| |||||||||||||||||||
| Home Notizie Storia Archivio storico Incontri Domenicali Esperienze Educative Libri Progetti Condivisi Echi di Stampa e-Link Contatti | ||||
| RICERCA | Y '54 '55 '56 '57 '58 '59 '60 '61 '62 '63 '64 '65 '66 '67 '68 '69 '70 '71 '72 '73 '74 '75 '76 '77 '78 '79 '80 > | NOTIZIARIO VEGLIE |
|
Il tema della fede, dell’amicizia di Dio, della Chiesa come famiglia di Dio, della fraternità da costruire fra gli uomini, tema approfondito nelle riunioni, nelle assemblee, nella lettura e meditazione della Scrittura, nella stessa liturgia e predicazione domenicale, nella catechesi ha portato alla decisione di dare un segno di amore: l’accoglimento di alcuni “bambini abbandonati” per i quali si è costituito nella canonica una casa famiglia. La Chiesa, e quindi la parrocchia, è vista come espressione della maternità e paternità di Dio Nel “Gruppo del Giovedì”il problema degli istituti si è fatto pressante e da qui la decisione di approfondire ulteriormente il problema. |
||||
|
COMUNIONE NELLA CARITA’ Novembre 1960
PREMESSA AL “CENSIMENTO DEI FANCIULLI ABBANDONATI” Non è per curiosità o per cultura che faremo il censimento (il vocabolo è antipatico: useremo questo finché non ne troveremo un altro...) dei fanciulli abbandonati. Sono essi persone, quindi “universi” e per noi ancor più sono l’immagine viva di Dio, sono altrettanti Gesù. Ciascuno di loro vale il dono di tutti noi, per cui non potranno mai diventare oggetto di cultura e di curiosità. Né pretendiamo di affrontare il problema dell’abbandono, né di condurre una inchiesta sociologica, perché ciò compete a persone tecnicamente preparate che hanno già condotto studi e ricerche, utilissimi per noi. Quanto faremo non è neppure per compiere un’opera buona, nel senso che comunemente si dà a questa espressione: quasi come se aiutare in qualche modo la miseria degli altri potesse divenire il calcolato strumento per realizzare più speditamente la propria perfezione e salvezza individuale; mentre che l’amore cristiano deve essere anzitutto oblio di sé ed è distrutto quando diventa calcolo.
Quale sarà dunque lo scopo del censimento? Pensiamo che sia, all’inizio, l’attenzione, la conoscenza; cioè il primo passo verso l’amore. In una lettera di don Mazzi al gruppo è scritto: “.....esiste tutta una serie di rapporti, al di là di quelli familiari o di naturale amicizia, che occorre vivificare con l’amore, nelle stesse condizioni di martirio di cui vi parlavo poco avanti. Anzi per alcuni di noi, come per me, è una esigenza quella di negarsi si ad alcuni aspetti “non necessari” dell’amore umano, per dilatare al massimo il proprio cuore verso gli aspetti “necessari”, ed è questo un gran dono di Dio. Mi spiego: non è necessario che io ami come amico o come coniuge un uomo o una donna determinata, se lo faccio è solo liberamente e soltanto quando ho fatto particolare amicizia o mi sono sposato, ho il dovere della fedeltà, anzi ho,come cristiano, il dovere di potenziare al massimo tale amore per dissetare Cristo; invece è “necessario” che io ami tutti gli uomini che Dio mette sul mio cammino ed anche che cerchi quelli meno armati per amarli più teneramente. Così ancora, non è “necessario” che una donna generi dei figli: se li genera è liberamente che lo fa; solo una volta che li ha generati ha il dovere e la necessità di amarli; invece è “necessario” che ogni donna ami tutti i bimbi che Dio mette sulla strada ed anche è “necessario” che vada in cerca di quelli meno amati, per effondervi il proprio amore di madre, anche se non è stata lei a generarli; ed ancora non ha amato abbastanza. Naturalmente bisogna tener conto della nostra limitazione e quindi, pur soffrendo, occorre limitare in pratica il campo del proprio amore, seguendo in ciò la volontà di Dio conosciuta attraverso le circostanze estreme o gli impulsi interiori o i doveri del proprio sta-to. Ma neppure ciò deve atrofizzare il nostro cuore che finché avrà la forza dell’ultimo battito, deve far si che sia un battito di amore” Si tratta dunque di mettere in pratica questi impegni, che Dio ci ha dato la grazia di sentire cosi vivamente. Se è vero che la “beneficenza” è antistorica, perché la diffusa energia dei cattolici (che) mettono nel “fare la carità”dovrebbero finalmente metterla per raggiungere gli stessi obbiettivi in modo più dignitoso attraverso la giustizia, è vero anche che la carità non sarà mai esaurita dalla giustizia perché i suoi ideali sono illimitati, come illimitato è Dio da cui deriva lo spirito di carità. Soprattutto, dunque, occorre che ci lasciamo impossessare dallo Spirito di amore che il Padre e Gesù, ci donano per renderci testimoni strumentali della Paternità di Dio e della maternità della Chiesa, fino ad esser pronti alla donazione dei nostri interessi, . attaccamenti, idee, dignità, sicurezza, del nostro stesso sangue e della nostra vita.
