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1) Ritiro di meditazione del "Gruppo del giovedì"

 

2) Lettera Sui licenziamenti alle officine GALILEO

 

   
   

      L’impegno del gruppo, detto “Gruppo del giovedì”, che portava avanti questo percorso di rinnovamento della vita cristiana, era costante, serio e profondo. Si articolava con ritiri periodici, con una riunione settimanale alla sera del giovedì, con la messa comunitaria del venerdì, con la lettura quotidiana della Scrittura e, secondo la disponibilità personale, con la partecipazione attiva a tutta la vita parrocchiale.

   
   

 

SCHEMA DI MEDITAZIONI PER IL RITIRO 5 APRILE 1959 

 

PREMESSE: Il ritiro non è una giornata do svago o di riposo.

E’ una giornata di lavoro nel raccoglimento

La mancanza  delle normali attività esteriori, il silenzio, la lontananza da mondo, non sono fine a se stessi ma costituiscono quel clima indispensabile che ci permetta di superare la corteccia di superficialità che regola il normale ritmo della nostra vita e di penetrare nel profondo di noi per scoprire le radici stesse del nostro essere e del nostro agire, dei nostri rapporti con gli altri e con Dio 

In pratica questo ritiro deve servire, oltre che a una ricerca personale, anche ad una ricerca comunitaria. Dopo un ano di vita il nostro piccolo gruppo ha bisogno di una sosta. Tutto è accaduto così spontaneamente e quasi prodigiosamente che occorre prendere coscienza di ciò che è successo, sia per ringraziare Dio, principale artefice dei lati positivi della nostra esperienza, sia per stabilire i lati negativi, sia per riprendere fiato ed energia attraverso un vivo contato con Dio, perché molto cammino ci resta ancora da percorrere insieme. 

 

Meditazione-studio e meditazione-preghiera,in un impegnato raccoglimento, sono dunque i due poli del nostro ritiro.

 

                         Ia  MEDITAZIONE: “Le tappe del nostro gruppo

                                                       (visione dei lati positivi e negativi nella propria esperienza personale e, attraverso le varie esperienze personali, nella esperienza comunitaria).

 Argomento A –      1) Come siamo nati

                               2) perché ho incominciato a frequentare il gruppo

                   3) in che consistevano all’inizio le nostre affinità

                  4 quali erano all’inizio le mie principali aspirazioni

                  5) qual’era allora la mia visione del mondo e della religione

 

Argomento B -           L  La prima scoperta: il cristianesimo che mi si presentava come un particolare, anche desiderabile, della mia vita, è un mistero di amore tutto da scoprire; ne conosco le nozioni, le norme, ne seguo le pratiche, sono magari attaccato alla sua organizzazione; ma mi sfugge il contenuto essenziale, lo spirito che informa lo scheletro morto delle nozioni ecc., l’amore che fa palpitare la fredda imposizione delle norme morali

 

Argomento C -              La seconda scoperta: più mi addentro a considerare la immensità di tale mistero di amore e più scopro che ciò che prima mi sembrava mediocrità, adesso si delinea nettamente come tradimento, come povertà assoluta.

 Allora scopro il mio egoismo e quello della società in cui vivo, scopro un abisso di egoismo. Incominciano a bruciarmi le ingiustizie e le incongruenze della società sia essa civile che religiosa, anzi soprattutto di questa che copre il proprio egoismo con le più rette, sante e pie intenzioni.


 

Argomento D -         

 La terza scoperta: scopro allora la mia vocazione di cristiano, continuatore di   Cristo,  testimone dell’amore.

                                    Scopro in me l’urgenza di tale vocazione. Ma come attuarla?

                                    Mi sento impotente, isolato, trascinato dalla corrente dell’egoismo

 

Argomento E -             La quarta scoperta: scopro infine che per vivere la mia vocazione, la mia testimonianza all’amore, occorre la comunità viva.

