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I Domenica di Passione 1967
A SUA SANTITA' PAOLO VI


       questa Comunità parrocchiale, radunata per celebrare- la Liturgia pasquale, fedele agli insegnamenti del Concilio, "mossa dalla Fede per cui crede di essere condotta dallo Spirito del Signore che riempie l'universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza e del disegno di Dio.


Fra gli avvenimenti attuali, che si offrono alla nostra partecipazione e ricerca, uno in particolare tanto ci sconvolge e ci preoccupa da indurci a manifestare questi sentimenti a Lei, Pastore di tutta la Chiesa: si tratta della sofferenza del popolo vietnamita che si avvia ad essere quasi completamente distrutto.


1n questa vicenda. ciò che più ci rende perplessi e ci sconvolge è che la massima parte delle distruzioni e delle vittime civili, di cui metà sono bambini e giovani, è causata da azioni belliche assolutamente sproporzionate alle dimensioni della contesa, cioè dai sempre più massicci bombardamenti aerei, effettuati da un popolo composto nella  quasi totalità di cristiani e in buona parte di cattolici.


Poiché noi cristiani siamo il Corpo di Cristo, non possiamo evitare di sentirci corresponsabilI dì questo vero e proprio genocidio compiuto da membra dello stesso Corpo cui noi apparteniamo, membra non morte o staccate, ma vive e dichiaratamente comunicanti.


Ora molti di noi conoscono per esperienza diretta la immane potenza demolitrice dei bombardamenti aerei, che furono certamente meno insistenti, massicci e perfezionati di quelli scatenati sul Viet-Nam.


Inoltre abbiamo ben presenti le parole così chiare del Concilio:
"Ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti,è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato"


Infine risuonano ancora in noi le parole da Lei rivolte ai Padri Conciliari il 5 ottobre 1965 di ritorno dall'ONU: "Ringrazio il Signore di aver avuto la fortuna di annunciare, in un certo senso a tutto il mondo, il messaggio della pace. Ora Noi ci accorgiamo di una conseguenza soggettiva che tale ufficio comporta...Voi sapete che l'annuncio di una parola impegna a gravi doveri chi la proferisce: dovere di coerenza, dovere di solidarietà, dovere di esempio"; parole queste che ci richiamano quelle del Profeta: "Quando stendete le mani io ritraggo il mio sguardo da voi: io non ascolto; anche se moltiplicate le vostre preghiere, le vostre mani sono piene di sangue!"


Tutto questo genera in noi un comprensibile smarrimento perché è proprio con le mani piene di sangue che abbiamo portato oggi i rami di olivo affermando di accogliere il Re della pace, mentre ci prepariamo ad annunciare al mondo "l'efficacia santificante della notte pasquale che caccia l'odio, genera la concordia e piega i dominatori superbi".
Mentre La ringraziamo di quanto ha già detto e fatto per la pace, ci auguriamo che la Sua parola possa essere ulteriormente chiarificatrice a questo riguardo in modo che la nostra soggettiva partecipazione alla sacra Liturgia Pasquale risulti meno insincera e quindi più autenticamente efficace

 


NEL CLIMA DELLA PASQUA
Iniziativa
per il Vietnam
di tre parrocchie
a Firenze

 


FIRENZE, 22 -In tre parrocchie della periferia di Firenze - s.Luca al Vingone, Isolotto, Casella - è stata presa la iniziativa, in occasione della domenica delle Palme, di inviare all'Arcivescovo, con preghiera di trasmetterla al Papa, una lettera che reca complessivamente 2500 firme, con una serie di riflessioni in ordine alla tragedia del Vietnam.

La intenzione dei promotori della iniziativa è stata quella di inquadrarla nello spirito della liturgia
del giorno, con una connessione diretta tra liturgia e problemi del tempo, e di far conoscere ai " sacri Pastori " il loro parere e il loro stato d'animo di fedeli, secondo ]'esortazione conciliare della "Lumen Gentium".

