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Dal mese di luglio 1960 il percorso di studio e di meditazione della Bibbia viene programmato mensilmente. I ciclostilati che vengono distribuiti soprattutto nel “Gruppo del Giovedì” vengono titolati “Comunione nella Parola” che già nel titolo indicano un programma. |
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COMUNIONE NELLA PAROLA I° SCHEMA
LA CREAZIONE E LA CADUTA (Genesi dal Cap. I° all’XI°)
L’importanza della lettura della Bibbia per il credente non sta tanto nelle cose che narra, quanto nel senso che dà alle cose narrate. La Bibbia immerge tutto nella luce di Dio, per cui cose ed avvenimenti incominciano ad acquistare il loro vero significato, che si rivelerà sempre più chiaramente, fino a raggiungere la piena chiarezza in Cristo il quale inonda della sua luce la nostra vita.
I primi undici capitoli del Genesi, in particolare, ci danno:
1) Il senso dell’esistenza delle cose:
a - Tutto quanto esiste è frutto della parola di Dio (Dio disse...e fu fatto; Dio disse = Gen. 1,4; 1,6; 1,9) quindi della donazione di sé. Tutto questo è però ravvolto nella fitta oscurità del mistero della Parola di Dio, la cui rivelazione è, nel Genesi, appena accennata.
b - Solo nel Nuovo Testamento ci viene pienamente rivelato il mistero della PAROLA CREATRICE e quindi dell’esistenza delle cose. Basta leggere il Vange1o di S. Giovanni: “In principio era la Parola... per mezzo della Parola furono fatte tutte le cose... e la Parola si è fatta carne...”. Dunque la Parola è espressione di Dio-Amore che si dona - oltre che nell1intimo della Trinità, dove la donazione di sé genera il Figlio, frutto e termine della donazione completa e perfetta del Padre - anche al di fuori di sé. Ed ecco che attraverso la Parola hanno origine le cose create, fino a che la stesa Parola eterna, cioè la.Persona del Figlio, s’incarna rivelandosi pienamente. In conclusione la creazione e la Incarnazione sono un unico frutto del dono di sé che Dio-Amore fa al di fuori della Trinità.
2) Il significato dell’esistenza dell’uomo:
a - La Bibbia afferma la duplice origine dell’uomo: “formato dal fango della terra creato ad immagine di Dio”; questo fatto pone l’uomo al centro dell'universo. Cosa che la Bibbia esprime più chiaramente quando dice che “Dio condusse ad Adamo ogni essere vivente, perché desse loro un nome (Gen. 2, 19-20). Dunque le cose non hanno significato senza l’uomo. Dio infatti non può donarsi alla materia (che senso ha donarsi ad una pietra?) e quindi la donazione di Dio non può che indirizzarsi ad un essere capace di comprenderla e di rispondere col suo proprio libero amore. La creazione è il mezzo attraverso il quale Dio si dona all'uomo e l’uomo a .Dio.
b – Ma il piano di Dio non si ferma qui: “Per Adamo infatti non si trovava un aiuto simile a lui” (Gen. 2, 20), allora Dio riassume tutta la bontà e la bellezza della creazione nella donna, non solo simile all’uomo, ma addirittura tratta da lui. E' amando lei, o meglio, è in lei che l’uomo ama Dio; è donandosi a lei e unendosi a lei che l’uomo si dona e si unisce a Dio; nella gioia che gli procura, l’uomo glorifica e ringrazia Dio. Da notare che quanto si dice dei rapporti fra l’uomo a la donna, si dice in quanto tali rapporti vengono considerati come il coronamento di ogni altro rapporto sociale, tra uomo e uomo.
Si può dire infine che ogni relazione fra gli uomini, nel disegno di Dio, avrebbe dovuto essere sempre totalmente piacevole e intessuta di amore. Le sofferenze, che ci procurano i rapporti col gli altri uomini e con le creature tutte non erano dunque nel disegno di Dio. O tremendo peccato, che separando l’uomo da Dio, ha separato anche l’uomo dall’altro uomo e dal resto del creato. Ma di questo parleremo in seguito. L’importante è che ci rendiamo conto della vocazione alla quale era stato chiamato Adamo, della sua posizione nell’universo, del senso intimo dei rapporti sociali.
