| |
|
Fino dai primi
momenti della nuova parrocchia (1954) era stato ricercato il
coinvolgimento dei laici nelle decisioni che riguardavano la vita della
parrocchia. Si trattava all'inizio solo del gruppo che partecipava più
attivamente a tutto il quadro pastorale: alla liturgia, ai percorsi
biblici, all'impostazione della predicazione domenicale, alla catechesi,
ecc. A questo punto era importante allargare il discorso non solo al
gruppo o ai praticanti ma a tutti i cristiani del quartiere per queste due
scelte ritenute importanti: se riunirsi in chiesa anche al di fuori della
messa e se era giusto o meno attuare il riscaldamento nella chiesa. |
|
|
| |
|
S. Pasqua 1965
A TUTTI I CRISTIANI
DELL'ISOLOTTO
____________________
(1ettera sottoscritta dai sacerdoti
e da un gruppo di laici)
Desideriamo parteciparVi due problemi che riguardano la nostra parrocchia:
1) COME APPROFONDIRE LA NOSTRA. FRATERNITA'
Molti di noi hanno accolto la riforma della Messa con un senso di sollievo
e di soddisfazione. Ma se il rinnovamento riguardasse solo l'aspetto
esteriore dei riti, saremmo degli ipocriti.
Ora invece il rinnovamento dei riti dove essere il primo passo verso un
rinnovamento di tutta la vitA cristiana e della vita della Chiesa.
Infatti, se siamo convinti che Dio è davvero nostro Padre, che noi
cristiani siamo tutti veri fratelli legati dai vincoli del sangue di Gesù,
che la Chiesa è la Famiglia di Dio, allora bisogna dimostrarlo meglio
perché il nostro attuale comportamento non lo dimostra abbastanza.
Noi tutti, e preti e laici, dobbiamo cercare insieme il modo per vivere
più da fratelli. Dio ce lo chiede con insistenza, e tutti gli uomini,
anche i non credenti, si aspettano che dimostriamo in pratica il valore
del Vangelo in cui crediamo.
Noi pensiamo che per approfondire la nostra fraternità sia necessario
ritrovarci non solo alla Messa, ma anche al di fuori di questa.
Ciò almeno per tre motivi:
-perché la nostra. partecipazione alla Messa è ancora troppo legata
all'adempimento dell'obbligo e poco legata all'amore fraterno;
-perché durante la Messa non possiamo parlare fra noi, conoscersi
e quindi non possiamo approfondire il vincolo della fraternità;
-perché infine, sia i sacerdoti che i laici, siamo impreparati a
comprendere, durante la Messa, Dio che ci parla.
No sappiamo però se questa esigenza nostra è condivisa anche da Voi.
Perciò desideriamo conoscere il Vostro parere.
Non Vi chiediamo, prima di tutto, di dirci se Vi trovate Voi stessi, in
questo momento, nella effettiva possibilità di partecipare con noi ad
alcune riunioni al di fuori della Messa.
Vi chiediamo sopratutto di rispondere a questi problemi:
SENTITE ANCHE VOI IL BISOGNO DI ASCOLTARE CON PIU' AMORE E CON PIU'
LARGHEZZA DI TEMPO LA PAROLA DI DIO E DI VIVERE PIU' DA FRATELLI CON GLI
ALTRI CRISTIANI?
..............
DI CONSEGUENZA, PENSATE CHE SIA OPPORTUNO RITROVARCI, ANCHE AL DI FUORI
DELLA MESSA?
...........
2) COME LA NOSTRA FAMIGLIA PAROCCHIALE PUO' COMPORTARSI
DI FRONTE ALLA NECESSITA' DI TESTIMONIARE SEMPRE LA POVERTA'
DI CRISTO ANCHE NELL'AFFRONTARE PROBLEMI PRATICI QUALI IL
RISCALDAMENTO DELLA CHIESA.
Se la parrocchia deve essere e apparire meglio una vera famiglia, allora
occorre che tutti i fratelli facciano propri i problemi della famiglia
stessa e bisogna che le decisioni, specialmente quelle più importanti,
vengano prese di comune accordo.
Per questo motivo desideriamo che ognuno di Voi possa dire il proprio
parere riguardo a un problema sollevato da diversi parrocchiani: IL
RISCALDAmENTO DELLA CHIESA.
Si tratta, a nostro avviso soprattutto di un problema di coscienza e non
semplicemente di un problema finanziario.
Infatti non sarebbe difficile, in un rione così popoloso, anche se non
ricco, raccogliere in un tempo più o meno lungo la somma di tre,milioni e
mezzo (£. 3.5OO.OOO), necessaria per dotare la nostra chiesa di un
impianto di riscaldamento ad aria calda.
MA NOI CRISTIANI CI RIUNIAMO IN CHIESA PER TESTIMOIN1ARE LA POVERTA' DI
GESU. E PER FARE NOSTRE, COME GESU', LE SOFFERENZE DEGLI ALTRI.
se pensiamo questo, allora si capisce come il problema del riscaldamento
diventa un problema di coscienza sul quale è bene illuminarci
reciprocamente.
Perciò Vi chiediamo il vostro parere e il Vostro consiglio.
Per facilitarVi il compito abbiamo pensato di sottoporVi alcune risposte.
Fra queste potrete scegliere quella che più corrisponde al vostro modo di
pensare, facendo un segno nell'apposito quadratino a lato.
Chi invece vuole esprimere un giudizio più personale potrà usare gli spazi
liberi o scrivere una lettera a parte.
[1].NON approVo il riscaldamento della Chiesa perché è da considerarsi un
lusso e una offesa verso tante famiglie che, anche nel nostro rione
patiscono il freddo.
[2] NON approvo il riscaldamento, perché la chiesa deve essere povera per
partecipare alla povertà di tanti uomini e popoli che vivono nella
miseria.
[3] NON approvo il riscaldamento perché comporta una spesa eccessiva
rispetto alla utilità.
[4] SI approvo il riscaldamento della chiesa perché gli ambienti in cui
viviamo sono tutti in qualche modo riscaldati e quindi non lo considero un
lusso ma una necessità.
[5] SI approvo il riscaldamento perché la Chiesa, anche nel testimoniare
la povertà di Gesù, deve tener conto delle persone più deboli.
[6] SI approvo il riscaldamento perché la povertà della Chiesa non
richiede la rinunzia al riscaldamento.
(Fate una crocetta nel quadratino accanto alla
risposta che corrisponde meglio al Vostro pensiero)
............................................................
............................................................
.............................................................
LA VOSTRA FIRMA.
..................
QUESTA LETTERA, DA VOI COMPLETATA,
VI PREGHIAMO DI RICONSEGNARCELA
ENTRO DOMENICA PROSSIMA 25 APRILE.
| |
|