 

II^ MEDITAZIONE

 

Argomento A -            Che cosa intendo per comunità; sue caratteristiche

 

Argomento B -            Pericoli da evitare

 

Argomento C -            esperienze da seguire o da meditare

 

Argomento D -          iniziative pratiche

 

                                                            ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

 TESTI BIBLICI CHE POTRANNO SERVIRE DA GUIDA PER LA MEDITAZIONE

(riguardano solo gli argomenti della I^ meditazione)

 

A – Miche c.6, v.6 – Amos 5, 18, Matt. 12, 7 e 23, 13

 

B – Corinti I^ c.2 – Efesini 3, 17 – Giov. 4, 7 – Matt. 22, 34

 

C – I^ Cor. 13, 1-8 – I^ Giov. 4, 17 – Apoc. 3, 14

 

D – Efesini 4 – Giov. 15, 1-17

 

E – Giov. 17 tutto, in particolare v. 23 e 26 – Giacomo 1, 22 e 2, 14

       I^ Giov. 2, 8 e 3, 10-24 – Romani, 7, 14

 

 

Firenze 15 aprile 1959

 

Carissimi preti di Rifredi,

                     l’articolo di don Nesi su “Testimonianze” n. 13 ci dà lo spunto per esprimerVi il nostro parere a riguardo del Vostro atteggiamento in relazione ai licenziamenti della Galileo.

     Non lo facciamo per desiderio di polemica, né per mettere in dubbio le Vostre intenzioni o per disprezzare con faciloneria

di conformisti il Vostro impegno; ma invece per desiderio di sincerità e chiarezza, in una questione che ha inciso così vivamente nella nostra coscienza da imporre anche a noi un  impegno senza riserve.

     Ci sembra dunque che in tale occasione vi siano mancati (scusateci la sincerità) l’umiltà e il coraggio di denunziare l’incapacità attuale delle nostre comunità e delle nostre istituzioni ad esprimere le ansie di giustizia dei lavoratori e quindi anche l’umiltà ed il coraggio do inserire la Vostra azione e coinvolgere la Vostra personale responsabilità nelle istituzioni appositamente sorte, fino al punto di dare l’impressione di esibizionismo apologetico.

     Comprendiamo la singolarità del Vostro ambiente in relazione alla Galileo; ma la Vostra Comunità parrocchiale vive, in quanto comunità cristiana, l’atroce lotta di redenzione da una schiavitù così antievangelica in cui sono inseriti coscientemente o meno i singoli membri di tale comunità? E non parliamo qui della lotta sindacale o politica; ma di quella intima che si svolge sul piano dello spirito e che si rende palese soltanto come necessaria conseguenza di uno spontaneo ( e non forzato ) inserimento dello spirito nella città temporale.

     Se l’atteggiamento intimo della Vostra Comunità non è quello della fiaccola e di fermento, non Vi sembra immorale lo sfoderare al momento opportuno una esteriorità che manca di contenuto?

     Non sentite che l’atteggiamento del cattolico (individuo, istituzione o comunità) che si erge, in determinate occasioni o anche costantemente, a paladino della giustizia, impugnando un Vangelo o un insegnamento che non vive, puzza tremendamente di fariseismo?

     Ci direte che “abbiamo voluto includere la dolorosa vicenda della Galileo nella misteriosa possibilità della preghiera”; ma come può Dio ascoltare una comunità che ha fatto della preghiera e della messa un egoistico rifugio sentimentale?

La preghiera e la Messa mantengono la loro validità, ma questa non è certo aumentata dallo sfarzo pubblicitario, semmai dall’umile confessione del proprio peccato.

     Se poi credeste di rivalutare le Vostre manifestazioni sul piano educativo, pensate che più spesso queste servono a gettar fumo negli occhi e ad accentuare la falsità insita nel nostro cuore e nel cuore elle nostre comunità cristiane.

Invece il progresso del Regno di Dio avviene sempre al modo dei germi vitali.

     Infine non crediate che non abbiamo apprezzato la Vostra carità impegnata, né che vogliamo mettere in dubbio la sincerità delle Vostre intenzioni. Pensiamo soltanto che abbiate mancato di insincerità oggettiva e ve lo diciamo soltanto ora che ogni altra polemica è sbollita.

     Del resto siamo anche convinti che l’equilibrio non può raggiungersi se non attraverso oscillazioni e pensiamo che chi ha il mal di mare (cioè non ha il senso della Chiesa) deve star proprio male nella barca di Pietro....!

 

     AbbiateVi tutto il nostro affetto

 

                                 i preti dell’Isolotto