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Continua la preparazione per l'entrata in vigore della riforma liturgica. Nel depliant consegnato ai partecipanti alle messe della domenica 21 febbraio 1965 si mette in evidenza come il distacco della liturgia dalla vita abbia portato tanti cristiani a non avere più fiducia nella liturgia considerata un vuoto formalismo.

   
   

 

 

La Liturgia è una cosa viva perché è l'incontro fra il Dio vivente e il suo popolo vivo.



Come abbiamo già visto, il rinnovamento della Liturgia richiede soprattutto in noi un cambiamento di mentalità e quindi un superamento di vari pregiudizi.
Abbiamo già parlato del pregiudizio che ci fa vedere la partecipazione alla Liturgia come una cosa da bigotti.
 

UN ALTRO PREGIUDIZIO CHE OCCORRE ABBATTERE IN NOI STESSI E' QUELLO DEL "F O R M A L I S M O"
 

Il distacco della Liturgia dalla vita ci ha infatti allontanati dal significato vitale delle parole. che si pronunziano e dei gesti che si compiono nella Liturgia.
In chiesa si dicono parole e si compiono gesti di cui non si avverte il significato; cioè siamo divenuti un po' dei formalisti.
Questo fatto ha portato tanti cristiani a non avere più fiducia nella Liturgia.
Essi dicono che l'andare in chiesa non serve a niente; anzi spesso serve piuttosto a mettere a posto la coscienza dispensandola facilmente dal dovere della coerenza al vangelo.
Essi affermano che attraverso la Liturgia ci si inchina davanti al nome di Gesù, si onorano le sue immagini e i suoi simboli, si ricordano i fatti della sua vita, si rileggono con venerazione le sue parole, e poi, soddisfatti di questi formalismi, fuori di Chiesa, nella vita pratica, ci si comporta in modo opposto a come si è comportato Cristo.


PURTROPPO BISOGNA RICONOSCERE CHE, MOLTO SPESSO,
COL NOSTRO ATTEGGIAMENTO, DIAMO RAGIONE A CHI PENSA
CHE LA LITURGIA E' VUOTO FORMALISMO.


La loro accusa deve svegliarci o deve spingerci a ricercare e a riproporre la ricchezza enorme che, attraverso la Liturgia, Dio ha posto nelle nostro mani.
Noi siamo i testimoni di Cristo; cioè attraverso di noi deve manifestarsi agli uomini che Cristo è sempre vivo e presente
Per questo è urgente ritrovare il significato profondo e lo spirito vitale dei riti liturgici. Altrimenti i cambiamenti che faremo saranno cambiamenti solo esteriori.
Se la Liturgia rimanesse per noi un complesso di riti senza vita, un insieme di gesti e di parole portato avanti per obbligo o per abitudine, allora il rinnovare la Liturgia sarebbe come rivestire a nuovo il corpo di un morto.
Non servirebbe certo a ridargli la vita.


LA LITURGIA HA INVECE UN SIGNIFICATO VITALE
CHE VALE LA PENA RISCOPRIRE.
 

E prima di tutto occorre prendere di nuovo coscienza che Gesù è presente, in modo vivo e personale, ogni vo1ta che i Cristiani si radunano nel suo nome, e massimamente nelle Assemblee liturgiche del Popolo di Dio. Perché Egli ha detto: "Dove duo o tre sono riuniti nel mio nome, ci sono io in mozzo a loro".


ORA ATTRAVERSO QUESTA PRESENZA, GESU' CONTINUA
LA SUA MISSIONE CHE E' QUELLA DI UNIRE IN MANIERA
VITALE DIO E GLI UOMINI.


Infatti Gesù è venuto proprio por questo. Egli è Dio fatto uomo, è Dio che viene per incontrare gli uomini, per salvarli, per fare amicizia con loro, per unirli a sé. E' Dio che si rivela Persona viva, tanto da presentarsi come uomo che agisce, parla, comprende, perdona, insomma ama fino a condividere la sofferenza e la morte degli uomini. Attraverso Gesù, uomo vivo, che si può vedere, ascoltare, salvare e amare, gli uomini hanno scoperto ed hanno incontrato Dio Vivente. Ed è proprio questo Gesù, risuscitato da morte, che, attraverso la Liturgia, continua ad essere presente e a unire Dio e gli uomini.
Tutte le azioni, le parole e i segni della Liturgia non vogliono significare altro che questa presenza di Gesù, attraverso la quale continua l'incontro tra il Dio Vivo e il suo popolo fatto di persone vive.
Gesù è presente infatti nell'assemblea dei Cristiani, di modo che essa è con Lui un unico Sacerdote;

E' presente nella lettura della Bibbia, poiché è Lui che ci parla;
E' presente nel pane e nel vino consacrati, che sono il suo Corpo e il suo Sangue;
E' insomma presente in ogni segno, in ogni parola a azione liturgica sia della Messa che dei sacramenti.

Per questo motivo è ingiusto considerare la Liturgia come un complesso di riti privi di significato vitale o quindi continuare a parteciparvi per abitudine, per obbligo, per formalismo.

Quanto più noi Cristiani diverremo consapevoli della presenza di Gesù nella Liturgia, tanto più saremo

 

POPOLO VIVO CHE S'INCONTRA CON IL DIO VIVENTE E TANTO PIU' LA NOSTRA LITURGIA SARA' "LITURGIA VIVA"


-Il giorno 7 marzo avranno inizio, in tutta la Chiesa, alcune modifiche della Liturgia.

All'Isolotto, già domenica 28 febbraio la Messa pomeridiana (alle ore 18) sarà celebrata secondo i nuovo rito

Così sarà possibile a tutti esprimere il proprio parere sul modo col quale è bene attuare, nella nostra Chiesa, la Riforma Liturgica.