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VITA CRISTIANA, PREGHIERA E BIBBIA.

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Da tempo, ormai, la vita della nostra comunità e, di conseguenza, la vita personale di molti di noi ricerca nella Bibbia ciò che questa può dare pienamente e cioè l’orientamento, il nutrimento della propria fede, la esperienza viva di Dio. La nostra ricerca, pur così incerta e vacillante, è inserita in una corrente che si fa sempre più strada nella Chiesa e che ha generato varie esperienze e molti studi.

 

Ci sembra molto interessante, in questo senso, un articolo del monaco benedettino Jean Leclercq, sulla “Rivista di Ascetica e Mistica” edita dalla L.E.F., nel n° di Gennaio-Febbraio 1961.

L’articolo è intitolato “La Preghiera e le Preghiere ossia  La Unità della Preghiera”.

Gli argomenti si succedono in questo ordine: Introduzione (presentazione dell’essenza della preghiera come accettazione della Volontà di Dio) - 1) La Preghiera come mistero (presenza di Gesù e del suo Spirito in noi come radice e fonte della nostra preghiera) - 2) La Liturgia come preghiera biblica - 3) La preghiera personale come lettura biblica.

 

L’interesse di questo articolo deriva dal fatto che ci aiuta nel nostro sforzo di riscoperta dell’unità della Rivelazione Cristiana, sforzo che è proprio il compito di noi, uomini di oggi, che succedono a generazioni le quali, avendo approfondito i singoli aspetti della Rivelazione stessa, hanno favorito una mentalità che guarda al Cristianesimo come ad un complesso di verità mancanti di ciò che costituisce proprio il suo vero fondamento, cioè l’unità.

 

Seguendo lo schema dell’articolo accennato sopra, cercheremo, durante questo mese, di vedere insieme la strettissima relazione che esiste tra vita cristiana, preghiera e Bibbia, relazione intravista, ma non meditata ed assimilata abbastanza.

Cercheremo di dare una breve relazione riassuntiva dell'articolo, ri- mandando a questo per uno studio più approfondito.

 

 

INTRODUZIONE: (presentazione della preghiera come accettazione della Volontà di Dio).

 

“Gli antichi Scrittori di cose spirituali definivano la preghiera come una “elevazione dell'anima a Dio”,: e, secondo questa definizione la preghiera non implica necessariamente l’uso di parole. L’espressione significa semplicemente il tenersi alla presenza di Dio, il consentire a Lui. Fondamentalmente, la preghiera consiste nell’accettare Dio e ciò che Egli esige da noi: “sia fatta la tua volontà”.

 

Pregare non è nulla di più che dire “SI” a Dio, e, per questo, non è neppure necessario pronunziare il monosillabo “si”. E' sufficiente restare là, non andarsene, starsene silenziosamente alla mensa dei divini misteri, vicino all’altare, ai piedi della croce. Una tale preghiera, naturalmente, consistendo nel desiderio di accogliere Dio in noi è, nel medesimo tempo, un’attesa, una domanda, un’aspirazione: tutto noi dobbiamo ricevere da Dio, e, in primo luogo, Lui stesso”.

 

L’uomo dunque non ha che da acconsentire, non ha che da tendere a realizzare questo “si”. L’uomo, finché vive sulla terra, non è chiamato tanto a comprendere e a capire il Mistero, quanto piuttosto a penetrare nel mistero, ad inserirsi in esso.

 

 

Ora questo “si” dell’uomo è preghiera, che è perciò un acconsentimento, una tendenza a compiere la volontà di Dio.

Gesù realizza in pieno la volontà del Padre, Gesù è il compimento perfetto della volontà del Padre: per questo Gesù è l’Uomo della preghiera. Così, ogni volta che Gesù usa delle espressioni di preghiera, le sue parole sono sempre di accettazione della volontà del Padre... “Padre, non come voglio io, ma come vuoi tu...”. ... “ho osservato la tua parola...”. Espressioni queste che sono una ricapitolazione di tutta la vita di Gesù, vita che, dal primo fino all’ultimo istante, è il compimento della volontà del Padre. (..Ecco, io vengo per fare la tua volontà - Tutto è compiuto”).

E quindi tutta la vita di Gesù è preghiera, anzi Gesù stesso è essenzialmente preghiera, essendo egli, per essenza, il compimento della Volontà di Colui dal quale è stato inviato, mandato nel mondo.

 

 

 

 

Salmo              Lettura                                                Salmo              Lettura

febb. 3             79, 1-8            Sal 40                          febb. 6             80,1-8            Rom.5,18-2

“””””4              79, 9-11          Ebr. 10, 1-10              “”””” 7             80,9-20          Mat.26,47-56

“””””5              79, 6-10          Mat. 26,39-44             “”””” 8              81,1-10          Luc. 2,41-51

 

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ORAZIONE

(ogni giorno reciteremo la preghiera fratel Carlo di Gesù.)

 

“Padre, noi ci ,abbandoniamo a te, fai di noi ciò che a te piace.

Qualunque cosa tu faccia di noi, ti ringraziamo.

Simo pronti a tutto, accettiamo tutto.

Non desideriamo niente altro, Dio nostro,

purché la tua volontà si compia in noi e in tutte le tu e creature

Rimettiamo le anime nostre nelle tue mani,

te le doniamo, o Signore,

con tutto l’amore del nostro cuore,

perché ti amiamo.

Ed e per noi una esigenza di amore

il darci, il rimetterci nelle tue mani,

senza misura, con una confidenza infinita,

poiché tu sei nostro Padre.

AMEN

 

 

 

2 febbraio 1961