c - Questo stupendo, ammirabile piano di Dio rivelatoci dalla Bibbia non era che l’inizio di una donazione reciproca fra Dio stesso e l’uomo, che doveva raggiungere il culmine della perfezione nell’UOMO DIO. Come dice S. Paolo nella sua lettera agli Efesini (1, 9) “A noi Dio ha fatto conoscere il mistero del proprio amore, che Egli aveva decretato dall’eternità e che doveva compiersi nella pienezza dei tempi, cioè: riunire tutte le cose in Cristo, quelle dei cieli e quelle della terra.” In Cristo veramente si compie in modo infinitamente perfetto la vocazione di rispondere a Dio, a nome di tutto l'universo! In Lui, si rende perfetta la posizione dell’uomo nell’universo: E’ ancora S. Paolo che ci illumina (la Bibbia illumina la Bibbia) nella lettera ai Colossesi (1, 15) “Egli è l’immagine invisibile, il primogenito di tutta la creazione....”. In Cristo ancora si realizza con una pienezza inimmaginabile lo scopo dei rapporti sociali: dal cuore squarciato di Lui che dormiva il sonno della morte è scaturita la nuova donna cioè la Chiesa, la nuova e perfetta madre dei viventi, per mezzo della quale l’amore è tornato a vivificare i rapporti tra gli uomini, per mezzo della quale ancora gli uomini, superando l’egoismo e addirittura oltrepassando la propria natura possono compiere, in uno slancio eroico di amore, il dono totale di se attraverso la verginità.
3) Il senso della fondamentale libertà dell’uomo di fronte a Dio e il senso del peccato
a - L'uomo è consacrato a riportare a Dio tutta la creazione, attraverso il dono di sé, ma e chiamato a far ciò per libero amore. Egli è fondamentalmente libero di fronte a Dio; non è da Dio né oppresso, né costretto, proprio perché Dio non gli si rivela direttamente, ma solo velato dalle creature. Ha la stupenda libertà di donarsi a Dio, ma anche la tremenda possibilità di negarsi a Lui.
b - Quest'ultima è la strada scelta dall’ uomo. Anziché usare della creazione per donarsi a Dio, quindi a usarne secondo la di Lui volontà, ne usa contro la volontà di Dio, per il proprio egoistico interesse, con ciò pretendendo di divenire egli stesso Dio, arbitro del bene e del male. La creazione che era soggetta all’uomo finché egli ne usava per cercare Dio, gli si ribella e lo rende, da padrone, schiavo: I) Schiavo della propria avidità che non controlla più e che lo rende profondamente egoista 2) Schiavo della propria ignoranza che lo fa profondamente orgoglioso 3) Schiavo della sofferenza 4) Schiavo della morte
4) Il significato del regno di morte che opprime l’umanità
a - Il peccato stabilisce nel mondo, dunque, un regno di schiavitù, per cui l’universo rimane per l’uomo a testimonianza dell’amore, ma a sua condanna. E siccome l’amore è, all’inizio, dono gratuito di Dio, e solo di conseguenza è risposta dell’uomo, una volta che l’uomo si è negato all’amore, non può più tornarvi se Dio non glielo offre di nuovo come in una nuova creazione “Scacciò Adamo dal paradiso di delizia e vi pose a guardia un cherubino con la spada fiammeggiante e roteante, per custodire l’albero della vita”. (Gen.3, 23-24) L’uomo meriterebbe davvero di essere cancellato dalla faccia della terra. (Gen.6, 7) I capitoli dal 4° al 10° ci presentano questo regno del peccato attraverso gli avvenimenti: di Caino e Abele, del diluvio e infine della torre di. Babele. In tali avvenimenti la Bibbia ci mette di fronte vari tipi o esempi di uomini incatenati nella schiavitù della morte, della avidità, della invidia, della sofferenza, dell’orgoglio.....
b - Ma l’amore di Dio supera ogni previsione e già nel presentare il tremendo regno del peccato, fa intravedere la volontà di salvezza che in questi primi capitoli del Genesi è soltanto figurata: - Abele disinteressato e generoso verso Dio è figura dell’uomo liberato dalla schiavitù dell’egoismo. - Noè l’uomo giusto, pieno di fiducia in Dio, nuovo capostipite dell’umanità, dopo la distruzione del diluvio, è figura dell’uomo che è tornato alla fiducia in Dio attraverso il distacco da tutto, e inoltre dell’uomo che ha dato origine in modo perfetto a una nuova umanità. - L’Arca salvatrice dal diluvio è simbolo del popolo ebraico e sopratutto della Chiesa, attraverso la quale Dio attuerà la salvezza dell’umanità. - Il patto con Caino e con Noe coi quali Dio si impegna a non distruggere l’umanità peccatrice, degna di essere cancellata dalla faccia della terra, sono figura del patto di salvezza che iniziatosi con Abramo si rende perfetto in Cristo.