“amate...come io ho amato voi...fino a donare per voi la mia vita "
E quale più grande testimonianza alla Paternità di Dio e alla maternità della Chiesa, della testimonianza che si rivolge a coloro che così ingiustamente hanno ricevuto il rifiuto della paternità e della maternità umana?
PIANO DEL LAVORO
Il censimento dei fanciulli abbandonati, vuole essere soltanto un primo incontro con dei fratelli a cui la nostra famiglia ha negato la paternità e la maternità e che ha di conseguenza affidato a Istituzioni varie. Vogliamo prestare loro attenzione (l’attenzione è il primo scalino dell’amore), vogliamo conoscere il. loro volto (non solo fisico ma morale), vogliamo informarci su che cosa fanno, renderci conto se è vero che la mancanza del calore dell’ambiente familiare, la mancanza dell’affetto materno (impossibile a surrogarsi da personale stipendiato o comunque legato prima alla Istituzione che al fanciu1lo), l’anonimia e l’isolamento generati dalla convivenza, rendono la loro vita un vero martirio, se è vero che comprimono la loro personalità in evoluzione, producendo delle deformazioni psichiche, complessi, inadattamenti ecc.... Stiamo per compiere un atto di coraggio nel rompere quella barriera di egoismo che ci difende scrupolosamente da tutto ciò cha può preoccuparci al di fuori di noi. Umilmente ci avvicineremo a delle creature la cui unica paternità è quella di Dio, la quale attende di essere espressa e testimoniata attraverso dei cuori e delle persone umane. E’ proprio in nome della reciproca fraternità in Cristo, che ci avvicineremo con sacro rispetto della loro sofferenza e della loro personalità. Presso tutti gli Istituti del Comune di Firenze, che ospitano i minori abbandonati da 0 a 18 anni, cercheremo chi sono i fanciulli abbandonati e perché siano tali. Il nostro esame prenderà come oggetto il soggetto stesso dell’abbandono cioè il minore e ne considererà la storia che lo ha condotto all’Istituto, la sua personalità, le possibilità che gli si offrono di riavvicinare la famiglia o di averne una adottiva o di affidamento. Incontreremo delle difficoltà non indifferenti; non ultima la diffidenza dei dirigenti di alcuni Istituti, per cui sarà utile prima di tutto informarsi sulle caratteristiche della istituzione che avvicineremo in modo da comportarci convenientemente nelle nostre visite. Non dobbiamo tenere atteggiamenti da rivoluzionari o da avversari della società. Noi siamo convinti di non essere contro la società, ma vogliamo essere “nuovi” in essa, nuovi perché cristiani. Tenteremo di vedere con occhio nuovo, libero dall’egoismo, il nostro fratello; senza peraltro volerlo”beneficare”, né cercando in lui un affetto con cui compensare un nostro inappagamento avvertito o meno. Il nostro “IO” sarà sempre il peggiore nemico di ogni slancio di amore; occorre tenerlo sempre d’occhio, perché basta la più piccola distrazione a far prevalere in noi la sua violenta influenza.
ATTUAZIONE PRATICA
l) Distribuzione, fra i componenti del gruppo, degli Istituti da visitare e informazione sulle loro caratteristiche . 2) Prima visita agli Istituti per compiere un “censimento” dei “fanciulli abbandonati”. (Per “fanciullo abbandonato” intendiamo il bimbo a cui manca in modo assoluto o quasi assoluto la famiglia, (genitori o parenti molto stretti), per qualunque motivo ciò avvenga; (nell’incertezza se un bimbo sia da considerarsi abbandonato o meno, è opportuno censirlo. ) 3) Notizie da chiedere, di ogni bimbo: 4) a) Cognome, nome, età. b) Quali sono le cause che hanno condotto il bimbo all’abbandono e quindi al ricovero; chi ha provveduto al suo ricovero. c) Cognome, nome, indirizzo degli eventuali genitori e parenti. d) Situazione sanitario-psicologica del bimbo. 4) DA OGGI IL LAVORO PUOI CONSIDERARSI INIZIATO. CHI INTENDE IMPEGNARVISI OCCORRE CHE SI RIVOLGA A LORETTA. __________________
“La parrocchia a servizio dei poveri, vuoI dire semplicemente amare di più chi ha bisogno di essere amato di più, e non lasciar fuori questi o quelli dal nostro amore. L’amore colma i vuoti dell’uomo: dove c’è un vuoto più grande, occorre una sovrabbondanza d’amore, una predilezione, che non è affatto un privilegio, molto meno una ingiustizia. Gesù, che pure ci ama a uno a uno senza misura, ha la predilezione dei poveri, dei bambini, dei malati, dei peccatori ...Ed e così che nelle mani di un don Bosco come di un Filippo Neri, l’oratorio è una casa con papà e mamma, mentre molte nostre opere sono meravigliose case senza l’uno e 1’altra: case di orfani.......” (dal libro di don Mazzolari, “La Parrocchia”)
| ||||