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Nelle sei pagine, che di questo fascicolo vengono qui riprodotte, viene presentato un riepilogo di quanto si è maturato finora riguardo alla catechesi per i ragazzi. E’ da questo momento che si cominciano a proporre delle schede ciclostilate che serviranno ai catechisti e ai ragazzi per le riunioni di catechismo. Nello stesso fascicolo, tra la pagina 6 e la pagina 7, sono contenute le prime due schede. Riportiamo la prima scheda.

   
   

 

I S O L O T T O         24 GENNAIO 1963

 

 

.IN CAMMINO.................................................... Il problema del Catechismo

 

COMUNITA' DI CREDENTI............................ Meditazioni su avvenimenti

............................ Lettera ai lavoratori della FIVRE

 

COMUNIONE NELLA PAROLA ................... Il Tema biblico dell'Alleanza

 

COMUNITA' ORANTE. .................................. Letture dal tema biblico dellAlleanza

 

_____________________________________________________________________________

 

  

I N       C A M M I N O.

. Il problema del Catechismo:

premesse - esperienze - orientamenti

_______________

 

 

FINORA IL CATECHISMO, NELLA NOSTRA PARROCCHIA, E' STATO COMPITO QUASI ESCLUSIVO DEI SACERDOTI. GIA’ DA DUE ANNI PERO' IL NOSTRO GRUPPO HA FATTO DEI TENTATIVI PER COLLABORARE, NEL DESIDERIO DI ESPRIMERE LA PROPRIA FRATERNITA’ E LA PROPRIA

MISSIONE.

 

IN BASE A QUESTE PARZIALI ESPERIENZE SI E' POTUTO COMPRENDERE IL VALORE DI QUESTO COMPITO, CHE SPETTA ALLA FAMIGLIA PARROCCHIALE NEL SUO INSIME E NON SOLO AI SACERDOTI.

 

QUEST 'ANNO IL GRUPPO (COMPRENDENTE I VARI PICCOLI GRUPPI) SI PREPARA A INIZIARE DEFINITIVAMENTE L'ESPERIENZA DEL CATECHISMO .

 

IL PRESENTE FOGLIETTO CONTIENE ALCUNE PREMESSE ORIENTATIVE, ALCUNE NORME DI ATTUAZIONE E DEL  MATERIALE DIDATTICO, FRUTTO DI ESPERIENZE PRECEDENTI  SIA NOSTRE CHE DI ALTRE PARROCCHIE.

 

_________________

 

L'insegnamento del catechismo fa parte di uno dei compiti più importanti della Chiesa, cioè della Predicazione. Più particolarmente il catechismo è la predicazione che si rivolge a coloro che per la prima volta vogliono iniziarsi ai Misteri della Fede; mentre l'Omelia è la predicazione che si

rivolge a una comunità Cristiana già formata.

Il Catechismo quindi partecipa pienamente a tutte le caratteristiche umane-soprannaturali della Predicazione. E' anzitutto mandato di Cristo che si rivolge alla Chiesa gerarchicamente strutturata. Ognuno che insegna il catechismo, sia esso il Padre di famiglia verso i suoi figli, sia il laico verso i fratelli Cristiani, sia il sacerdote verso i suoi fedeli, assolvono in unione col vescovo ed in dipendenza più o meno esplicita da Lui (quindi in Unione alla Chiesa), alla missione di Cristo:"andate..."

Non è possibile, per un cristiano partecipe del carattere di Cristo, disfarsi della missione, a meno che non lo voglia esplicitamente rinnegando la propria fede. Anzi dobbiamo dire di più e cioè che il catechista partecipa alla missione di Cristo, in modo misteriosamente profondo, proprio in virtù del "Carattere" che lo assimila a Cristo.

