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Vangelo del 12 Aprile 1959
Dalla lettura del Vangelo abbiamo sentito Gesù proclamare un aspetto
bellissimo della sua missione, cioè quella di pastore. Gesù però sappiamo
non è soltanto pastore, ma, anche forza, nostro sostegno e nostra grazia;
ma un aspetto molto importante è anche questo: Pastore.
Dice Gesù:"Io sono un pastore vero", non sono uno che lo fa per mestiere e
quindi le proprie pecore gli interessano relativamente. Io sono un pastore
a cui appartengono le pecore, a cui interessano le pecore, ed è pronto a
dare la propria vita per la salvezza del gregge.
Ma dopo che Gesù è asceso al cielo chi potrà continuare una missione così
grande? Chi avrà il coraggio di continuare a dare la vita per le proprie
pecore?
A questo riguardo Gesù ha istituito il sacerdozio.
Ogni sacerdote è continuatore della missione di Gesù, di tutta la missione
di Gesù. Quindi ogni sacerdote è pastore soltanto attraverso Gesù, e per
continuare questo aspetto della missione di Cristo deve essere pastore
buono e vero, non mercenario, non un pastore assoldato o stipendiato. Deve
essere pronto a dare la vita per le proprie pecore, deve amarle come un
padrrre ama i propri figli, e deve essere padre vero se vuole continuare
la missione di Cristo. Perché Gesù li ha chiamati per questo, perché
continuassero la sua missione.
E' su questa linea che ogni prete cerca di orizzontarsi, ma non sempre vi
riesce, oppure non sempre viene compreso come tale il suo modo di agire.
Sono 4 anni che noi siamo in mezzo a voi per continuare questo aspetto
della missione di Cristo, di pastori. In questi 4 anni abbiamo cercato di
guidarvi secondo le nostre possibilità e capacità. Abbiamo soprattutto
cercato di guidarvi verso Cristo; e in questo desiderio, in questa ricerca
della vita cristiana abbiamo messo tutto il nostro amore, tutto il nostro
grande amore verso voi e verso Dio. Vi abbiamo amati e vi amiamo come
figli anche se per molti di voi la nostra età ci porrebbe più sotto
l'aspetto di figli che di padri. Lo abbiamo fatto ugualmente come veri
padri perché tale è l'amore che sentiamo per voi.
.Abbiamo cercato di attuare ciò che in coscienza credevamo più opportuno
per 11 bene di tutti, per il bene della nostra Parrocchia e di tutta la
Chiesa. Qualcuno ha apprezzato il nostro atteggiamento, qualcuno meno.
Qualche volta è stato frainteso, qualche altra è stato criticato, anche se
benevolmente.
Spesso ho sentito dire: "Questi preti moderni che vogliono cambiare tutto,
ecc. ecc. - Hanno rovesciato l'altare, speriamo che non rovescino anche la
Chiesa. - Ed è benevolmente che qualcuno l'ha netto, ma questo
atteggiamento è un fraintendere la nostra missione .
La nostra ricerca non è stata in questo senso. Non abbiamo cercato di
essere moderni, ce ne infischiamo altamente di essere moderni o mostrarci
come tali. Questa non è la nostra linea. Il nostro atteggiamento è stato
soltanto la ricerca di un adeguamento alla nostra coscienza. Attuazione di
ciò che noi credevamo che fosse meglio per tutta la Parroccl1ia e per la
Messa; ma non soltanto credevamo: Abbiamo attuato ciò di cui siamo sicuri
che è meglio per la Messa in particolare e la Chiesa in generale . Vedete,
qualcuno ha detto: "Sì, va bene, ma però non è più lo stesso
cristianesimo, ecc..." e ciò non soltanto in relazione al nostro
atteggiamento, ma in relazione anche ad alcune modificazioni fatte dalle
Autorità ecclesiastiche stesse, tipo digiuno Eucaristico ecc.
"Non è più la stessa religione, ma qui si cambia tutto" hanno detto
alcuni.
Chi la pensa in questo modo è evidente che ha frainteso tutto, sia la
missione di Cristo che quella dei sacerdoti continuatori in Cristo.
Le modificazioni infatti possono essere classificate sotto un duplice
aspetto.
Ci sono le modificazioni esteriori, fatte per estetismo e basta, come per
esempio dopo un certo numero di anni dalla sepoltura di un defunto, i
parenti prendono le ossa e le mettono da una cassa grande in una piccina,
in un loculo. Questa è una modificazione esteriore, potremmo quasi dire un
rimodernamento esteriore, perché di sostanziale non cambia nulla..
Il nostro adeguamento non è su questo piano. Non è sul piano della
modificazione esterna.