c - Le figure della volontà di salvezza, contenute nei primi capitoli del Genesi, andranno sempre più chiarificandosi e perfezionandosi attraverso tutta la storia del popolo ebraico, fino a che la salvezza si renderà pienamente manifesta e perfetta in Gesù, attraverso il quale Dio donerà se stesso all’uomo come in una nuova creazione; ma al tempo stesso l’uomo (“Il Figlio dell’Uomo”, come si definisce Gesù) compie in modo perfetto il dono di sé al Padre riportando a Lui tutte le cose create (Colossesi I, I9-20) in un atto di ubbidienza che lo conduce al sacrificio supremo e alla spogliazione completa, che riporta vittoria su ogni egoismo.
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COMUNITA’ ORANTE Luglio 1960
SALMO LETTURA . ORAZIONE: VEN. 1 18,29-39 Gen. 1, 3-13 O Dio-Amore, ti ringraziamo di averci SAB. 2 18,40-51 Gen. 1,14-23 donato la tua Parola, prima attraverso la DOM. 3 19, 1- 7 Gen. l,24-28 creazione, poi attraverso la Incarnazione. LUN. 4 19,8,.11 Gen. 1,29-31 Illumina la nostra mente perché possa MAR. 5 19,12-15 Giov. 1, l- 4 adorare ed amare questo stupendo mistero MER. 6 20, 1-6 Giov. 1,10-11 e fai che la nostra Comunità e la Chiesa GIO. 7 20, 7-10 Giov. 1,14-18 trovi nella tua Parla la propria unità.
VEN. 8 21, 1-8 Gen. 2, 8-10 Ti ringraziamo, o Signore, per la bontà, SAB. 9 21, 9-14 Gen. 2,19-20 bellezza e perfezione diffuse nel mondo DOM. 10 22, 1-6 Gen. 2, 20-22 Fai che, nonostante la nostra inclinazione LUN. 11 22, 7-9 Gen. 2, 23-25 all’egoismo, riusciamo ad usare delle cose MAR. 12 22,10-12 Efes. 1, 9-12 senza attaccarvi il nostro cuore. Fai che MER. 13 22, 13-19 Col. 1,15-16 esse invece ci servano a cercare fedelmente GIO. 14 22, 20-25 Col. (1,17-20 te, fonte di bontà e bellezza, che unica può (3, 10-17 dissetarci davvero. ( Efes.=lettera agli Efesini) (Col. = “ “ “ ai Colossesi)
VEN. 15 22, 26-31 Gen. -2, l5-11 . O Signore, tu ci hai amati per primo e ci SAB. 16 23 tutto Gen. 3, 1-7 hai dato la stupenda facoltà di riamarti con DOM. 17 24, 1-6 Gen. 3 ,14-20 la tua stessa immensità di amore. Noi invece LUN. 18 24, 7-10 Gen. 3, 21-24 abbiamo usato di tale facoltà per respingerti. MAR. 19 25, 1-7 Osea 2, 2-8 Accogli almeno, o Signore, il nostro MER. 20 25, 8-14 Osea 2, 9-13 pentimento e la nostra lotta. e fai che il GIO. 21 25,15-21 Osea 2, 14-24 fratello trovi negli altri fratelli un valido aiuto per rialzarsi e ogni volta e tornare al tuo amore (Osea si trova a pag. 986)
VEN. 22 26, 1-6 Gen. 4, 3-12 Tu, o Signore, hai paga to di persona il tuo SAB. 23 26, 7–12 Gen. 4, 13-16 amore per noi. In che modo potremo DOM. 24 27, 1-3 Gen. 9, 5-7 ringraziarti? Fai che anche noi troviamo la LUN. 25 27, 4-6 Gen. 11, 1-9 forza di pagare di persona il nostro amore MAR. 26 27, 7-14 Gen. 8, 20-22 per te, abbracciando la nostra croce, MER. 27 28, 1-5 Gen. 9, 8-11 conseguenza del peccato e portandola dietro GIO. 28 28, 6-9 Gen. 9, 12-17 dietro le tue orme.
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N.B.: l) Questa pagina serve ad unirci nella preghiera. Si deve notare che questa forma di preghiera è nella più genuina tradizione della Chiesa, fin dall’antichità. 2) I Salmi e le Orazioni sono da recitarsi, possibilmente, a voce alta; le letture invece sono da meditare silenziosamente, aiutandosi con lo schema biblico in modo da stabilire un COLLOQUIO PERSONALE con Dio-Amico, che deve essere ripreso, anche solo per attimi, durante la giornata.
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