Il catechista è molto più che un semplice "mandato-ambasciatore", egli è un membro vivo,di un corpo vivo (la Chiesa), che agisce in virtù del capo vivente (Gesù). Egli non solo ha il compito di "parlare in nome" di Gesù e della Chiesa; e tanto meno di parlare solo di Gesù e della Chiesa; ma molto più ha il compito di parlare per" Gesù, "con" Gesù, "in" Gesù; cioè di rendere presente Gesù e la sua Chiesa, in un momento particolare e determinato dello spazio e del tempo, allo stesso modo che Gesù fu presente ai suoi contemporanei, allo stesso modo che la Chiesa è stata presente lungo i secoli, con la stessa funzione e la medesima efficacia salvifica.

Soltanto in questo modo, si può dare un senso adeguato alle varie espressioni, con le quali il Signore ha resa esplicita la missione degli Apostoli e dei discepoli suoi e ad altre,come queste:

-"Chi ascolta voi,ascolta me".

-"Qualsiasi cosa avrete fatto al più piccolo dei miei, l'avrete -fatto a me".

-"Padre che siano uno come noi siamo uno, io in loro e Tu in me, affinché il mondo creda...".

Allora, come la funzione del Cristo, così quella del catechista, è una funzione di "mediazione".

La catechesi non è propaganda, pubblicità o proselitismo ; in quanto tali atteggiamenti sono atti più a limitare la coscienza e la libertà che a favorirne l'uso e la purezza. Non è neppure insegnamento religioso, se con questa parola s'intende la comunicazione dei frutti di una esperienza naturale di Dio, non è insegnamento di nozioni riguardanti l'esistenza o l'essenza di Dio, non è insegnamento di una Morale, né-spiegazione di riti. Tutte queste cose potranno essere mezzi, anche necessari, ma non costituiscono né il punto di partenza, né quello di arrivo.

La catechesi, invece; ha il compito di "testimoniare", (la parola "testimoniare" ha un senso piuttosto complesso, essa riassume la mediazione soprannaturale), cioè di annunziare e a suo modo di rendere effettivamente presente, come in una meravigliosa concentrazione, tutto l'Amore di Dio rivelatosi attraverso i secoli: quell'Amore che donandosi ha creato l'universo, ha dato la vita all'uomo e gliel'ha conservata nonostante il peccato, che ha eletto il popolo Ebraico, ha suscitato gli antichi Profeti, si è incarnato prendendo Egli stesso forma di uomo, che ha patito,è morto, risuscitato e asceso, che ha dato vita alla Chiesa, suo Corpo, ha suscitato i Santi e deve tornare a unificare visibilmente e definitivamente il mondo.

 

La presenza di Dio, testimoniata (quasi concentrata in una porzione determinata dello spazio e del tempo) dalla catechesi, potrebbe esser paragonata alla presenza consenziente dello sposo, davanti alla sposa, nel momento del matrimonio. Come nel si dello sposo, in questo di Dio, c'è tutta la storia passata, presente e futura del Suo amore; c'è l'offerta della Sua fedeltà passata, della totale disponibilità presente e della promessa di fedeltà eterna.

E non è da pensare che il catechista svolga la funzione del procuratore come nei matrimoni per procura; il catechista non è Dio, è chiaro, ma non è neppure il suo rappresentante: egli è un membro del Corpo di Cristo-Dio.

 

Per questo nella testimonianza del catechista c 'è coinvolta tutta la propria vita, come pure tutta la vita della Chiesa. Prima che con le parole egli offre la fedeltà di Dio attraverso la propria fedeltà, la disponibilità presente di Dio attraverso la propria disponibilità, la promessa di fedeltà. eterna, attraverso la propria promessa.

La presenza consenziente di Dio e la presenza consenziente del catechista, costituiscono un unico si", che mette il catechizzato di fronte alla necessità della decisione. Accettare o respingere l'offerta. In realtà quando il catechizzato è un bambino la decisione non si presenta in maniera drastica ed esplicita. Però e pericolosissimo considerare la decisione come un fatto scontato e quindi la catechesi come una semplice conseguenza. Lo scopo della catechesi è sempre quello di imporre la necessità della decisione; perché il consenso dell'uomo, anche il più santo, é rimesso in discussione ogni momento e va di continuo rinnovato. Sembra che al bambino sia risparmiata questa necessità, ma è una illusione perniciosa che peserà, forse decisamente, sull'orientamento dell'adolescente. Per il bambino non si tratterà di alternativa,

ma piuttosto di decisione tutta positiva; non dovrà essere turbata la sua semplicità, con.problemi più grandi di lui, ma dovrà esser guidato verso la presa di coscienza della necessità di una decisione personale e libera che coinvolge tutta la sua vita .