C'è poi un altro tipo di modificazione che non è puramente esteriore, ed è
questa:
Ogni anno le piante subiscono dei cicli; vi è l'estate col rigoglio della
natura, poi c'è l'autunno nel quale la natura ci dona i suoi frutti,
quindi l'inverno durante il quale le piante- si addormentano, e,
finalmente dopo l'inverno le piante cominciano a gettare fuori fiori in
una vitalità meravigliosa. E' la primavera!
Queste non sono modificazioni. La radice dell'albero rimane la stessa, il
tronco pure, però quale vitalità diversa nella piarita nell'autunno,
nell'estate nella primavera, da quella-dell'inverno quando le piante tutte
dormono.
Questa modificazione credo che sia la più adatta per classificare il
nostro atteggiamento, il doveroso nostro atteggiamento di Cristiani e di
preti. Il nostro Cristianesimo è un Cristianesimo un po' d'inverno, un
poco addormentato. E' un Cristianesimo addormentato; la radice e il tronco
sono ben solidi, perché la radice e il tronco sono Cristo e Cristo non può
cambiare. "Io sono la vite" disse Gesù, "e voi siete i tralci".
Nella vite il tronco centrale non perderà mai la sua vitalità. Possono
cambiare le stagioni, può cambiare la storia quanto vuole, il tronco che è
Cristo rimane solido, ben piantato, perché egli non modifica, non cambia,
Egli vive nella gloria del Padre, eternamente. Quindi non abbiamo da
temere per quanto riguarda le radici e il tronco sul quale siamo uniti -
Però noi siamo i tralci, le foglie, i frutti, e la nostra vitalità durante
la storia può modificare, sarebbe sciocco pretendere diversamente. Ed
effettivamente modifica, anzi, è necessario che modifichi. Una pianta che
vivesse sempre in clima estivo, sempre con un sole picchiante, seccherebbe
immediatamente. La pianta, come ogni organismo, ha bisogno del fluttuare
delle stagioni - Così l'umanità.
Quindi non c'è da meravigliarsi se ci sono delle modificazioni perché
queste modificazioni non possono essere soltanto esteriori, volute per
schiribizzo di qualche mente un po' troppo calda. Si tratta di
modificazioni che implicano un riscoprimento del mistero di Cristo.
Bisogna pensare e comprendere la necessità di adeguarsi al mistero di
Cristo.
E' necessario riprendersi ogni tanto e ricercare nella rivelazione di
Cristo i motivi che ci riportino ad una rivalutazione della nostra vita.
Quindi. il nostro atteggiamento di pastori è un atteggiamento che cerea di
avvicinarsi il più possibile alle realtà nel1a nostra fède che forse
finora erano state trascurate.
Sapevamo che l'altare era una tavola, ed invece l'abbiamo ridotto ad un
baldacchino di cose superflue. E' logico che noi torniamo a presentare
l'altare come una tavola. Sapevamo che attraverso l'Eucaristia Gesù ci
affratella l'un l'altro, ma alla Messa ci comportiamo come se non lo
fossimo, ecc. ecc. - Non così deve essere il nostro atteggiamento. E'
giusto che continuiamo così? Non è giusto, perciò dobbiamo adeguarci alla
realtà della nostra fede.
Se noi non ci comportassimo in questa maniera non saremmo continuatori di
Cristo pastore, tradiremmo la missione ai Cristo e la nostra invece di
realizzarla.
E' più questione di coscienza che di modernità. Qui si tratta di essere
pastori o di non esserlo affatto. Si tratta di attuare o no la missione di
Cristo.
Il prete non si fa prete per scansare delle responsabilità, come il
benpensante è spesso propenso a credere, ma per attuare una responsabilità
molto più grande, quella di diventare pastore non solo di una famiglia, ma
di tutte le famiglie.
Come un padre non può comportarsi che secondo la propria coscienza, e non
può guardare i figli a casaccio senza curarsi dove mette i piedi, senza
pensare a quello che fa, così anche noi non possiamo comportarci che
secondo la nostra coscienza.
Il Vangelo ci impone determinati atteggiamenti che non possiamo non
tenere, tradiremmo il Vangelo se non li tenessimo.
Ripensiamo a questo, e non guardate troppo superficialmente ciò che noi
stiamo facendo - Si tratta di una primavera - Bisogna rientrare nella
primavera del Cristianesimo, con impegno, con energia, con amore, con lo
stesso amore col quale Cristo ha iniziato la primavera del mondo
attraverso la sua vita, la sua morte, la sua resurrezione e la discesa
dello Spirito Santo.
I2 Aprile I959
Firenze, Parrocchia S. Maria delle Grazie
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