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E’ la prima omelia fatta alla messa nella cappellina di via Palazzo dei diavoli dal nuovo parroco Enzo Mazzi, mandato nella nuova parrocchia dell’Isolotto dal cardinale Elia Dalla Costa.

   
     

5 Dicembre1954

     So che molti di voi hanno atteso direi con ansia che un sacerdote si stabilisse in mezzo a voi come parroco. Ebbene, eccomi mandato qui dall’arcivescovo proprio come vostro parroco, come vostra guida cioè, manifestazione della paternità divina.
      Sono venuto con gioia in mezzo a voi non in cerca di comodità, non per realizzare interessi personali e l’attuale situazione ve lo dice chiaramente, ma per annunciare a tutti indistintamente un messaggio che mi brucia qui dentro: il messaggio di Cristo, che cioè
Dio vuole a tutti un gran bene, che è il nostro padre comune, che siamo tutti veramente fratelli, che formiamo una sola grande famiglia di cui Gesù è il primogenito.
    Sono venuto per annunziare questo messaggio non solo con le parole, con le prediche, ma vorrei annunziarlo con i fatti, e se necessario, come ha fatto Gesù, col sacrificio stesso della mia vita che fin da ora offro volentieri al nostro padre comune per il bene di tutti che abitate all'Isolotto.
     Questo messaggio vorrei che entrasse nelle vostre menti, nella vostra vita; che incominciasse a bruciare in voi come brucia dentro di me tanto da fare dell’Isolotto una vera simpatica famiglia dove tutti indistintamente senza distinzioni di origine, educazione, occupazione, senza distinzioni economiche o politiche, si cerchi di volersi bene, di aiutarsi, di collaborare alla soluzione di tanti problemi che è urgente risolvere.
    Vorrei arrivare a farvi capire con le parole, ma soprattutto con l’esempio della mia vita, che ha per modello quella di Cristo, che per esser cristiani bisogna soprattutto volersi bene e voler molto bene anche a quelli che cristiani non sono, che più importante ancora di andare in chiesa è di comprendersi, aiutarsi, collaborare; come d’altra parte sia inutile l’andare anche molto spesso in chiesa se poi non si va d’accordo e non ci si aiuta e non ci si vuol bene.
      Da ora in poi io sono a vostra disposizione per qualsiasi cosa abbiate bisogno ed a qualsiasi ora. Per qualche giorno sarò ospite del parroco di Monticelli e lì mi potrete trovare, ma solo per qualche giorno poiché in settimana mi verrà consegnato in via del tutto provvisoria un piccolo alloggio che mi servirà come punto di riferimento. Fra un mese circa avremo una chiesetta provvisoria, di legno, in attesa della nuova chiesa i cui lavori non tarderanno ad iniziarsi.
Portate il mio saluto a tutti gli altri cittadini dell’Isolotto ed invitateli a venire anche loro domenica prossima alla S.Messa