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Fino dal 1956 un gruppo di sacerdoti si riuniva mensilmente nella parrocchia dell'Isolotto per una lettura comunitaria del Vangelo per approfondire temi biblici o problematiche riguardanti la pastorale, la liturgia, la predicazione, la catechesi e la vita stessa sacerdotale. Questo documento è interessante perché, oltre a tutte le problematiche che in esso sono contenute riguardanti la vita sacerdotale, viene messo in discussione il rapporto, anche se a solo titolo di offerta, tra il danaro e l'amministrazione dei sacramenti. E' da questo momento che nella parrocchia dell'Isolotto ci si orienta verso la completa "gratuità" del servizio sacerdotale.

   
   

 

7 febbraio 1957.


Presenti Rossi, Mazzi, Scozzafava e Masi. Relazione di Enzo Mazzi.


Ettore svolge la meditazione sulla maternità e paternità del sacerdote; meditazione che è allegata a parte (cfr. EMP 0018\2).
Su tale tema si inizia un colloquio dal quale si chiariscono le seguenti conclusioni: 1 -La paternità ( o maternità) del sacerdote è sentita in genere sotto la luce di un paternalismo di stampo morale, più che sotto quello di una verità di carattere ontologico-spirituale .


Il sacerdote si avvicina di più all' amministratore, al burocrate, all' impiegato, che al padre di famiglia; e quando si dice che è padre lo si dice in un senso vago, moralistico e superficiale in quanto è buono e caritatevole o in un senso anche più profondo ma individualistico (il padre della propria anima).


Così come quando si dice che la parrocchia è una famiglia, lo si dice in senso moralistico; non si percepisce o si percepisce solo intellettualmente, il profondo senso di verità ontologica che è racchiuso in quella frase. Tutti i particolari esterni della vita religiosa concorrono infatti ad escludere un substrato di profonda verità nella maternità della Chiesa, nella paternità del sacerdote e nella fraternità fra i cristiani. E' facile convincersene solo che si esaminino un po' quei particolari.


1 -Il sacerdote all'altare:
a) -durante la celebrazione della santa messa è completamente separato dai fedeli per i quali è o un attore che compie gesti e recita preghiere incomprensibili,
oppure l' amministratore di beni" divini, mai il padre capotavola di una nidiata di figlioli...
Il "Dominus vobiscum" che dovrebbe stabilire un caldo rapporto fra lui e i fedeli


cade sempre nel vuoto. Mancando il senso della paternità del sacerdote, manca anche quello della fraternità vicendevole dei fedeli, essendo questa nella realtà e nel divenire un frutto di quella.
Infatti essi sentono la messa come una pratica individuale di devozione che non li impegna ne prima, ne durante, ne dopo nel senso della fraternità, anzi spesso il bazzicar la chiesa li orienta nel senso opposto.


b) -Il sacerdote nella predicazione parla un linguaggio amorfo, generalizzato spesso retorico e moralistico, quasi sempre incomprensibile. Egli è concepito più come i] tutore di una morale avulsa dalla vita, che come un padre il quale cerchi di guidare i propri figli aventi un volto, una vita, delle virtù e dei difetti particolari, verso I 'unità della famiglia.


c) -Così i sacramenti sono cerimonie staccate l'una dall'altra nelle quali il sacerdote è il pubblico ufficiale, anziché atti determinanti il fluire di una vita nel seno della famiglia dove il sacerdote è il padre che genera, che alleva, educa, nutrisce, sana.


2 -il sacerdote nella vita:
a) -l'ufficio parrocchiale con la sua scrivania, i suoi registri, la sua mancanza
assoluta di intimità, le sue tasse, diritti, documenti, ecc. non può non dare al sacerdote l' aspetto di un burocrate.


b) -L'economia della parrocchia se basata sul "do ut des" delle prestazioni spinge inevitabilmente a dare al sacerdote l' aspetto del libero professionista, magari onesto e disinteressato se si contenta di offerte libere ma professionista: se poi è basata sulle rendite allora lo mette addirittura sul piano del commerciante o del "padrone" di azienda.


Tutto ciò concorre evidentemente a dare alla parrocchia l' aspetto di un complesso di clienti che devono pagare regolarmente ogni loro particolare "disturbo" arrecato ad ogni loro particolare richiesta, ordinazione, ecc. "Quant'è il disturbo?", "Vorrei ordinare una messa", "Quant'è la messa che ho ordinato?", "Son venuto a pagare il funerale", e se il sacerdote risponde che è una offerta libera allora egli è buono e disinteressato.


Tutto perfettamente all ' opposto di quanto avviene in qualsiasi famiglia dove i figli si guardano bene di domandare alla mamma quant'è per il rammendo dei calzini! Ed i genitori dal far pagare a ciascun figlio la tassa proporzionata ai disturbi che ciascuno arreca loro; ma l' economia della famiglia è unica e ciascuno contribuisce secondo le propri"e possibilità, indipendentemente dal numero dei fazzoletti che ha fatto lavare alla mamma.


Se gli uomini non bevono amor fraterno alla sua fonte unica che è la Chiesa è perfettamente inutile darsi gran da fare per il problema sociale poiché non si può costruire una casa sul tetto, ma sulle fondamenta.
Le organizzazioni cattoliche e cristiane sono spesso mostri di organizzazione senza spirito, che anzi che risolvere aggravano i problemi, proprio perché il loro obbiettivo manca del proprio fondamento che è la fraternità nella Chiesa. Tali organizzazioni sono veri e propri peccati contro l' ottavo comandamento perché vogliono testimoniare amore ed invece sono impostate di settarismo, predicano fraternità e covano interessi particolaristici, dicono di poter risolvere i problemi della società e sono minate da una crisi che sta alla loro stessa base, la crisi di un cristianesimo smidollato nella sua stessa sostanza che consiste nella Paternità divina nella maternità della Chiesa e nella carità fraterna

05 aprile 2000. Conforme all'originale manoscritto EMPO018\. conservato nell'archivio storico della Comunità dell'Isolotto.