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La Liturgia è una cosa viva perché è
l'incontro fra il Dio vivente e il suo popolo vivo.
Come abbiamo già visto, il rinnovamento della Liturgia richiede
soprattutto in noi un cambiamento di mentalità e quindi un superamento di
vari pregiudizi.
Abbiamo già parlato del pregiudizio che ci fa vedere la partecipazione
alla Liturgia come una cosa da bigotti.
UN ALTRO PREGIUDIZIO CHE OCCORRE ABBATTERE IN NOI
STESSI E' QUELLO DEL "F O R M A L I S M O"
Il distacco della Liturgia dalla vita ci ha infatti
allontanati dal significato vitale delle parole. che si pronunziano e dei
gesti che si compiono nella Liturgia.
In chiesa si dicono parole e si compiono gesti di cui non si avverte il
significato; cioè siamo divenuti un po' dei formalisti.
Questo fatto ha portato tanti cristiani a non avere più fiducia nella
Liturgia.
Essi dicono che l'andare in chiesa non serve a niente; anzi spesso serve
piuttosto a mettere a posto la coscienza dispensandola facilmente dal
dovere della coerenza al vangelo.
Essi affermano che attraverso la Liturgia ci si inchina davanti al nome di
Gesù, si onorano le sue immagini e i suoi simboli, si ricordano i fatti
della sua vita, si rileggono con venerazione le sue parole, e poi,
soddisfatti di questi formalismi, fuori di Chiesa, nella vita pratica, ci
si comporta in modo opposto a come si è comportato Cristo.
PURTROPPO BISOGNA RICONOSCERE CHE, MOLTO SPESSO,
COL NOSTRO ATTEGGIAMENTO, DIAMO RAGIONE A CHI PENSA
CHE LA LITURGIA E' VUOTO FORMALISMO.
La loro accusa deve svegliarci o deve spingerci a ricercare e a riproporre
la ricchezza enorme che, attraverso la Liturgia, Dio ha posto nelle nostro
mani.
Noi siamo i testimoni di Cristo; cioè attraverso di noi deve manifestarsi
agli uomini che Cristo è sempre vivo e presente
Per questo è urgente ritrovare il significato profondo e lo spirito vitale
dei riti liturgici. Altrimenti i cambiamenti che faremo saranno
cambiamenti solo esteriori.
Se la Liturgia rimanesse per noi un complesso di riti senza vita, un
insieme di gesti e di parole portato avanti per obbligo o per abitudine,
allora il rinnovare la Liturgia sarebbe come rivestire a nuovo il corpo di
un morto.
Non servirebbe certo a ridargli la vita.
LA LITURGIA HA INVECE UN SIGNIFICATO VITALE
CHE VALE LA PENA RISCOPRIRE.
E prima di tutto occorre prendere di nuovo coscienza che
Gesù è presente, in modo vivo e personale, ogni vo1ta che i Cristiani si
radunano nel suo nome, e massimamente nelle Assemblee liturgiche del
Popolo di Dio. Perché Egli ha detto: "Dove duo o tre sono riuniti nel mio
nome, ci sono io in mozzo a loro".
ORA ATTRAVERSO QUESTA PRESENZA, GESU' CONTINUA
LA SUA MISSIONE CHE E' QUELLA DI UNIRE IN MANIERA
VITALE DIO E GLI UOMINI.
Infatti Gesù è venuto proprio por questo. Egli è Dio fatto uomo, è Dio che
viene per incontrare gli uomini, per salvarli, per fare amicizia con loro,
per unirli a sé. E' Dio che si rivela Persona viva, tanto da presentarsi
come uomo che agisce, parla, comprende, perdona, insomma ama fino a
condividere la sofferenza e la morte degli uomini. Attraverso Gesù, uomo
vivo, che si può vedere, ascoltare, salvare e amare, gli uomini hanno
scoperto ed hanno incontrato Dio Vivente. Ed è proprio questo Gesù,
risuscitato da morte, che, attraverso la Liturgia, continua ad essere
presente e a unire Dio e gli uomini.
Tutte le azioni, le parole e i segni della Liturgia non vogliono
significare altro che questa presenza di Gesù, attraverso la quale
continua l'incontro tra il Dio Vivo e il suo popolo fatto di persone vive.
Gesù è presente infatti nell'assemblea dei Cristiani, di modo che essa è
con Lui un unico Sacerdote;
E' presente nella lettura della Bibbia, poiché è Lui che ci parla;
E' presente nel pane e nel vino consacrati, che sono il suo Corpo e il suo
Sangue;
E' insomma presente in ogni segno, in ogni parola a azione liturgica sia
della Messa che dei sacramenti.
Per questo motivo è ingiusto considerare la Liturgia come un complesso di
riti privi di significato vitale o quindi continuare a parteciparvi per
abitudine, per obbligo, per formalismo.
Quanto più noi Cristiani diverremo consapevoli della presenza di Gesù
nella Liturgia, tanto più saremo
POPOLO VIVO CHE S'INCONTRA CON IL DIO VIVENTE E TANTO
PIU' LA NOSTRA LITURGIA SARA' "LITURGIA VIVA"
-Il giorno 7 marzo avranno inizio, in tutta la Chiesa, alcune modifiche
della Liturgia.
All'Isolotto, già domenica 28 febbraio la Messa pomeridiana (alle ore 18)
sarà celebrata secondo i nuovo rito
Così sarà possibile a tutti esprimere il proprio parere sul modo col quale
è bene attuare, nella nostra Chiesa, la Riforma Liturgica.
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