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Terza settimana di preparazione alla riforma liturgica: il rinnovamento è la vocazione perenne della Chiesa e questo non vuol dire cambiare la religione.

   
   

 


IL RINNOVAMENTO VOCAZIONE PERENNE DELLA CHIESA

 



IL RINNOVAMNTO E' LA VOCAZIONE PERENNE DELLA
CHIESA E NON E' UN CAMBIARE LA RELIGIONE.


La volta scorsa abbiamo concluso riconoscendo che la riforma liturgica è il primo passo verso un profondo rinnovamento della Chiesa.
E' forse la prima volta che la Chiesa va incontro a una riforma e a un rinnovamento? Niente affatto!
Anzi, in ogni epoca la Chiesa ha conosciuto delle riforme più o meno profonde e ogni volta la Fede dei Cristiani e stata messa a dura prova.
Di fronte alla prima necessità di riforma si sono trovati proprio gli Apostoli alla morte di Gesù.
Essi credevano veramente in Gesù, ma si erano fatti un'idea troppo terrena della persona e della missione di Lui. La passione e la morte di Gesù viene a distruggere i loro panorami troppo umani. La loro fede e la loro speranza non possono più fondarsi sulla potenza terrena di Gesù, ma unicamente sull'amore di Dio il quale si rivela fedele e onnipotente proprio attraverso la morte di Gesù.
Infatti Gesù ha davvero conquistato il mondo e fondato il suo regno, ma in modo diverso da come se lo aspettavano gli Apostoli, cioè morendo in Croce. E gli Apostoli escono profondamente rinnovati da questa prova.


I CRISTIANI, IN DIVERSE EPOCHE STORICHE, SONO
ANDATI INCONTRO ALLA STESSA PROVA DEGLI APOSTOLI
E, COME LORO, NE SONO USCITI SEMPRE RINNOVATI.


Pensiamo alla Chiesa che nacque subito dopo la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Era formata solo da alcune centinaia di cristiani di Gerusalemme. Essi, infervorati e spinti dal ricordo vivo della parola e dell'esempio di Gesù, non esitano a fondare una vera comunità dove l'amore fraterno è intenso al punto da indurli spontaneamente a mettere in comune tutti i loro beni e la loro vita. Questi primi cristiani, che erano davvero un cuore solo e un'anima sola, ci hanno lasciato una immagine stupenda della Chiesa. Eppure se si fossero attaccati a questa loro attuazione, la Chiesa non sarebbe rimasta che uno sparuto gruppetto di fervorosi. Invece Dio manda loro una persecuzione che li obbliga a separarsi e a disperdersi in vari paesi fuori di Gerusalemme e della Palestina. Sparì in questo modo la piccola fervorosa comunità di Gerusalemme, ma nacquero tante comunità, in ogni luogo dove ossi erano fuggiti.


Allora sorse un nuovo problema.
Infatti i cristiani, fino allora appartenevano tutti al popolo ebraico ed erano tanto attaccati alle tradizioni ebraiche, che pensavano di obbligarvi anche i pagani che si convertivano.
Se ciò fosse avvenuto, la Chiesa sarebbe diventata una fra le tanto sette ebraiche.


Invece Dio spinse i cristiani di allora a liberarsi da questa visione ristretta e ad aprirsi a tutti gli uomini senza obbligarli a diventare ebrei.
Così la Chiesa si diffuse in tutto l'Impero Romano, e andò incontro al noto periodo dello persecuzioni. Si formò allora l'immagine "eroica" della Chiesa. Ma ben presto ci si rese conto che Dio non chiedeva alla sua Chiesa di rimanere perennemente come "Chiesa di martiri". E quando Costantino offrì alla Chiesa la pace e la protezione, essa non esitò ad accettarlo. Anzi la Chiesa stessa si organizzò sul tipo dell'Impero Romano: i capi della Chiesa presero l'aspetto di principi e i cristiani quello di sudditi e tutta la Chiesa finì per prendere l'aspetto di una società ben organizzata e potente.
In questo modo essa poté raccogliere nel suo seno tutta la società di quel tempo, rendendo possibile a tutti, anche ai meno eroi, di essere cristiani.


Questa immagine della Chiesa ha durato molti secoli e ha dato ottimi frutti, tanto che i cristiani vi si sono come adagiati fino al punto di considerarla ormai immagine perfetta e immutabile della Chiesa.
Ma i progetti di Dio non sono i progetti degli uomini.

Ed ecco che la organizzazione potente, ricca e influente della Chiesa si e tanto accentrata nella gerarchia da far sentire ai comuni fedeli come una mancanza di respiro, di responsabilità e di libertà; si e talmente cristallizzata da costituire freno al progresso; si e così accresciuta da scandalizzare e ferire i poveri; si e tanto imposta da ostacolare il rispetto verso le tradizioni, le abitudini e la cultura dei popoli nuovi.



Come non possiamo non vedere,al di sopra di tutti questi avvenimenti passati e presenti,l'attenzione paterna di Dio che impedisce alla sua Chiesa di fermarsi? Come non vedere l'invito di Dio a staccarsi da panorami troppo umani e a riprendere sempre il cammino verso nuove mete?
E' così che Dio conduce la Sua Chiesa a manifestare gradualmente tutta la ricchezza che Cristo vi ha deposto, in modo che nessuna esperienza passata vada distrutta, ma che tutto serva sempre a mostrare meglio la Chiesa come vera e viva immagine di Cristo.


IL RINNOVAMENTO LITURGICO E LA RIFORMA ATTUALE DELLA
CHIESA NON SONO DUNQUE UN CAMBIAMENTO DELLA RELIGIONE,
MA ANZI SONO IL VERO E UNICO MODO COL QUALE LA CHIESA
CONTINUA AD ESSERE SE STESSA.