La comunione, la confessione, la cresima, la partecipazione alla Messa, la preghiera personale e l'impegno missionario nella vita, risulteranno allora come la continuazione logica della catechesi e il suo coronamento.

 

Di qui risulta evidente l’importanza che possono avere queste premesse per un giusto ordinamento del catechismo e per una retta interpretazione del suo posto in relazione alla liturgia ed alla vita.

 

In conclusione la catechesi è una mediazione nel senso stesso che questa parola serve a definire più completamente la missione di Gesù e della Chiesa.

Essa deve in pratica continuare la predicazione degli apostoli, contenuta nel Nuovo Testamento, usando un linguaggio adatto e comprensibile agli uomini e cui si rivolge

Per "linguaggio adatto comprensibile non s'intende solo una traduzione di lingua o una parafrasi

del Vangelo; ma molto di più: un trasferimento di mentalità, una adeguazione vitale della immutabile rivelazione, alle concezioni mentali, ai costumi di vita, alle esigenze particolari...... e in specie, alla personalità del fanciullo.

Per questo la catechesi-mediazione, esige, da una parte la immersione del catechista nella Parola di Dio, una profonda e viva esperienza personale di Gesù e una fedeltà genuina alla Chiesa; dall'altra parte esige contemporaneamente una comprensione effettiva della persona a cui si rivolge.

Il catechista deve evitare a questo proposito ogni presunzione e quindi mantenere un atteggiamento di umile ricerca sia verso la Rivelazione, sia verso la comprensione dell’animo  dei fanciulli.

 

Se è vero che il Mistero di Dio deve venir fuori attraverso la partecipazione spontanea e inevitabile di una pienezza di esperienza, di conoscenza e di amore del catechista, questi non deve dimenticare che la sua pienezza è sempre parziale e insignificante rispetto al mistero che testimonia, non deve sentirsi dispensato dall'ubbidienza alle Chiesa, ne deve disprezzare ogni mezzo didattico.

Anzi, a riguardo dei mezzi didattici, si potrebbe dire che tutti vanno bene, purché non contraddicano di fatto alla essenza del catechismo.

Per esempio, una eccessiva rigidezza scolastica nell'ordinamento della lezione nuoce alla caratteristica principale della catechesi, che è la testimonianza personale; mentre può giovare che i ragazzi abbiano la possibilità di scrivere o che si possa disporre di.una lavagna.

Così pure, svia dalla comprensione dello scopo primo dalla catechesi, che è la decisione personale, l'assegnare sistematicamente compiti per casa, l'interrogare, l’assegnare i voti, i premi, ecc.., mentre può tornare utile l'adozione di un "quaderno attivo" su cui i1 ragazzo possa rispondere a domande, fare disegni, scrivere preghiere, esporre sue considerazioni; come può giovare il far parlare i ragazzi, far leggere a loro il Vangelo ecc.

E ancora, sono da evitare tutti quei mezzi che, per sollecitare l'impegno individuale, nuocciono allo spirito di fraternità e di collaborazione, che deve sempre contraddistinguere il gruppo dei ragazzi che segue il catechismo; mentre possono riuscire utilissimi quei mezzi che servano a favorire tale spirito comunitario.

E in fine non si deve dimenticare che la Rivelazione Cristiana è un grande Mistero, e tale deve rimanere anche nel presentarla ai piccoli: il desiderio di spiegare, di farsi comprendere, di adattarsi, di condividere la gioia della Scoperta, non deve mai far scadere il senso del Mistero, né privare della gioia dell'adorazione.

