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E' la domenica 28 febbraio, la domenica prima dell'entrata in vigore della riforma liturgica. Viene valorizzata l'importanza di poter finalmente poter adoperare la lingua viva e non più il latino incomprensibile per la gente insieme alla riduzione della ripetitività di certi gesti che hanno più il sapore della magia che di segni sacri. Si pensa a un primo sbocciare di una nuova primavera della Chiesa se il cambiamento non sarà solo un fatto esteriore, di facciata.

   
   

 

 

UNA LITURGIA VIVA ESIGE UNA LINGUA E UN COMPORTAMENTO
CHE SIANO VIVI
 



- IL 7 MARZO SEGNA UNA DATA STORICA.

E' la data di nascita della liturgia rinnovata. E' il, primo sbocciare di una nuova,primavera della Chiesa, di una primavera carica di speranza.

- Non più una liturgia (Messa e Sacramenti) dei soli preti, non più una liturgia da bigotti, non più una liturgia morta che si pratica per obbligo o per abitudine o per egoismo (cioè solo per "acquistarsi" il proprio paradiso); non più una liturgia a servizio, come si diceva, della potenza, degli interessi della Chiesa.

- Ma una liturgia "viva", una liturgia dove persone vive, assetate di fede, di speranza e di amore, si incontrano col Dio vivente, riconoscendo in Lui il Padre che dà la vita e il Fratello che cammina con noi;

- una liturgia dove persone d ogni condizione, di varie idee e sentimenti si incontrano fra loro per riconoscersi fratelli di sangue (perché legati dai vincoli del sangue di Gesù);

- una liturgia a cui il ricco non può partecipare senza decidere di mettere a servizio del povero la propria ricchezza, perché riconosce in lui il proprio fratello e perché il suo benessere gli incomincia a bruciare dentro e non lo lascia in pace;
- una liturgia dove chi è nella gioia sente l impossibilità di godere, chiuso nel proprio egoismo, senza far propria la pena dei fratelli che soffrono;

- una liturgia dove la persona onesta è costretta a smetterla di sentirsi superiore e capace di giudicare gli altri, perché di fronte all'Amore di Dio che si fa calpestare come 1'ultimo degli uomini e che si fa crocifiggere insieme a due asasini, anche la coscienza più tranquilla rimane sconvolta e anche il più santo si sente il più grande peccatore;

- una liturgia insomma dove parola e gesti ricominciano ad avere un significato vitale. -


E' utopia questa?
Forse alcuni lo pensano o forse alcuni se lo augurano e vorrebbero che il rinnovamento della liturgia rimanesse fatto puramente esteriore.
Noi invece crediamo e vogliamo che questo rinnovamento della liturgia sia il primo passo verso un profondo rinnovamento della vita della Chiesa e della società.

Infatti si tratta por ora di modifiche piccole, ma come è piccolo il seme che contiene già l'energia sufficiente a diventare un albero.


Nella nuova liturgia:
- il sacerdote e i fadeli sono più vicini fra loro e parlano nella propria lingua viva; di quali sviluppi è carico questo semplice inizio!
- Un laico, uno fra i tanti uomini che partecipano alla Messa, leggerà direttamente la Bibbia, mentre anche il sacerdote starà seduto ad ascoltarlo.
- L'altare torna ad essere la tavola intorno alla quale la famiglia si raduna per mangiare il pane procurato dal babbo e per rinsaldare la propria unità.

- CHI NON VEDE E NON RICERCA IN QUESTE SEMPLICI MODIFICHE IL GERME DI UNA NUOVA STAGIONE STORICA E L' INIZIO DI UN NUOVO CAMMNO E' SEGNO CHE HA PERSO OGNI SPERANZA O CHE PER IL PROPRIO INTERESSE LA VUOL TOGLIERE AGLI ALTRI.