero molto interesse, se non si vedessero come un
altro pur piccolo passo verso la realizzazione di una riforma liturgica
più piena e più aderente alle nostre esigenze più profonde.
Noi, infatti, abbiamo bisogno di una liturgia che sia veramente la fonte e
il coronamento della nostra vita.
Il mondo ha diritto di esigere che la Chiesa renda presente il Mistero di
Dio e annunzi il Vangelo attraverso dei segni vivi e comprensibili per gli
uomini di oggi.
E' evidente che di fronte a queste esigenze non ci si può contentare di
qualche segno di croce o genuflessione di meno e di qualche spostamento di
preghiere; né possiamo considerare giusto che le modificazioni liturgiche
vengano fatte a tavolino, senza la consultazione diretta del popolo
cristiano, e non solo della parte di popolo che continua ad essere
presente nella chiesa, ma anche della parte di popolo che si è allontanato
dalla liturgia perché sentiva che questa, anziché stimolare, soffocava lo
slancio verso la verità, la giustizia, la semplicità e quindi, in pratica,
lo slancio più autentico verso Dio.
Noi tutti abbiamo il preciso dovere di manifestare queste esigenze alla
competente autorità ecclesiastica, cui compete modificare la liturgia,
anche se questo richiede un certo impegno e a volte richiede di pagare di
persona.
In questi due mesi di smobilitazione generale si sospende lo studio della
enciclica "Lo sviluppo dei popoli", che invece sarà ripreso a settembre.
Il giovedì continuano le assemblee in cui si tratterà dei problemi
particolari della parrocchia.
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