 

 -Da queste premesse si deduce un orientamento piuttosto chiaro e concreto sia nella formulazione del programma del catechismo, sia nelle compilazione e nell'uso di sussidi, quali le schede, sia nell'ordinamento delle riunioni catechistiche, sia nella ricerca di iniziative che aprano il bambino ella vita liturgica, alla preghiera, e alla vita cristiana in genere.

   

IL PROGRAMMA: Non può essere completo in senso assoluto, cioè non può contenere tutte le verità della fede nella loro esatta formulazione e successione teologica. I catechismi ufficiali sembrano avere tale pretesa, ma non sono in realtà che schemi teologici ad uso del catechista.

L'obbligo di insegnarli a memoria è legato alla opportunità di consegnare al fanciullo il patrimonio completo della verità rivelata, affinché abbia una salda misura che sempre accompagni la propria esperienza religiosa specialmente in periodi di eresia. Oggi che la totalità dei fanciulli va incontro, quasi sicuramente, alla indifferenza religiosa e non all'eresia, il bagag1io delle nozioni diventa forse più un appesantimento che un aiuto. La religione rimarrà più facilmente impressa nella sua psiche, come una cosa terribilmente noiosa, priva di ogni rispetto per la libertà personale e di ogni mordente in relazione ai problemi della vita pratica.

 

D'altra parte l'obbligo di insegnare a memoria le risposte del catechismo di Pio X, non ha dispensato il catechista dall'obbligo di favorire in ogni modo l'esperienza religiosa personale del fanciullo.

Se il catechismo dunque deve favorire un incontro intimo fra l'uomo e Dio, non può preoccuparsi della completezza in senso assoluto, perché questa sarà- il frutto spontaneo e graduale di un eventuale cammino religioso.

 

Il programma di catechismo dovrà invece preoccuparsi soprattutto di una completezza relativa che partendo dalla persona viva di Gesù, riconduce a Lui tutte le cose

Per questo pensiamo indispensabile presentare all'inizio Gesù come amico presente e come perfetta rivelazione del Padre. Passiamo quindi a offrire la interpretazione della storia, come storia della progressiva rivelazione dell'Amore di Dio, che trova appunto in Gesù il suo compimento.

 

Infine, attraverso la meditazione del tema biblico del Pastore, (il più fondamentale e completo) proponiamo una sintesi della dottrina cattolica che scaturisce direttamente da Gesù, in ogni suo aspetto e che a Lui orienta tutta la vita cristiana .

Così il ragazzo si trova sempre e soltanto di fronte alla persona di Gesù e questa acquista per lui perfezione, concretezza e fascino. In seguito il ragazzo sarà vittima dell'indifferenza diffusa, ma l'incontro con un tale amico non si cancellerà facilmente.

 

 LE SCHEDE: Sono un sussidio didattico che non va né sopravvalutato né disprezzato.

 

La scheda contiene una breve introduzione che serve sopratutto da collegamento con le al tre, cioè come da filo conduttore.

All'inizio di ogni riunione sarà bene servirsi proprio di tale introduzione per riallacciarsi all'argomento o agli argomenti precedenti, introducendo al tempo stesso il nuovo argomento.

 Inoltre la scheda contiene alcune citazioni del Vangelo o alcuni brani della Bibbia. Queste letture possono essere fatte dai ragazzi stessi, purché il catechista si preoccupi sempre di inquadrarle

nellavvenimento da cui sono tratte, di spiegarne le parole difficili e di farvi scaturire le risposte alle domande della ricerca. Queste risposte naturalmente non devono apparire come tali affinché la ricerca rimanga poi interessante.

 La Preghiera può essere recitata a questo punto o al termine della riunione, ed è una piccola sintesi dell'argomento trattato .

 La nostra ricerca: è articolata attraverso alcune domande a cui devono rispondere i ragazzi, prima insieme e poi ognuno sulla propria scheda (magari a casa propria). Il catechista può aggiungere anche altre domande.

