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S. Natale 1959

Carissimi.

 

   sentiamo un vivo desiderio di far giungere a ciascuno di Voi i nostri auguri per il Natale ed insieme il messaggio che Cristo ha recato al mondo con la sua nascita e che non cesseremo mai di annunziarVi in ogni occasione: finche avremo un filo di voce.

   E il messaggio del Natale è questo: che il Figlio di Dio si è fatto uomo per riunire gli uomini di tutti i tempi in una sola cosa con Lui; per renderli tutti suoi veri fratelli, tutti figli dello stesso Padre Dio.

    Perciò la nascita di Gesù, a Betlem, si prolunga e si rinnova lungo i secoli e il Natale serve sopratutto a celebrare e produrre un avvenimento attualissimo: la nascita del Corpo di Cristo attraverso la unione di noi cristiani; il suo messaggio quindi è un messaggio di unione e di amore, è un messaggio di lotta serrata ad ogni egoismo.

    Quando dunque, per celebrare il Natale, ci riuniremo in chiesa e poi nelle nostre case o nella cerchia delle nostre amicizie: abbandoniamo ogni rancore, ogni discordia, ogni ricerca egoistica dell'interesse e apriamoci all'amore, nella sincerità, ricordandoci che quando avremo evitato l'odio o la inimicizia, o quando avremo amato quelli che ci riamano, non abbiamo fatto abbastanza: anche coloro che non credono in Cristo e non celebrano il suo Natale si comportano così. Noi dobbiamo allargare il nostro cuore all'amore verso coloro che ci odiano, che ci fanno soffrire o che hanno bisogno del nostro amore, senza che nulla possano darci in contraccambio; altrimenti la celebrazione del Natale sarà un vero tradimento di Cristo: nato per unirci in una cosa sola attraverso il suo Corpo.

   Il nostro pensiero corre a tanti nostri fratelli, che soffrono perché nessuno sa donare loro niente di più che i rifiuti del proprio egoismo, magari sotto forma di lauta elemosina, mentre avrebbero bisogno di una briciola di cuore; il nostro pensiero corre specialmente ai nostri fratelli sfruttati dall’egoistico interesse di altri uomini, anche se in forma legale; alla moltitudine di bimbi orfani o abbandonati, uccisi interiormente da una società che non sa trovare di meglio che rinchiuderli in istituti o collegi, dove magari non manca loro nulla di materiale, ma dove muoiono per la brama di un affetto di mamma.

   La nostra società “cristiana" non può continuare a celebrare il Natale, immersa in simili attentati all’amore. Perciò la notte di Natale chiederemo a Gesù che ci aiuti a comprendere lo stupendo messaggio di unione e di amore recato dalla sua nascita e che ci dia la forza di attuarlo, nei limiti delle nostre possibilità, senza paura di eventuali difficoltà o incomprensioni.

 

   Vi salutiamo con affetto  

 

i Vostri sacerdoti

Enzo Mazzi e Sergio Gomiti