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IL RINNOVAMENTO VOCAZIONE PERENNE DELLA CHIESA
IL RINNOVAMNTO E' LA VOCAZIONE PERENNE DELLA
CHIESA E NON E' UN CAMBIARE LA RELIGIONE.
La volta scorsa abbiamo concluso riconoscendo che la riforma liturgica è
il primo passo verso un profondo rinnovamento della Chiesa.
E' forse la prima volta che la Chiesa va incontro a una riforma e a un
rinnovamento? Niente affatto!
Anzi, in ogni epoca la Chiesa ha conosciuto delle riforme più o meno
profonde e ogni volta la Fede dei Cristiani e stata messa a dura prova.
Di fronte alla prima necessità di riforma si sono trovati proprio gli
Apostoli alla morte di Gesù.
Essi credevano veramente in Gesù, ma si erano fatti un'idea troppo terrena
della persona e della missione di Lui. La passione e la morte di Gesù
viene a distruggere i loro panorami troppo umani. La loro fede e la loro
speranza non possono più fondarsi sulla potenza terrena di Gesù, ma
unicamente sull'amore di Dio il quale si rivela fedele e onnipotente
proprio attraverso la morte di Gesù.
Infatti Gesù ha davvero conquistato il mondo e fondato il suo regno, ma in
modo diverso da come se lo aspettavano gli Apostoli, cioè morendo in
Croce. E gli Apostoli escono profondamente rinnovati da questa prova.
I CRISTIANI, IN DIVERSE EPOCHE STORICHE, SONO
ANDATI INCONTRO ALLA STESSA PROVA DEGLI APOSTOLI
E, COME LORO, NE SONO USCITI SEMPRE RINNOVATI.
Pensiamo alla Chiesa che nacque subito dopo la discesa dello Spirito Santo
sugli Apostoli. Era formata solo da alcune centinaia di cristiani di
Gerusalemme. Essi, infervorati e spinti dal ricordo vivo della parola e
dell'esempio di Gesù, non esitano a fondare una vera comunità dove l'amore
fraterno è intenso al punto da indurli spontaneamente a mettere in comune
tutti i loro beni e la loro vita. Questi primi cristiani, che erano
davvero un cuore solo e un'anima sola, ci hanno lasciato una immagine
stupenda della Chiesa. Eppure se si fossero attaccati a questa loro
attuazione, la Chiesa non sarebbe rimasta che uno sparuto gruppetto di
fervorosi. Invece Dio manda loro una persecuzione che li obbliga a
separarsi e a disperdersi in vari paesi fuori di Gerusalemme e della
Palestina. Sparì in questo modo la piccola fervorosa comunità di
Gerusalemme, ma nacquero tante comunità, in ogni luogo dove ossi erano
fuggiti.
Allora sorse un nuovo problema.
Infatti i cristiani, fino allora appartenevano tutti al popolo ebraico ed
erano tanto attaccati alle tradizioni ebraiche, che pensavano di
obbligarvi anche i pagani che si convertivano.
Se ciò fosse avvenuto, la Chiesa sarebbe diventata una fra le tanto sette
ebraiche.
Invece Dio spinse i cristiani di allora a liberarsi da questa visione
ristretta e ad aprirsi a tutti gli uomini senza obbligarli a diventare
ebrei.
Così la Chiesa si diffuse in tutto l'Impero Romano, e andò incontro al
noto periodo dello persecuzioni. Si formò allora l'immagine "eroica" della
Chiesa. Ma ben presto ci si rese conto che Dio non chiedeva alla sua
Chiesa di rimanere perennemente come "Chiesa di martiri". E quando
Costantino offrì alla Chiesa la pace e la protezione, essa non esitò ad
accettarlo. Anzi la Chiesa stessa si organizzò sul tipo dell'Impero
Romano: i capi della Chiesa presero l'aspetto di principi e i cristiani
quello di sudditi e tutta la Chiesa finì per prendere l'aspetto di una
società ben organizzata e potente.
In questo modo essa poté raccogliere nel suo seno tutta la società di quel
tempo, rendendo possibile a tutti, anche ai meno eroi, di essere
cristiani.
Questa immagine della Chiesa ha durato molti secoli e ha dato ottimi
frutti, tanto che i cristiani vi si sono come adagiati fino al punto di
considerarla ormai immagine perfetta e immutabile della Chiesa.
Ma i progetti di Dio non sono i progetti degli uomini.
Ed ecco che la organizzazione potente, ricca e influente della Chiesa si e
tanto accentrata nella gerarchia da far sentire ai comuni fedeli come una
mancanza di respiro, di responsabilità e di libertà; si e talmente
cristallizzata da costituire freno al progresso; si e così accresciuta da
scandalizzare e ferire i poveri; si e tanto imposta da ostacolare il
rispetto verso le tradizioni, le abitudini e la cultura dei popoli nuovi.
Come non possiamo non vedere,al di sopra di tutti questi avvenimenti
passati e presenti,l'attenzione paterna di Dio che impedisce alla sua
Chiesa di fermarsi? Come non vedere l'invito di Dio a staccarsi da
panorami troppo umani e a riprendere sempre il cammino verso nuove mete?
E' così che Dio conduce la Sua Chiesa a manifestare gradualmente tutta la
ricchezza che Cristo vi ha deposto, in modo che nessuna esperienza passata
vada distrutta, ma che tutto serva sempre a mostrare meglio la Chiesa come
vera e viva immagine di Cristo.
IL RINNOVAMENTO LITURGICO E LA RIFORMA ATTUALE DELLA
CHIESA NON SONO DUNQUE UN CAMBIAMENTO DELLA RELIGIONE,
MA ANZI SONO IL VERO E UNICO MODO COL QUALE LA CHIESA
CONTINUA AD ESSERE SE STESSA.
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