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L’invito ai ragazzi della prima comunione a considerarsi figli e fratelli nella grande famiglia che è la Chiesa

   
   

 

24.5.1959

La Prima Comunione dovrebbe più giustamente chiamarsi la Prima messa.

In realtà infatti la Prima Comunione non è che un aspetto di un avvenimento più vasto.

Oggi per la prima volta la nostra famiglia vi ha invitati e vi accoglie ufficialmente nella casa del Padre a partecipare al Sacro pranzo della Messa.

Da ora in poi nella Chiesa non siete degli estranei ma dei fratelli, con tutti i diritti e i doveri.

Qui ogni domenica il Padre vi attende a rinsaldare i vincoli della parentela con Lui con gli altri fratelli; qui verrete a nutrirvi per essere forti nella lotta contro il male; qui a purificarvi con la Confessione quando il male vi avrà contaminato, qui a segnare col sigillo di Dio tutte le tappe della vostra vita; finché un giorno ancora qui la stessa famiglia vi accoglierà nell’eterna dimora.

E’ grande dunque questo giorno non solo per voi e per i vostri genitori, ma anche per noi che siamo la vostra famiglia.

Ricordate dunque che come avete una famiglia terrena così fate parte della grande famiglia di Dio, come avete un babbo ed una mamma che si donano totalmente a voi così avete un Padre, Dio, e dei padri, noi sacerdoti suoi rappresentanti, che si donano totalmente a voi.

Come avete una casa accogliente, magari con una camerina tutta vostra che la mamma tiene con tanta cura e adorna amorevolmente, così avete un’altra casa, anch’ essa vostra perché del Nostro Padre, la chiesa.

La Prima Comunione e la Cresima sono dunque un grande avvenimento, ma non sono un punto di arrivo, ma invece un punto di partenza, la partenza della vostra vita cristiana.

   
    Una traccia dell’omelia fatta alle altre messe dopo quella della prima comunione del 24 maggio 1959. Si insiste sul fatto che nella Chiesa non siamo consumatori individuali ma dei fratelli, partecipi di un’unica famiglia    
   

Predica del 24.5.1959

 

Questa mattina 150 fanciulli della nostra parrocchia hanno fatto la Prima Comunione e questa sera riceveranno la Cresima.

Non è facile misurare la portata di questo avvenimento.

Il nostro individualismo religioso ci porta a considerarci quasi estranei a tutto ciò che non ci

riguarda personalmente. Per noi dunque la Prima Comunione e la Cresima sono avvenimenti che interessano le singole famiglie dei fanciulli che ricevono tali sacramenti o al più la cerchia delle loro amicizie più intime.

Enorme errore che deriva dal fatto che non ci consideriamo una sola famiglia. E invece siamo davvero una famiglia e questi fanciulli nostri fratelli sono stati invitati per la prima volta alla Cena nella casa del Padre, per la prima volta hanno gustato il cibo che ci affratella.

Fino a che erano piccolini, senza l’uso della ragione, facevano sì parte della nostra famiglia perché erano battezzati, ma non potevano partecipare alle nostre riunioni né potevano tanto meno essere membri attivi.

E’ avvenuto proprio come nelle nostre famiglie...