...........
... "Non vi sembra che la nostra partecipazione alla Liturgia sacra sia resa poco sincera da questa
reale corresponsabilità? Allora che fare? Meditando queste cose insieme ad alcuni voi, ci è venuto in mente di manifestare il nostro turbamento al Pastore di tutta la Chiesa, cioè al Papa, attraverso una lettera; essa è un grido di angoscia, una specie di preghiera è un dialogo col Padre comune e quindi con Dio. Essa non è che la logica conseguenza del cammino che stiamo facendo per un autentico rinnovamento della preghiera. E' una significativa risposta alla Parola di Dio che abbiamo letto".
A questi concetti era appunto ispirata la lettera al Papa, che poi, con il suo corredo di firme, raccolte dopo la Messa della domenica delle Palme, recapitata all'Arcivescovo.
G. T. -


La lettera al Cardinale
Anche a Firenze, avete visto, i comunisti sono riusciti a trovare dei sedicenti cattolici i quali. prestandosi alle manovre propagandisti dei comunisti e bevendo grosso alle fonti della loro menzognera propaganda, hanno inviato al loro vescovo,
il cardinale Florit, la consueta letterina pseudopacifista la in cui appare evidente l'umile, modesto proposito di insegnare al cardinale e al vescovo come si deve applicare il precetto della Chiesa e del Vangelo.


PASQUA 1967:
IL POPOLO VIETNAMITA SI A:VVIA AD ESSERE COMPLETAMENTE DISTRUTTO DAI BOMBARDAMENTI AEREI. NOI CRISTIANI NE SIAMO CORRE-SPONSABILI: TALE MISFATTO E' COMPIUTO DA MEMBRA DEL NOSTRO STESSO CORPO, IL CORPO DI CRISTO.


Celebrare la Pasqua e distruggere il popolo Vietnamita sono conciliabili?


NO PERCHE' LA PAROLA DI DIO COSI' DICE: "quando stendete le mani io ritraggo il mio sguardo da voi; io non vi ascolto anche se moltiplicate le vostre preghiere, le vostre mani sono piene di sangue"
(Isaia 1)


NO PERCHE' LA PAROLA DI DIO DICE ANCORA:

"voi avete udito cosa fu detto agli antichi: "non uccidete", ma io vi dico... se stai presentando la tua offerta all'altare ed ivi ti ricordi che tuo fratello ha .qualcosa contro di te, lascia la tua offerta e vai prima a riconciliarti con tuo fratello...".
(Matteo V)

NO PERCHE' LA PAROLA DELLA CHIESA DICE: "

"ogni atto di guerra che mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro l'umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato"
(ConcIlio, Gaudium et Spes)

NO PERCHE' CELEBRANDO LA PASQUA SI ANNUNCIA:
" l'efficacia santificante de!la notte Pasquale che caccia l'odio, ge- nera la concordia e piega i dominatori superbi "
(dalla Liturgia pasquale)
Il Campanaccio - Gruppo d'Iniziativa Sociale del Cenacolo - Gruppo dell'Isolotto - Gruppo Il Terzolle - Gruppo Giovanile La Casella - Clan Firenze II - Gruppo Giovanni XXIII Sacra Famiglia - Gruppo Presenza Operaia B.S.L - Note di Cultura - Gruppo S. Monica - Testimonianze - Gruppo Prospettive.


NUOVA STAMPA - Firenze


 

   
   

Firenze, 23/3/1967



Padre ,
la Domenica delle Palme tre parrocchie fiorentine hanno inviato una lettera al Papa in ordine alla guerra del Viet-Nam. Desideriamo additare tale iniziati alle altre parrocchie, perché esaminino la possibilità di assumerne delle analoghe.


Come risulta evidente dalla documentazione allegata, si tratta di una iniziativa che si inserisce chiaramente nel quadro della liturgia e della vita ecclesiale. Si potrebbe obbiettare che l'iniziativa è troppo caratterizzata politicamente; ma l'obbiezione non regge ad una attenta e non superficiale valutazione, poiché si tratta sostanzialmente di una presa di coscienza pretamente cristiana ed ecclesiale della propria corresponsabilità nella vicenda vietnamita, al di là di ogni valutazione politica e di ogni ricerca di immediata ed evidente efficacia temporale.


Si tratta di una confessione che ci sembra indispensabile perché l'annuncio evangelico risulti credibile; si tratta di un tentativo pastorale, ci sembra ben riuscito, di realizzare una autentica convergenza liturgia e vita.


Per questo abbiamo preso l'iniziativa di inviarle il testo della lettera e l'articolo relativo apparso su "L'Avvenire d'Italia" il 23 Marzo 1967.
Distinti saluti.

UN GRUPPO DI LAICI FIORENTINI