. Un segno della nostra scoperta:si tratta di un piccolo compito che spesso può rivelare il grado di impegno o di comprensione. Il catechista può chiedere anche altre cose.

  

ORDINAMENTO DELLE RIUNIONI:Le riunioni di catechismo dovrebbero essere due alla settimana.

La prima, dovrebbe servire a impostare tutto il lavoro; la seconda (da farsi magari insieme ad altri gruppi e con la partecipazione di un sacerdote o di un capo gruppo) dovrebbe servire a concludere e unificare il lavoro dei singoli ragazzi e dei singoli gruppi, dovrebbe essere cioè come una compartecipazione dei risultati del lavoro e al tempo stesso uno stimolo.

I catechisti, che non si trovassero in tali possibilità, potrebbero in genere tenere solo la prima riunione, chiedendo ai ragazzi stessi di informarlo sull'andamento della seconda.

In ogni riunione ci si deve preoccupare degli assenti e di insegnare progressivamente le preghiere latine della Mossa.

 

 RELAZIONE CON LA VITA LITURGICA: si pensa che sia importante far sentire nettamente la riunione catechistica come continuazione della Messa. Per questo i catechisti dovrebbero considerare essenziale il partecipare, insieme ai ragazzi, alla Messa domenicale ed alla messa del venerdì sera; e poi, in tutte o in alcune riunioni, il parlare un po' della Messa, approfittando dell'insegnamento delle preghiere o di alcune domande che i ragazzi possono rivolgere.

 

Apertura alla Preghiera: lo scopo del catechismo è di iniziare ed educare alla preghiera, intendendo per preghiera la relazione intima e personale con Dio presente. Però non sarà male che il catechista si preoccupi anche di educare all'aspetto formale della preghiera. Egli potrebbe per esempio.invitare a leggere ogni giorno uno dei brani indicati nella scheda e a recitare la preghiera ivi contenuta. In seguito potrà invitare i ragazzi stessi a comporre delle preghiere .

.

Apertura alla vita Cristiana: Il colloquio deve essere continuamente riferito alla vita concreta, specialmente mostrando gli aspetti difettosi di un certo cristianesimo di abitudine e la necessità e la possibilità di un cristianesimo impegnato, proponendo esempi concreti di cristianesimo vissuto, facendo rilevare la necessità dell'amore fraterno concreto per qualificare il cristiano parlando dei poveri, dei malati, dei carcerati, delle persone meno simpatiche, come di fratelli veri, da amare sul serio, ecc; non perdendo nessuna occasione per formare nel ragazzo la coscienza della presenza vera di Gesù nel prossimo


(Presentazione della prima scheda)

(1)

GESU’ AMICO

  

L’AMICIZIA E’ FRA LE COSE PIU’ BELLE

  

I GENITORI, I FRATELLI, I COMPAGNI

ALLIETANO LA NOSTRA VITA

QUANDO CI SONO AMICI

SINCERI, FEDELI E PRESENTI

 

OGNUNO DI NOI HA UN AMICO

PIU’ FEDELE, SINCERO E PRESENTE DI TUTTI:

GESU’

 

 La Parola di Dio:

 

                        Nessuno ha amore più grande, di colui

                        che dà la vita per i suoi amici

                                    Giovanni  15, 9-14

 

La nostra preghiera

 

Gesù, ti ringraziamo

di essere il nostro amico

più sincero e fedele.

Tu hai dato la vita per noi

e ci sei sempre presente.

Aiutaci a scoprire meglio

la tua amicizia

 

La nostra ricerca:

 

1.Potremmo vivere senza amici?

 2.Chi sono i miei amici più veri?

 3.Che cosa fanno per me?

 4.Gesù che cosa ha fatto per noi?

 5. Che cosa fa Egli tuttora per noi?

 

 Un segno della nostra scoperta:

 

Un disegno così intitolato:

Gesù è un amico fedele e sincero come

l’acqua di una fonte perenne