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(stemma gentilizio)
IL CARDINALE Firenze, 18 maggio 1967
ARCIVESCOVO DI FIRENZE
racc.espresso
Molto Rev.do
Sac.don ENZO MAZZI
Parroco dell'Isolotto
F i r e n z e
mi risulta con certezza che da tempo si commettono da te vari abusi nel
rito della S.Messa in codesta parrocchia.
Tu sai bene di non avere alcuna autorità in materia: "Regolare la
S.Liturgia compete unicamente all'autorità della Chiesa, la quale risiede
nella Sede Apostolica e, a norma del diritto, nel Vescovo.
Di conseguenza nessun altro, assolutamente, anche se sacerdote, osi, di
sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia
liturgica"( Cost.Conc. "Sacrosanctum. Concilium",n.22).
Analogamente il Santo Padre, nel recente discorso al "Consilium" per
la Liturgia, dopo aver deplorato l'increscioso libro dello scrittore
Casini, ha condannato gli esperimenti e le iniziative individuali in
materia liturgica, invitando i Vescovi a vigilare e ad intervenire per
l'esatta applicazione delle riforme.
La stessa Istruzione della S. Congregazione dei Riti le disposizioni della
quale andranno in vigore il 29 giugno p.v. reca un nuovo severo monito ai
sacerdoti perché si adeguino disciplinatamente alla linea progressiva data
dall'autorità competente in materia.
Nell'ultimo incontro avuto con te in Arcivescovado ti ho richiamato
chiaramente anche sul punto delle arbitrarietà liturgiche. Speravo che
bastasse. Invece è inutile per te che parli il Vescovo, il Concilio, il
Papa, che un Consiglio liturgico composto di persone che si presumono
competenti certo più di te studi con prudenza e approfondito esame le
riforme da attuare. Tu lo sai già che cosa si debba rinnovare.
Sei perciò in atteggiamento di indisciplina non solo, ma anche di
orgogliosa disubbidienza. Ne sono profondamente addolorato, ben sapendo
che nulla di buono può venire per la Diocesi da tali radici.
Delle arbitrarie innovazioni da te compiute nel rito della S.Messa alcune
entreranno in vigore soltanto il prossimo 29 giugno (per es. l'omissione
di certe genuflessioni, segni di croce, baci, variazioni nel rito
dell'offertorio e della Comunione) ma ieri, oggi e fino al 29 giugno
restano abusi.
Altre innovazioni, come la sostituzione di testi, di orazioni o la
mutilazione di altre come il Prefazio resteranno abusi anche dopo quella
data.
Ti ordino pertanto di tornare immediatamente al
rispetto fedele della comune norma vigente in materia liturgica, evitando
anche l'applicazione anticipata delle riforme che andranno in vigore a
partire dal prossimo 29 giugno.
Qualora ciò non si verificasse, ti avverto che dovrò
prendere adeguati e gravi provvedimenti, che per sé già avresti
meritato, essendo stato più volte avvertito che il Vescovo
disapprova certi tuoi atteggiamenti ai quali si ispirano anche alcuni
giovani sacerdoti.
Già nell'attuale fase della riforma liturgica non mancano le possibilità
di un'adatta catechesi e di un'approfondita formazione del popolo
cristiano.
Applicati a questo, e cerca di tener presente che la
Chiesa e la Diocesi, particolarmente in questo momento, hanno bisogno di
amoroso rispetto delle direttive dottrinali, liturgiche e disciplinari.
Da parte mia, come Vescovo, questo rispetto ho diritto e dovere di
esigerlo, anche a prezzo di misure che sarebbero prima di tutto per me
dolorose.
Resto in attesa di una tua assicurazione scritta, e ti invio i miei
saluti
(firma autografa)
(+Ermenegildo Card.Florit, arciv.)
(timbro circolare a secco)
Ermenegildus S.R.E Card. Florit
Archiepiscopus Florentin.
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